con un'aria
trasognata
lemme lemme nella sera
se ne va
fischiettando ...
la schedina l'ha giocata
son dieci anni che lui spera
e che ci sta riprovando
un motorino
per Marina
due mesetti in Val Gardena
una casa piena
di comodità
se pareggerà il Cesena
una villa con piscina
la schedina con la mente lui rifà ...
1 X X 2 1 X 1
X 1 1 2 1 X
nella strada
tutto solo
fa uno slalom tra i lampioni
e la città
sta in ciabatte
e la luna su nel cielo
stropicciandosi gli occhioni
si fa già
color latte
quel
francobollo dell'Angola
che gli ha sempre fatto gola
un corredo di lenzuola
per Liù
e se segnerà Mazzola
una bella barca a vela
e la mente vola
e non si ferma più ...
1 X X 2 1 X 1
X 1 1 2 1 X
2 1 X
chissà?
se va bene ...
2 1 X
con
quell'aria trasognata
passa avanti alla portiera
"buona sera ragioniere!"
la schedina l'ha giocata
e per una volta ancora
questa sera
può sperare
e sale in fretta gli scalini
col fiatone quattro piani
c'è un odor di maccheroni
col ragù ...
si dimentica
Antognoni
da un bacetto ai suoi bambini
e
e ai milioni
non ci pensa più ...
1 X X 2 1 X 1 X 1 1 2 1 X
le
lenzuola arrotolate
la gola secca
che ora è
che sogno strano! ...
sto sudando
fa caldo quest'estate ...
mi stropiccio gli occhi
piano ... piano ...
e Simona
che dolce ieri sera
Dio mio che fiacca ...
dove ho messo le ciabatte?
mi sciacquo il viso
ho una brutta cera ...
accidenti!
quanto scotta il caffellatte ...
che mi metto stamattina?
nel farmi la barba
a momenti
mi sfregio ...
la sbatto al muro
quella radiolina ...
che giornate ...
qui si va di male in peggio!
il telefono che squilla ...
ciao mamma ...
scendo sotto a comprare il giornale ...
la patente
i soldi
la mia auto "Camilla"
e il diario di Simona sul sedile
io no
io non lo so ...
non so che fare
io non so
se provare
oppure no ...
io no
io non lo so ...
se è ciò che voglio
io non so
se è uno sbaglio
io non so
cosa è meglio
io non so
se darci un taglio
io non so ...
mi sistemi lo specchietto
giro la chiave
la frizione
la prima ...
Simona è dolce ...
ma non è tutto ...
per favore ... il pieno di benzina
le strade vuote ...
un pullman di turisti
poi la campagna ...
quasi quasi ... un po' mi pento ...
la mia "Camilla" non è che pisti ...
70 80 90 100
sì
che ti ho riconosciuto qui dagli occhi
che già non vedevano così lontano
quando un palloncino ti scappo' di mano
e volò e volasti pure tu sì sei tu
gli stessi identici occhi miei ma in grande
o forse solo con un po' di più d'incanto
son cresciuti intanto e pieni di domande
e son rimasti miopi tino a qui
siamo sì vivi anche se un po' cambiati
siamo morti e poi più volte noi rinati
come fingevamo
se stavamo giù sotto la coperta
come fiamma saltavamo su
nella scoperta del sorriso sul viso di mamma
a Clà lì ho lasciato te
così per un altro me
ma sì sono stato troppo via
con questa troppa nostalgia
di me quand'ero te
a Clà tu sì che eri un re
io no mai più come te
noi che trovavamo tutto in niente
e adesso c'è
niente in tutto e nessun re
vedi questo telo alzato tra noi due è la vita
che tu hai sempre visto come un bel ricamo
io di qua da uomo so la trama ordita
odio e amo tra i suoi no e i suoi sì
siamo qui forse appena un po' più stanchi
fieri perché no di quei capelli bianchi
a implorare tempo come un tempo in cui
c'era la paura
della mano di papà prima della puntura
e di una porta aperta piano piano
a Clà com'è andata poi
sai se abbiamo vinto noi
perché io so solo che con te
di nuovo so sorridere
e un giorno imparerò
anche a vivere
a Clà ci risiamo già
lo so che è finita qua
io ero lì per riprenderti
e dovrò riperderti
chissà se ci rivediamo a Clà
forse un tempo forse là
quando ci riandiamo a Clà
Volevo
essere un grande mago
incantare le ragazze e i serpenti
mangiare fuoco come un giovane drago
dar meraviglie agli occhi dei presenti
avvitarne il collo e toglierne il respiro
un tuffatore in alto un trovatore perso
far sulla corda salti da capogiro
passare muri e tenebre attraverso
come un cammello entrare nella cruna
librarmi equilibrista squilibrato
uno che sa stralunare la luna
polsi di pietra e cuore alato
E stupire tutti quelli
che non sanno la fortuna
che non hanno mai una festa
i tristi e i picchiatelli
io lasciavo a casa un figlio
gli occhi dietro la finestra
un saluto nel berretto
e non usci un coniglio
Accorrete pubblico
gente grandi e piccoli
al suo numero magico
vedrete
mille e piu' incantesimi
piano non spingetevi
costa pochi centesimi
Volevo diventare un pifferaio
stregare il mondo e ogni sua creatura
crescere spighe di grano a gennaio
sfidar la morte senza aver paura
mettere la testa in bocche di leoni
un domatore vinto un cantastorie muto
far apparire colombi e visioni
l'uomo invisibile l'uomo forzuto
lanciar coltelli e sguardi come gelo
saper andare in punta delle dita
uno che si getta a vuoto nel telo
del lungo inverno della vita
E portare sopra un carro
elemosine di cielo
tra silenzi d'ospedale
e strappi di catarro
io restavo zitto al fianco
quando mamma stava male
e sembrava Pulcinella
dentro il pigiama bianco
Accorrete pubblico
gente grandi e piccoli
al suo numero magico
vedrete Cucaio
mille e piu' incantesimi
piano non spingetevi
costa pochi centesimi
Se sapessi un di'
innamorarmi di quelli che
non ama nessuno
se potessi portarli li'
dove il vento dorme
se crescesse acqua dalla luna
se crescesse acqua dalla luna
tu chi
sei
che parli diverso
più giovane di me
in un'altra età persa perso
in mezzo ai giorni tuoi
pezzi di quella vita che non so
tu chi sei
tu chi sei
un universo
tu che hai
la nuova promessa
di un segno che lasciai
nell'infinita adesso impressa
in fondo agli occhi tuoi
figli di quella luce che non e
solo tua solo mia
se l'alba e la stessa
cielo e oceano
acqua nell'acqua
onda e nuvola
acqua nell'acqua
fiato dentro il fiato
io in te quant'e passato?
corpo e anima
acqua nell'acqua
vene e lacrime
acqua nell'acqua
il mio grido nel tuo grido
e stato un brivido
un vento caldo da domare
per salirci su e tornare
a riamare aria e mare
con te che fai
un altro sentiero
e insegui la tua vita
in cerca di te vera vero
e non si arriva mai
a sapere quand'è che finirà
tu che hai
io che ho
un cuore sincero
che batte
un cuore che batte
davvero
cielo e oceano
acqua nell'acqua
onda e nuvola
acqua nell'acqua
fiato dentro il fiato
io a te cos'è che ho dato?
corpo e anima
acqua nell'acqua
vene e lacrime
acqua nell'acqua
il mio grido nel tuo grido
e ancora un brivido
che c'è
che piega e piaga la mia schiena
che rovescia un fiume in piena
mi svegliai
su questa scena
e nello sconcerto
cominciai il concerto
e incerto salutai
e attraversai
tutto il deserto
per trovarmi in mare aperto
e respirai
e respirai
acqua nell'acqua di parole
come un salto nelle gole
verso isole di sole
un volo libero di bere
nelle azzurrità leggere
anche per perdersi e cadere
ricadere giù
ai
fianchi annodo stretta la mia maglia
e poi vado a Coldifoglia
risalendo quel pendio
e tiro su i calzoni troppo lunghi
per andare a cercar funghi
in un posto che so io
e dopo una scorpacciata di mirtilli
fare le boccacce ai polli
con la lingua tutta blu
rubare le pannocchie a un contadino
e nascondersi fra il fieno
ora non mi becca più
poi scendo da lassù
a precipizio giù
seduto su un cartone a scritte blu
un bimbo che sta li
mi guarda un po' cosi'
e poi di corsa fugge via
e guardo casa mia laggiù
è un puntolino bianco e niente più
e io sto bene qui
ad Agordo è cosi'
ad Agordo è cosi'
nel pomeriggio un salto al Bar Centrale
per scambiare due parole con la Gigia se gli va
e ordinare un'ombra di quel vino rosso
qui nel mazzo manca un asso
guarda un po' dov'è che sta!
stasera tutti al cinema sociale
settimana un po' speciale
c'è una serie con Toto'
e su dal Melo prendersi una pizza
e per chiudere in bellezza
che faremo non lo so
magari un bel falò
per riscaldarsi un po'
c'è Emma che non vuole che dice no
allora è sulla sua
un ballo e si va via
e mentre ritorniamo io
mi volto ancora per veder
quella manciata di stelle sull'Agner
potrei dormire qui
ad Agordo è cosi' ad Agordo è cosi'
tu
sei la stella
che vaga e invaghisce
signora di poesia
tu sei il rimpianto
che dura e indurisce
sorella di nostalgia
tu sei il rimorso
che incolpa e colpisce
angelo di carestia
tu sei il ricordo
che sfioro e sfiorisce
mentre una sera va via
domani che ne è di te
degli occhi grigi di nuvole
prodighi di prodigi
in fondo agli occhi miei
mi guardo e tu ci sei
tu sei il mio tempo
che impazza e impazzisce
compagna di prigionia
tu sei il mio viaggio
che impara e impaurisce
regina di fantasia
tu sei il pensiero
che passa e appassisce
madre di malinconia
tu sei il futuro
a cui sparo e sparisce
quando la notte va via
domani sarai con me
perché ha finito di piovere
se ogni attimo infinito
che ho avuto dopo te
io lo chiamai
domani e non c'eri più
eri già Ieri
memorie pensieri più vecchi
tu dove sei
perché io ti chiami Oggi
perché tu torni a me
perché io torni a te
a Domani
un azzurro lungo
un sogno
comincio' per me
del dicembre dell' '81
volo' de me a te
fu davvero uno strano segno
forse fu un caso o forse no
che piano piano parti' qualcuno
con un alé-oó
ALÉ-OÓ ALÉ-OÓ ALÉ-OÓ ALÉ-OÓ
un azzurro lungo un sogno
continuo' così
nei concerti e nelle partite
per ritrovarci li'
fu come un patto
fu come un pegno
per dire ancora ci sarò
quando uniremo le nostre vite
in un alé-oó
ALÉ-OÓ ALÉ-OÓ ALÉ-OÓ ALÉ-OÓ
è tornato qua
in questa estate del 98
fino all'eternità
e in una sera di un 6 di giugno
canta più forte che si può
sapendo che non si è mai interrotto
il nostro alé-oó
ALÉ-OÓ ALÉ-OÓ ALÉ-OÓ ALÉ-OÓ
Per
te che sai che la tua solitudine
è una bugia per sopravvivere
per te che vuoi tornare giù nel sud
e intanto vuoti posacenere
per te che hai sempre fatto economia
e non ti trovi nel giardino pubblico
ancora vivi un incantesimo
andare venire
finire incominciare
trovare perdere ...
per te che ammazzi i pomeriggi in una briscola
per te che vivi col terrore della tegola
per te che tieni tutti i sogni in una scatola
per te che cerchi di imitare Pelè
per te che ridi e non capisci perché ...
per te che parli sparli dici sdici sempre di politica
e tiri avanti con le pillole
per te che hai il cuore dentro un luna park
e t'innamori delle bombole
per te che conti i tuoi foruncoli
ogni mattina prima del caffè
per te che suoni la tua armonica
sdraiato in un campo di fragole
sbocciare
sfiorire
gioire disperare
sporcare pulire
aprire chiudere ...
per te che vivi tutto l'anno in un montgomery
per te che giochi la tua vita sopra i numeri
per te che sei sempre sommerso dai cocomeri
per te che fai tutte le cose a metà
per te che implori un poco di carità ... alzati Giuseppe
troppo tempo hai perso già alzati Giuseppe
verso la tua libertà alzati Giuseppe
mille secoli tu hai alzati Giuseppe
se tu vuoi ... tu volerai ...
per te che vai come un sonnambulo
nell'aria densa di caligine
per te che quando eri più giovane
hai fatto qualche stupidaggine
per te che parli sempre a vanvera
solo perché tu ci hai la scrivania
per te che ruzzi nella polvere
in una strada di periferia
tagliare cucire
partire ritornare
svuotare riempire
salire scendere ...
per te che affoghi i dispiaceri sopra un tavolo
per te che cerchi la fortuna dietro a un angolo
per te che non hai combinato un cavolo
per te che sembri un altro con il toupet
per te che soffri e non capisci perché alzati Giuseppe
troppo tempo hai perso già alzati Giuseppe
verso la tua libertà alzati Giuseppe
mille secoli tu hai alzati Giuseppe
se tu vuoi ... tu volerai ...
io
nella vita ho fatto un po' di tutto
non so se ho fatto poco oppure tanto
non sono stato un santo e questo lo sa pure Dio
lo sa pure Dio
ho camminato con la pioggia e il vento
ho riso spesso e qualche volta ho pianto
e cento e mille volte son rimasto solo io
ma me la son cavata
sempre a modo mio
a modo mio
a modo mio
che tu ci creda o no
a modo mio
a modo mio
a modo mio
avrò sbagliato ma
a modo mio
e tu che sei comparsa tutto a un tratto
e in un momento hai colorato tutto
tu sei diversa sei importante e ho paura io
ho paura io
e chissà se ci riuscirò
a dirti che
ti amo a modo mio
a modo mio
a modo mio
per una volta ancora
a modo mio
a modo mio
a modo mio
poi sei venuta tu
amore mio
cosi'
vai via
non scherzare no...
domani via
per favore no...
devo convincermi pero'
che non è nulla
ma le mie mani tremano...
in qualche modo io dovrò
restare a galla...
e cosi' te ne vai...
cosa mi è preso adesso?
forse mi scriverai
ma si è lo stesso
cosi' vai via
l'ho capito sai...
che vuoi che sia
se tu devi vai...
mi sembra già che non potrò
più farne a meno
mentre i minuti passano...
forse domani correrò
dietro il tuo treno
tu non scordarmi mai...
com'è è banale adesso...
balliamo ancora un po'...
ma si è lo stesso
amore bello come il cielo
bello come il giorno
bello come il mare amore...
ma non lo so dire.
amore bello come un bacio
bello come il buio
bello come Dio
amore mio
non te ne andare...
perché è cosi'
no non è giusto
se è cosi' se te ne vai
se te ne vai...perché è cosi'
perché finisce tutto qui
tra poco andrai...
un lento, l'ultimo oramai...
e fare finta, che ne so
di essere matto
piangere urlare e dire no...
non serve a niente, già lo so
è finito tutto...
e se tu caso mai...
ma non mi sente adesso...
balliamo ancora dai...
ma si è lo stesso..
amore bello come il cielo
bello come il giorno
bello come il mare amore...
ma non lo so dire.
amore bello come un bacio
bello come il buio
bello come Dio
amore mio
non te ne andare...
vai via cosi'
no non è giusto se è cosi'
sei bella sai...
sei bella sai...
vai via cosi'
finisce allora tutto qui
fra poco andrai...
un lento, l'ultimo oramai...
amori
a cavalcioni sui muretti si sfiniscono di baci
con un'ansia dolce e il cuore rotto,
amori incatenati sulle moto vanno scoppiettando
incontro al mare con il costume sotto,
amori delle ultime file
che all'uscita dei cinema ancora hanno i volti
accesi
amori dei gelati di aprile
benedetti dal sole come panni stesi
amori sbullonati in riva al bar sulle lambrette
che aspettano un'estate nuova e azzurra e un'
altra storia
amori rifugiati in fondo a un tram di gente che
ritorna
occhi impigliati s'imparano a memoria
amori di domenica al centro
angeli e santi che piombano giù da chiese di
carbone
amori che l'inverno ha rinchiuso dentro
per terra si rigirano in una canzone
amori lunghi di tramontana
si accompagnano e bevono eccitati le scale in un
sorso
amori dentro sciarpe di lana
tuffati nelle strade degli amori in corso
amori di mare
quando la pelle s'increspa e ha paura
sono una cosa sola con le stelle
e il velluto di una notte scura
amori che sono nati quando
è nato il vento
che spoglia il cielo degli ultimi colori
ed un intero giorno che tramonta e se ne va pi
lento
amori
eterni come l'acqua alle fontane
e i giorni sono un po' più lunghi e si esce fuori
a respirare gli orizzonti e le montagne pi lontane
amori sotto vuoto dentro le cabine e un sole
che va giù insieme al gettone parlano con le mani
amori corsi a ripararsi al buio dei portoni
si scrollano la pioggia dai capelli come i cani
amori dei vernice sui muri
quando la campana fa volare i ragazzi di scuola
amori a un ballo come canguri
cuori mischiati su una pista di stagnola
amori sfumati nel vento
in auto gonfie di musica e di sere accelerate
amori matti che si corrono dietro
e si sdraiano ad asciugare le anime bagnate
amore di neve
quando l'aria impazzisce di bianco
e tra le braccia quel senso d'amore
che ci consuma e ci fa il cuore stanco
amori
quanti chilometri di amori al mondo
un po' smarriti in questo traffico di cuori
così diversi così uguali di una vita o di un
secondo
amori
che sono vivi in questo stesso istante
che mi confonde in altri giorni e in altri odori
adesso che non ti conosco adesso che tu sei
distante
amori
mille miliardi nell'universo
mille miliardi di stelle e di dolori
adesso che ancor prima di trovarti forse ti ho già
perso
tra le barche a pancia all'aria
rauco il vento s'infilo'
l'ultima boccata forte
poi le scarpe si cavo'
con le mani stanche cariche di vene
i vestiti ripiego'
come chi non ha più fretta
verso il mare cammino'
la schiuma gli si fece incontro
e i suoi piedi incateno'
gli occhi acquosi di tristezza
oltre quel cielo
un altro cielo lui cerco'
ti seguirò ...
se tu lo vuoi ...
dovunque andrai ...
io ci sarò ...
strinse intorno a sè le braccia
poi nell'acqua scivolo'
i treni partiti senza portarci via
non si fermeranno più qua
finchè la certezza non ci abbandonerà
e ancora la pioggia cadrà
il riflesso della luna
nel suo solco lo guido'
pallide le spalle magre
contro l'orizzonte andò
un silenzio nero come il culo dell'inferno
e lui si accompagno'
io non lo so ...
cosa non va ...
che cosa c'è ...
cosa sarà ...
metro dopo metro spinse il cuore
e la notte attraverso'
i sogni sognati con tanta ingenuità
marciscono in fondo a una via
finchè la paura non ci addormenterà
e ancora la pioggia cadrà
con le braccia più rabbiose
il suo corpo trascino'
e sfido' la nebbia densa
che pian piano lo abbraccio'
le speranze mezze uccise dalla vita
tra le onde abbandono'
non ti amo più ...
non sono tua ...
che cosa vuoi ...
vattene via ...
si aggrappo' sfinito al suo dolore
ed il mare lo ingoio' ...
i miei
occhi miopi
persi nel tuo campo biondo di capelli
adesso che stuzzichi i ricordi
ed i tuoi anelli
ho riempito il cuore con la polvere da sparo
e poi scoppiare
annegando in fondo ad un bicchiere
o in fondo al mare
le tue gambe trasparenti
nella gonna tesa
musiche da parrucchiere
scendono dall'alto
rido come un coso
di una macchina a sorpresa
e asciugo le ferite
dal tuo smalto
un via vai di voci e visi
del colore delle vie di fuori
che perde un po' di fretta
fra i caffè e i liquori
se il tuo cuore avesse le finestre
io potrei saltarci dentro
e farti trovare tutto a pezzi
al tuo rientro
la mia faccia da lepre
all'apertura della caccia
si riflette dentro il vetro
e le scritte al contrario
io volevo soffocarti
dentro a queste braccia
e poi chiudere il sipario
no che non è niente
anche se son bianco
forse qui c'è troppa gente
sono solo stanco
andiamo lontano
la dove nessuno ci può toccare
a vincere il tempo
che abbiamo ancora da ridere e da cantare
e accendere fuochi
per non sentir mai più freddo
andiamo via insieme
a darci la mano senza vergogna
a viverci dentro
gli occhi strappati dei matti e di chi sogna
ragazzi per sempre
perché non andiamo a casa
quattro frasi fiacche
cadono per terra
e nell'indifferenza
avevo un po' di sicurezza
e son rimasto senza
domattina mi alzerò un po' prima
a far la fila allo sportello
degli amori smarriti
per cercare il nostro poverello
conto i soldi spiegazzati
e pagherei un miliardo
per sfasciarmi sopra un letto
e spegnermi nel sonno
prima che mi lasci attraversare
dal tuo sguardo
infilzato come un tonno
no va tutto bene
ho dormito poco
fino a che la vita tiene
e va avanti il gioco
andiamo via presto
in fondo al silenzio per dirci ora
le cose mai dette
e tutte quante le cose da dire ancora
e mettere la chiave del cuore
sotto il tappeto
andiamo via soli
a chiederci un bacio e rubarne cento
in mezzo alla strada
con le guance incavate per bere il vento
che smorza le stelle
perché non andiamo a casa
andiamo via adesso
a comprare un metro di paradiso
a prendere un secchio
per buttarci acqua fresca sul viso
a pensare a un figlio
e a un albero di natale
andiamo via amore
a mettere a posto la nostra stanza
a starci vicino
quando trovarci vicino non è abbastanza
a chiuder la porta
perché non andiamo a casa
andiamo a casa
Andava a piedi nudi per la strada
mi vide e come un’ombra mi seguì
Col viso in alto di chi il mondo sfida
e tiene ai piedi un uomo con un sì.
Nel cuore aveva un volo di gabbiani
ma un corpo di chi ha detto troppi sì.
Negli occhi la paura del domani
come un ragazzo me ne innamorai.
La notte lei dormiva sul mio petto
sentivo il suo respiro su di me
E poi mi dava i calci dentro il letto
c’è ancora il suo sapore qui con me.
Anima mia torna a casa tua
ti aspetterò dovessi odiare queste mura
Anima mia nella stanza tua
c’è ancora il letto come l’hai lasciato tu.
Avrei soltanto voglia di sapere [non cercarmi]
che fine ha fatto e chi sta con lei [non pensarmi]
se sente ancora freddo nella notte
se ha sciolto i suoi capelli oppure no.
Ti vedo Annabel Lee
quando tu sorridevi per me
nel nostro mondo
solo noi
Il tempo eri tu
eri ferma davanti a me
gli angeli odiavano il tuo nome
E un giorno il vento
ti prese via per sempre
un vento dal cielo e poi e poi niente
Il vento è passato
ma tu non ci sei
guardo nel mondo
ma tu non ci sei
ti prendo per mano
ma tu non ci sei
Annabel Annabel Annabel no
nooo nooo
Ti sento Annabel Lee
tu che sei sempre dentro di me
corri nel vento insieme a me
E un giorno nel tempo
ritornerai, lo sento
un vento dal cielo
ritornerai, lo sento
Annabel Lee
ora che il tempo
si è compiuto già
con un sorriso muto arrendersi
dopo un saluto che è piovuto là
e darsi un po' d'aiuto a perdersi
e siamo noi che andiamo via
e ci diciamo ciao
e non sappiamo poi se sia
arrivederci o addio
ora che il nostro viaggio ferma qua
e c'è un miraggio nuovo a illuderci
fare naufragio sulla realtà
poi scrivere un messaggio e attenderci
e siamo noi che andiamo via
e ci diciamo ciao
e non sappiamo poi se sia
arrivederci o addio
ora che viversi lontano è e sarà
uccidersi più piano che si può
e prendersi la mano è strano ma
come gridarsi invano e ancora un po'
e siamo noi che andiamo via
e ci diciamo ciao
e non sappiamo poi se sia
arrivederci o addio
dal carcere del cuore
uscire non si può
volando altrove per finire e ripensarci
però il dolore non è se partire o no
non è dove fuggire ma come restarci
ora che non rimane appena che un momento
e ne vorremmo cento e mille in più
c'è un giuramento da gettare al vento
per un appuntamento verso il blu
e siamo noi che andiamo via
e ci diciamo ciao
e non sappiamo poi se sia
arrivederci o addio
il brivido di un giorno si fa scuro e va
in un abbraccio così duro da staccarsi
sarà un ritorno nel futuro e un'altra età
o ghiaccio puro di un ritorno in cui chiamarsi qua
e siamo noi che andiamo via
cercando un nome un dio
poi come quando e dove sia
arrivederci o addio
arrivederci o addio
passerotto
ti ho aspettato tanto
e adesso tu sei qui ...
passerotto
la tua canzone canto ...
doremifasol
ed aspettare
ed aspettare
ed aspettare
ed aspettare
avrai sorrisi sul
tuo viso come ad agosto grilli e stelle
storie fotografate dentro un album rilegato in pelle
tuoni d'aerei supersonici che fanno alzar la testa
e il buio all'alba che si fa d'argento alla finestra
avrai un telefono vicino che vuol dire già aspettare
schiuma di cavalloni pazzi che s'inseguono nel mare
e pantaloni bianchi da tirare fuori che è già estate
un treno per l'America senza fermate
avrai due lacrime più dolci da seccare
un sole che si uccide e pescatori di telline
e neve di montagne e pioggia di colline
avrai un legnetto di cremino da succhiare
avrai una donna acerba e un giovane dolore
viali di foglie in fiamme ad incendiarti il cuore
avrai una sedia per posarti ore
vuote come uova di cioccolato
ed un amico che ti avrà deluso tradito ingannato
avrai avrai avrai
il tuo tempo per andar lontano
camminerai dimenticando
ti fermerai sognando
avrai avrai avrai
la stessa mia triste speranza
e sentirai di non avere amato mai abbastanza
se amore amore avrai
avrai parole nuove da cercare quando viene sera
e cento ponti da passare e far suonare la ringhiera
la prima sigaretta che ti fuma in bocca un po' di tosse
Natale di agrifoglio e candeline rosse
avrai un lavoro da sudare
mattini fradici di brividi e rugiada
giochi elettronici e sassi per la strada
avrai ricordi di ombrelli e chiavi da scordare
avrai carezze per parlare con i cani
e sarà sempre di domenica domani
e avrai discorsi chiusi dentro mani
che frugano le tasche della vita
ed una radio per sentire che la guerra è finita
avrai avrai avrai
il tuo tempo per andar lontano
camminerai dimenticando ti fermerai sognando
avrai avrai avrai
la stessa mia triste speranza
e sentirai di non avere amato mai abbastanza
se amore amore amore avrai
lei:
sai che ho saputo che tu dici in giro
che sei stato già a letto con me ...
lui: qui c'è un sbaglio uno sbaglio sicuro
ma che importa saper di chi è ... !
lei: che vuoi per caso cambiar discorso
non sai più quali pesci pigliare ...
lui: ma tutto questo ti giuro è falso
e tu subito ad abboccare ...
lei: dai cerca scuse ... non sei neanche scaltro ...
Don Giovanni che pena mi fai! ...
lui: Don Giovanni ... lo dici ad un altro ...
e se fosse così ma che vuoi? ...
... fiore de pepe
tutte le cose a modo vostro fate
ma verrà un di' che a modo mio farete ...
lui: ... e quanti cavoli sai mi hai scocciato
se ti scoccio ... possiamo lasciarci
lei: ma che per caso ti sei incavolato? ...
verità brucia cosa vuoi farci? ...
lui: fai la preziosa ed io son stanco
di passare da scemo per te ...
lei: beh qualche volta puoi andare anche in bianco
e questa volta è successo con me ...
lui: ... volevo baciarti me tu m'hai smontato
che ti credi ... l'orgoglio l'ho anch'io ...
lei: mi sa che tu sei un pochino ... imbranato
cosa aspetti che a farlo sia io ... ?
... fiore de poi
che tutta la caggine foste voi
ma dassiro 'na spinta e io ce cascai ...
la scenografia
dei tuoi appartamenti
buia sacrestia della teatralità
la diplomazia lavabiancheria
dei miei chiarimenti
solita amnesia della tranquillità
la didascalia
dei tuoi atteggiamenti
sacra liturgia della formalità
l'autobiografia enciclopedia
dei miei mutamenti tormenti
meteorologia della scontrosità
e della codardia
e ci baciamo là
sopra il boccascena
dell'ultima cena di chi tradirà
e un'altra volta in più già
ci si uccide la passione
dentro un'auto nel burrone
la spingiamo giù ma
siamo sempre qua
storie in bianco e nero
dove abbiamo solo
un ruolo fisso da comparsa
nelle file di un bolero
e tutto il resto e farsa
noi venimmo qua
facce da straniero
dentro questa scena
oscena per non farne a meno
altro giro di bolero
ed un altro sorso di veleno
la radiografia
dei miei giuramenti
vaga profezia della meschinità
la coreografia scelta simmetria
dei tuoi turbamenti
nuda rapsodia della sinuosità
la tappezzeria
dei miei pentimenti
fiacca parodia della maturità
la cineseria micro chirurgia
dei tuoi sentimenti lamenti
pura maestria della fragilità
e della tirannia
e se il mio cuore sta
fermo alla frontiera
tu ti mostri fiera della vanità
perché‚ ci sono anch'io la
tra i tuoi ninnoli d'avorio
a suonare il repertorio
di un eterno addio ma
siamo sempre qua
chiusi in un mistero
che l'amor sia tutto
e tutto ciò che noi sappiamo
dell'amore che e un bolero
in cui ci muoviamo
noi saremo qua
tra il falso e il vero
il bene e il male
quando voleremo
digitando uno e zero
in una realtà virtuale
o contando il tempo di un bolero
per un
piatto di allegria
per una nuova compagnia
buona fortuna
per un anno in più
per quello che vuoi tu
per le notti piene di idee
e di dolci malinconie
buona fortuna
che non basta mai
a te che te ne vai
buona fortuna
per un'altra età
per quello che sarà
buona fortuna
che non basta mai
a te che te ne vai
per un bacio dato via
per un amore chiuso per addio
buona fortuna
per quel po' di me
che porterai con te
per le storie perse qua e là
per la vita che se ne va
buona fortuna
che non basta mai
a te che te ne vai
per te
per te che te ne vai
Lei: Ciao, sono io
Lui: Buonasera dottore
Lei: amore mio
Lui: Sì, mi dica
Lei: Non resistevo più,
pensavo a te
Lui: Ah, bene
direi che è importante.
Lei: Quando verrai
Lui: Mah, adesso non so
dipende...
Lei:non parlare se lì c'è lei
lascia parlare me
dì sì o no.
Lui: Certo.
Lei: Vieni appena puoi
anche tardi, se tu vuoi
io intanto non dormirei
quanto mi manchi non sai.
Mi ami o no
Lui: Ci può giurare dottore.
Io di più
Lui: Non credo
Lei: Ma lei adesso dov'è
vicino a te
Lui: Sì, senz'altro.
Lei: Ho sciolto i capelli giù
e ho il profumo che mi hai dato tu.
Lei: Vieni almeno per un pò
non ho sonno
non mi sveglierai
dì quello che vuoi però
stasera non dirmi di no.
Lui: D'accordo dottore.
Se è proprio necessario, vengo.
Lei: Adesso chiudo, non vorrei
fare insospettire lei.
Amore io sono qui
e potrei anche morire.
Lui: No, no, stia tranquillo.
Adesso faccio un salto da lei.
Buonasera dottore
All
is loving all is love
all is loving all is love
never loose your faith in love
all is loving all is love ...
e che l'amore c'è tu non potrai negarlo mai ...
e che se gira il mondo un po' è per lui ...
e che un amore può finire non è giusto... sai ...
amore amore non potrai negarlo mai
Mi piacerebbe cantar una canzone intelligente
Che segua un filo logico importante
E che sia piena di bei ragionamenti insomma una canzone intelligente
Che spieghi un po' di tutto e un po' di niente
Questa è la canzone intelligente che farà cantar tutta la gente
Questa è la canzone intelligente
Che farà cantar che farà ballar che farà ballar
Lo sciocco in blu
Cosa ci vuole si sa per far successo con la gente
Si prende un filo logico importante
La casa discografica adiacente veste il cantante come un deficiente
Lo lancia sul mercato sottostante
Questa è la canzone intelligente che farà cantar tutta la gente
Questa è la canzone intelligente
Che farà cantar che farà ballar che farà ballar
Lo sciocco in blu
Questo è il ballo di Peppe questo è il ballo di Peppe
Questo è il ballo di Peppe pe-pe-pe-pe-pe-pe Peppe
Ma questa è la canzone intelligente che farà cantar tutta la gente
Questa è la canzone intelligente
Che farà cantar che farà ballar che farà ballar
Lo sciocco in blu
Lo sciocco in blu
Su un su un su un prinz…
Su un su un su un prinz…
Su un su un su un Prinz…
Su un su un su un Prinz…
come siamo cambiati
neanche il passato è più
quello dei tempi andati
si sa com'è ma non come fu
le cose stan cambiando
mentre ci cambiano
noi che stiamo ballando
l'ultimo valzer che suonano
non si esce da una storia
che non esce da noi
nelle vie di memoria
la stessa storia riaccade poi
si abbattono le statue
i piedistalli no
perché le cose fatue
di nuovo servono dopo un po'
perché fu è o sarà
la vita un viaggio od un destino
senza l'equipaggio ma
con un ricordo clandestino
perché qui là o chissà
qualunque cosa è già un ricordo
nebulosa o realtà
negata o benvenuta a bordo
dove va la carovana
dove vaga il caravan
piano va la carovana
vaga invano il caravan
le cose della vita
girano sempre qua
in orbita infinita
noi siamo di loro proprietà
così ce le prendiamo
qui con noi vivono
quando poi ce ne andiamo
peccato loro non piangono
perché fu è o sarà
la vita un viaggio od un destino
senza l'equipaggio ma
con un ricordo clandestino
perché qui là o chissà
qualunque cosa è già un ricordo
nebulosa o realtà
negata o benvenuta a bordo
nel viaggio all'apogeo
da solo è il re
senz'armi né corteo
nel rituale del tè
l'orologio del cammeo
da un tempo a sé
un grigio scarabeo
stringe pensando a te
perché fu è o sarà
la vita un viaggio od un destino
senza l'equipaggio ma
con un ricordo clandestino
perché qui là o chissà
qualunque cosa è già un ricordo
nebulosa o realtà
negata o benvenuta a bordo
dove va la carovana
dove vaga il caravan
ogni cosa cara o vana
torna come un boomerang
un
cofanetto tutto impolverato
e dentro una fotografia
con il tuo primo fidanzato
tenente di cavalleria ...
sulla tovaglia ricamata a mano
i salatini con il thè
nel tuo salotto veneziano
il 5-4-23 ...
le gite in barca
la tua balia ed un notturno di Chopin
un baciamano
una camelia
un manicotto di lapin
e in fondo agli occhi stanchi ti rimane
la malinconia
che sfiora i tuoi capelli bianchi
e poi ti porta ria ...
Gesù Gesù dirai
com'ero buffa io
sorriderai ma un groppo in gola sentirai
com'eri bella tu
adesso cosa sei
un vecchio carillon
che non va più ...
in sala di lettura dopo pranzo
distesa sopra il canapè
leggevi trepida un romanzo
con delle frasi un poco "osé" ...
e il giovedì mattina ad un concerto
con i genitori all'"Odeon"
e tu che ti annoiavi molto e già pensavi al
charleston
i bagni al mare
il tuo cavallo
e un ombrellino di bambù
le trecce
il tuo carnet da ballo
e l'orologio col cucù ...
adesso ti han lasciato sola
adesso son fuggiti via
e forse un poco ti consola
la tua fotografia ...
Gesù Gesù dirai
che sciocca sono io
e dal golfino un fazzoletto prenderai
se serve star quaggiù
a un vecchio carillon
che non va più ...
... e durò un mese
finché un mattino
venne il postino
CARTOLINA ROSA ...
stazione Termini
parenti ed amici
saluti e baci ...
lei sola da una parte ...
e dirle qualche scemenza
"torno in licenza"
"dai che perdi il treno ..."
"dai che perdi il treno ..."
"dai che perdi il treno ..."
la
fiamma di un cerino nella notte
gli occhi stupiti
respirare piano ... piano ...
seguire il fumo delle sigarette
riflessi sull'asfalto ...
un cane abbaia invano
distesi contro i muri
(troppe volte ti giuri ...)
di questa casa in costruzione
(poi ti prendo alla fine! ...)
dal buio spuntano due fari
(dimmi un po' ... ma dov'eri? ...)
stare a contar le stelle
ad una ad una
(cos'è laggiù? ... lo senti pure tu? ...)
parlar di storie strane
di streghe e di amori andati
le scale illuminate dalla luna
(sali qui ... ti prendo in braccio io ...)
giocare a rimpiattino
e riposare abbracciati
un brivido improvviso
(dillo tu se ti peso ...)
parlare piano per paura dell'eco
(fai finta che sia un bel gioco)
l'odore d'erba sognare per caso
(fa conto che ti sposo)
un letto un armadio
tre o quattro sedie
la radio uno specchio un comò
le tende un divano un tappeto un camino
la carta a colori sul muro
(ma tanto non è vero ...)
chiudere gli occhi
e non pensare a niente
(io non so più come ti chiami tu?! ...)
ed un ricordo torna
e sfugge in un momento ...
capire quanto è lungo
anche un istante
(mio Dio cos'è ... la vita che cos'è? ...)
il viso offerto alla pioggia
ed asciugato dal vento
le mani più lontane
(perché guardi su in cielo? ...)
e cento e mille volte un nome
(vuoi vedere che volo ...)
perduto in una casa in costruzione
(non lasciarmi da solo ..
amici:
guarda un po'! ma che avvenimento
pecorella smarrita è alle porte!
lui: fo' la parte della pecora smarrita
amici: ha un'arietta un po' intimidita
mettiamolo in mezzo che ci si diverte!
lui: sto in disparte ... se mi vedono è finita!
amici: quale grande importante data
sua altezza qui al bar dopo un mese!
lui: non sono scuse ...
ho avuto un sacco da studiare ...
amici: sai non è per puntualizzare
ma con quella ci hai studiato
o ci hai fatto altre cose
lui: studio francese ... cosa c'è da sghignazzare ...
e non capisco perché mai
voi vi impicciate sempre
badate ai fatti vostri voi che io penso ai miei ...
amici: se ti riscaldi tanto
stavolta la cosa è più grossa ...
lui: doppia scommessa che non me ne importa
niente ...
amici: niente niente è cosi' eccitante
che più di una volta gli hai dato una smossa ...
lui: è una che scassa ... come lei ne trovo tante ...
mi tiene un po' di compagnia finché mi fa piacere
finché m'invento una bugia ... la mando via
amici: e chi l'avrebbe detto
ch'eri il primo a lasciare gli amici!
lui: dieci perle come voi ... che dispiacere!
amici: dispiacere non devi avere ...
sarete due sposi amorosi e felici
lui: che begli amici! ... andate a dare via il sedere!
e non capisco perché mai voi vi impicciate sempre
badate ai fatti vostri voi che io penso ai miei ...
amici: pecorella smarrita è cotto
senno' non l'avrebbe cosi' presa male
lui: ma guarda un po' che cosa vanno ad inventare
ma guarda un po' ... che cosa vanno ad inventare
ma guarda un po' ... che cosa vanno ad inventare
amici: pecorella smarrita è cotto
la bimba gli ha fatto un bel buco nel cuore
lui: ma quale buco?
amici: pecorella smarrita è fatto
stavolta per lui non c'è nulla da fare
lui: ma che vuoi fare?
amici: pecorella smarrita è in lutto
chissà quale santo può ancora pregare?
lui: ma che pregare!
amici: pecorella smarrita è cotto
la bimba gli ha fatto un bel buco nel cuore!
lui: e anche se fosse?
amici: pecorella smarrita è fatto
stavolta per lui non c'è niente da fare
lui: a quel paese!
accendi questa
notte di cristalli liquidi
il cielo è un crocevia di mille brividi
di satelliti che tracciano segnali nitidi
che seguono la via di mondi ripidi
chissà se queste macchine che parlano per noi
ci riavvicinano o ci allontanano
quando sembra di sfiorarsi e invece in mezzo restano
dei ponti levatoi che non si abbassano mai
io non sono di qui
io son di passaggio
io sono in mezzo al mio viaggio
sono io che ti invio un messaggio
da maggio io vengo e vado dietro a un miraggio
di un domani che inganna da lontano
e porta me lontano da domani
e che mi stringe a sé
in questo tempo avvolto
chi c'è oltre me
chi c'è in ascolto
incontrami in questo spazio senza margine
nel fondo del display che fa da argine
a cento secoli volati via come vertigine
qualcuno schiacciò play e fu l'origine
chissà se il cosmo chiuso dentro le tre doppie vu
è verosimile o è un facsimile
quando sembra di viaggiare e invece resti immobile
tra i totem e i tabù dell'impossibile ma
io che mi muovo qui
io oltre frontiera
io solo in zona straniera
sono io fermo alla tastiera
ogni sera schermo di vita vera o chimera
di essere laggiù là dove non mi trovo
e non so più come trovare dove
adesso vivi tu
che forse sei in ascolto
io che parlo da qui
io passo attraverso
un blu sconosciuto e diverso
io non so più se vado verso
o all'inverso torno se è un sogno o è l'universo
che un insieme è di mille e mille soli
e gli altri e me che siamo soli insieme
per questo chiamo te
da un mondo capovolto
chi c'è oltre me
chi c'è in ascolto
chi c'è con me
chi c'è chi c'è in ascolto
non smettere di trasmettere
chissà
se mi pensi
seduta sul letto
e se tieni stretto
quel tuo vecchi orsacchiotto
e gli parli di me
e smorzi la luce
ma non trovi più pace
e ti domandi perché
chissà se mi cerchi
li sotto al cuscino
se mi hai trovato carino
se mi vuoi li vicino
se mi vuoi li con te
e fra le lenzuola
tu ti senti più sola
e ti domandi perché
ma chissà se è proprio vero
che tu stai pensando a me
o se cerchi qualcun altro col pensiero
ma chissà se nel tuo cuore
ci sta un posto anche per me
e se c'è tu non tenerlo più nascosto
più nascosto
ma chissà
se non ti addormenti
e mordi nervosa
le tue labbra fra i denti
se ripensi un po' a me
e piano pianetto
disfi tutto il tuo letto
e ti domandi perché
ma chissà se è proprio vero
che tu stai pensando a me
o se cerchi qualcun altro col pensiero
ma chissà se nel tuo cuore
ci sta un posto anche per me
e se c'è tu non tenerlo più nascosto
più nascosto
ma chissà se mi pensi
se non ti addormenti e quante pecore conti
una due o centoventi
e te la prendi con me
riaccendi la luce
ma ti senti felice
e ti domandi perché
Chissà se va
Chissà se va
Chissà se va
Se va
Ma sì che va
Ma sì che va
Ma sì che va
Che va
E se va, se va, se va
Tutto cambierà
Forza ragazzi, spazzola
E chi mi fermerà
Chissà se va
Chissà se va
Chissà se va
Se va
Ma sì che va
Ma sì che va
Ma sì che va
Che va
Se non va, non va, non va
C'è una novità
Sai quanto me ne importa
Che me ne importa a me
Per una che va storta
Una dritta c'è
Il brodo è tanto buono ma
Se non c'è prezzemolo
Ma che sapore ha
La vita è tanto bella ma
Se non ci sta il coraggio
Non è saporita senza un po' di guai
Meglio un capitombolo
Che non provarci mai
Restare fermi non si può
Mi butto nella mischia
Giù
Seguitemi un po'
Po' po' po'
Po' po' po'
Po' po'
Po' po'
Chissà se va
Chissà se va
Chissà se va
Se va
Ma sì che va
Ma sì che va
Ma sì che va
Che va
E se va, se va, se va
Tutto cambierà
Forza ragazzi, spazzola
E chi mi fermerà
Chissà se va
Chissà se va
Chissà se va
Se va
Ma sì che va
Ma sì che va
Ma sì che va
Che va
Se non va, non va, non va
C'è una novità
Sai quanto me ne importa
Che me ne importa a me
Per una che va storta
Una dritta c'è
Il brodo è tanto buono ma
Se non c'è prezzemolo
Ma che sapore ha
La vita è tanto bella ma
Se non ci sta il coraggio
Non è saporita senza un po' di guai
Meglio un capitombolo
Che non provarci mai
Restare fermi non si può
Mi butto nella mischia
Corri corri che fai
corri uomo lo sai
verso il tuo destino
non fermarti mai
non pensare a lei
Forza forza che puoi
dacci dentro che ormai
sei quasi vicino
e di lei ne avrai
quante tu ne vuoi
Certo che ho agito senza senso
e ora ci penso e ci ripenso
ci fosse lei ci fosse lei
che la volevo io non gliel'ho detto mai
ci fosse lei ci fosse lei
se Dio volesse se tornasse casomai
Corri corri che fai
corri uomo lo sai
verso il tuo destino
e di lei ne avrai
quante tu ne vuoi
Io con lei avrei spiato il mare
io con lei avrei capito cosa è mai una rosa
io con lei avrei ballato pure nella strada
e con lei sarebbe stato tutta unj'altra cosa
perchè lei era un piccolo grande amore
solo un piccolo grande amore
e niente più
di questo niente più
E l'ho lasciato andare
quel suo piccolo grande amore
no non c'è più niente da fare
no no non c'è più niente da fare
no no non c'è quel suo piccolo grande amore
Corri corri che fai
corri uomo lo sai
che puoi star da solo
corri via da lei
dai pensieri tuoi
Forza forza che fai
ma non dirmi che vuoi
rinunciare al cielo
di una certa lei cosa te ne fai
Ma se ripenso a certe sere
mi vien la voglia di fuggire
ci fosse lei ci fosse lei
che la volevo io non gliel'ho detto mai
ci fosse lei ci fosse lei
se Dio volesse se tornasse casomai
Corri corri che fai
corri uomo lo sai
che puoi star da solo
di una certa lei
cosa te ne fai
ci fosse lei ci fosse lei
che la volevo io non gliel'ho detto mai
ci fosse lei ci fosse lei
se Dio volesse se tornasse casomai
ci fosse lei ci fosse lei
che la volevo io non gliel'ho detto mai
ci fosse lei ci fosse lei
se Dio volesse se tornasse casomai
gira che ti rigira
amore bello
anch'io domani me ne vado via di qui
è tanto che mi frulla nel cervello
e poi non voglio andare avanti più così
i giorni vanno via
come una triste litania
col sole che ti scava il viso
gira che ti rigira amore bello
domani metto sopra un letto i sogni miei
d'un banco d'osteria
di due pettegole per via
sai che ne ho le tasche piene
e voglio scordare
te i sassi il campo da arare
ed un bosco che non conosco già più
che non voglio mai più
ma che cosa puoi saperne tu
tu che non sei stata mai altro che guai
e che non sai che in città' puoi lottare e sognare
e cercar di arrivare
e puoi sperar nella gente
e ritrovarti fra le mani niente
ricominciare da zero
trovare che tutto è falso e niente è vero
e poi capir che non sei più sincero
e poi che non sei più sicuro ...
di niente
ed aspettare di morire ... ed aspettare ...
gira che ti rigira amore bello
per non morire oggi son tornato qui
e mentre richiudevo il tuo cancello
mi son chiesto chissà se lei
mi prenderà così
chissà se crederà
che ho combattuto giù in città
e gira che ti rigira sono qua
tasera vengo a piedi
ho già rimesso l'auto nel garage
il tempo di comprare qualche cosa
dentro a un bar
la piazza del mercato
i grandi magazzini !'osteria
un tram deposita la gente
e tutti con la stessa schiena vanno via
ed i cappotti che si fanno vento nella sera
questa sera io s'aro' con te
con te
ritrovarmi con te
e mangiare con te
con te
confidarmi con te
bere un poco con te
e poi farlo con te
tre militari escono dal cinema
le insegne al neon
ed i lampioni impallidiscono un addio
rimetto l'orologio
e aspetto che il semaforo dia il via
le scritte rosse sopra i muri
i vetri opachi di una farmacia
e con il bavero rialzato
corro libero e leggero
e già mi vedo col pensiero insieme a te
con te
rivedermi con te
fare tardi con te
con te
riscaldarmi con te
e scherzare con te
poi rifarlo con te
con te
ritrovarmi con te
e restare con te
con te
riscaldarmi con te
e poi farlo con te
e
lungo il Tevere che andava lento lento
noi ci perdemmo dentro il rosso di un tramonto
fino a gridare i nostri nomi contro il vento
tu fai sul serio o no...
tra un valzer pazzo, cominciato un po' per caso
tra le tue smorfie e le mie dita dentro il naso
noi due inciampammo contro un bacio all'improvviso
è troppo bello per essere vero
per essere vero
per essere vero
amore mio
ma che gli hai fatto tu a quest'aria che respiro
e come fai a starmi dentro ogni pensiero
giuralo ancora che tu esisti per davvero...
amore mio
ma che cos'hai tu di diverso dalla gente
di fronte a te che sei per me cosi' importante
tutto l'amore che io posso è proprio niente...
e dopo aver riempito il cielo di parole
comprammo il pane appena cotto e nacque il sole
che ci sorprese addormentati sulle scale
la mano nella mano
Sono nato anch'io sotto un passaggio di stelle
e nel cuore Dio fu come nella notte un tuono,
ho viaggiato il mio destino tra l'anima e la pelle
muto in ogni addio da solo il vento non ha suono,
io non chiedo un poco più di pane
ma che tu lo mangi insieme a me
e non credo che ci sia una pace mai
se la pace non è dentro te
e così crescendo e cercando
via altrove e come e quando
troveremo infine chissà la via della felicità
ogni dì crescendo e cercando sì ma dove domani o quando
prenderemo insieme la scia nel tempo della fantasia
sono stato già in tutti i luoghi del mondo
in qualunque età e mille storie quasi uguali
ho volato là nel sogno da sempre sullo
sfondo
ma la vita va è appena un battito di ali
io non spero che mi dia da bere
chi non sa la sete che cos'è
e sospiro per aver del bene se
solo può far bene pure a te (un soffio d'amore)
e così crescendo e cercando qui e altrove e come e quando
troveremo infine chissà la via della felicità
ogni dì crescendo e cercando sì ma dove domani o quando
prenderemo insieme la scia nel tempo della fantasia
e così crescendo e cercando sì ma dove domani o quando
prenderemo insieme la scia nel tempo della fantasia
crescendo e cercando
la via della felicità
io
l'ombra che andò via
costeggiando il muro o restando lì
l'uomo che cercò la sua profezia
dritto nel futuro e poi si smarrì
suono di tam tam e io ci ballo su
da tutta una vita fulminea
come un viaggio in tram che ti siedi giù
e è il capolinea
io l'onda che si alzò
su dal mare scuro dell'umanità
l'urlo che si udì quando rimbalzò
forte sul tamburo della libertà
sogno di colei che è la mia follia
e mai questa ferita rimargina
e che dai libri miei ha strappato via
l'ultima pagina
sono acqua di foce ed è una croce
non sapere mai se la mia voce
è fiume o oceano e non c'è no fiume
che due volte sia capace
di bagnarmi e darmi pace
perché il tempo se ne va e tutto tace
io resto qua nell'irrealtà
dell'immenso velo del mio cielo a metà
sarà una nuova età o solo un'altra età
il volo di un eterno istante
nel mio cuore di aliante
io l'indio che partì
nel cammino duro di cercare sé
l'arco che lanciò una freccia qui
dentro un cuore puro luogo che non c'è
sonno di amnesie che non dormo più
ma non ho finito di esistere
con queste energie cresco la virtù
di resistere
sono acqua di fonte che al suo monte
non può ritornare e il mio orizzonte
è solo vivere e vivere da solo
come un sasso di un torrente
che non ferma la corrente
perché il tempo se ne va e lascia niente
io resto qua nell'irrealtà
dell'immenso raggio del mio viaggio a metà
sarà una nuova età o solo un'altra età
il volo di un eterno istante
nel mio cuore di aliante
a combattere il tempo come si fa
si può battere solo
a tempo di musica
non ti abbattere al tempo che se ne va
lo puoi battere ancora
a tempo di musica sul tempo che va
a tempo di musica nel tempo che va
io resto qua nell'irrealtà
dell'immenso fondo del mio mondo a metà
sarà una nuova età o solo un'altra età
il volo di un eterno istante
nel mio cuore di aliante
io a combattere il tempo
l'ombra che andò via
costeggiando il muro o restando lì
l'uomo che cercò la sua profezia
dritto nel futuro e poi si smarrì
a tempo di musica
l'uomo
che corre l'ora del gallo
polmoni che gonfiano le costole
di un'aria di metallo
e gomiti di treno
sarà più mulo o cavallo
i piedi si spaccano di collera
martelli sul terreno
lasciai per sempre a questo braccio destro
un portafortuna d'acqua incandescente
feci l'amore il primo insieme a una
senza guardarla mai né dire niente
vidi il diavolo più volte in faccia
misi i guantoni e scaricai giù botte
guidai fischiando sulle gomme a caccia
del mio Brigante di Strada bianco nella notte
dagli il via
falla scorrere
la pazzia
dentro me che mi grida
o la corsa o la vita
dagli il via dagli libertà
che non sia mai più qua
dove fugge e va dove non fu mai
dagli il via a questo uomo che va.
l'uomo
in cerca del suo destino
polpacci si tendono più solidi
di ruote di mulino
e grandine di cuore
in un diluvio assassino
ricade giù e srotola le vertebre
cingoli di trattore
mi ubriacai di una città polacca
e vodka e vento e non sarei tornato
rubai e costò una mano e uno spavento
bruciai una macchina e il mio passato
fui tra luoghi santi e spogliarelli
portati un jet nei corridoi dei cieli
sorpresi donne a sciogliersi i capelli
come poterne sapere odori e gli altri peli
dagli il via
fagli prendere
la sua scia
che non c'è solitudine
quando si è soli
dagli il via dagli libertà
che non sia mai più qua
dove fugge e va dove non fu mai
dagli il via
a questo uomo che sa l'amore
e ama meno
che sa il dolore che si dà
pioggia e veleno
e sempre va e muore
dagli il via dagli libertà
che non sia mai più qua
dagli il via dagli libertà
che non sia mai più qua
dagli il via dagli libertà
a quest'uomo che va
c'erano altri come
noi
le storie della storia
di polvere e di gloria
uomini come noi
ci furono degli altri poi
storie senza una storia
vite senza memoria
uomini e non eroi
prendimi le mani
parla più che sai
giura che domani tu ci sarai
dammi le tue mani
e ti porterò
più lontano che potrò
ci sono altri come noi
all'alba di ogni storia
tra pace e sparatoria
uomini come noi
stringimi le braccia
dammi chi eri tu
la tua faccia non mi lasci mai più
aprimi le braccia
e ci lascerò
tutto quello che io ho
un azzurro lungo un sogno
che ci ha fatto vivere
come un urli in mezzo al cielo
vola e va da me a te
e altri ancora come noi
saranno nuova storia
di resa e di vittoria
uomini e forse eroi
toccami sul cuore
spiegami com'è
che si nasce vive e muore perché
tienimi nel cuore
e saprò così
che vivrò per sempre li
un azzurro lungo un sogno
che ci ha fatto vivere
come un urlo in mezzo al cielo
vola e va da me a te
quell'azzurro lungo un sogno
vola e va da me a te
questa è un'altra
storia
di chi aspetto sulla riva
davanti al fiume della memoria
o chiuso al buio di una stiva
in un mare di speranza
con un tozzo di illusione
quando si scambia la maggioranza
con la povera ragione
dentro ad un silenzio d'oro
le parole sono argento
e un grido è piombo e come un coro
conto il vento intorno a noi
questa è un'altra
gente
che sta in cerca dappertutto
e quando non si crede più in niente
finisce che si crede a tutto
è una veglia delle sere
in cui si prova una partenza
dalla mania dei soldi e del potere
che è figlia della diffidenza
su una terra di nessuno
siamo ombre di un secondo
e il mondo non è di qualcuno
perché il mondo è tutti noi
là dove il vento
va
al di là oltre la realtà
dove ce ne andremo
con il sole in fronte
di là di là dal ponte
e allora là quando il cuore sa
e più in là dentro un'altra età
quando ce ne andremo
verso l'orizzonte
di là di là dal ponte
questa è un'altra
vita
di cui non si scrive un rigo
la dignità sembra proibita
essere uomo è già un castigo
ma i ricordi hanno un presente
e i sogni cercano un futuro
le dita sono candele spente
e il cielo è sempre dietro un muro
in un secolo disperso
che è volato come un sasso
e un nuovo pezzo d'universo
è solo a un passo da qui e da noi
là dove il vento
va
al di là oltre la realtà
dove ce ne andremo
con il sole in fronte
di là di là dal ponte
e allora là quando il cuore sa
e più in là dentro un'altra età
quando ce ne andremo
verso l'orizzonte
di là dì là dal ponte
andremo via
in questo viaggio che chiamiamo tempo andremo via
in questo tempo che chiamiamo vita andremo via
in questa vita che chiamiamo sogno andremo via
in questo grande sogno
che noi chiamiamo amore
là dove il vento
va
al di là oltre la realtà
dove ce ne andremo
con il sole in fronte
di là di là dal ponte
e allora là quando il cuore sa
e più in là dentro un'altra età
quando ce ne andremo
verso l'orizzonte
di là dì là dal ponte
io
starò con te
sia insieme a te
sia senza te
tu
tu mai sarai
né senza me
né insieme a me
io su di te
voglia che striscia disperata
e tu aggrappata alla mia schiena liscia tu
sopra di me
e macchie avide sul collo
e cosce tese
e nelle reni un crollo
e polveri
di luna nei cristalli
degli occhi tuoi
bucati a fare entrare i miei
e noi sciacalli
di baci sulle labbra
unghie rapaci sulla pelle
senza stelle né indulgenza
in questa gabbia
domani domani
domani non arriva mai
domani domani mai
domani domani
questo domani non c'è mai
domani domani mai
mai più noi due
soltanto io e te
ma senza noi
restiamo poi
nudi e più spogli di chi è nudo
e il letto è un nido caldo nella giungla
e la speranza è una notte troppo lunga
e non abbiamo neanche un volto
e non abbiamo un corpo
e tutto è sciolto
nei muscoli
lasciati senza forza
due pugili
sfiniti che si abbracciano
e il gusto è scorza
di un frutto di savana
un fiume asciutto i nostri fianchi
sassi stanchi e sguardi bassi
smorfia gitana
domani domani
domani non arriva mai
domani domani mai
domani domani
questo domani non c'è mai
domani domani
noi morimmo per far vivere altri due
domani domani
domani non arriva mai
domani domani mai
domani domani
questo domani non c'è mai
domani domani mai
no hay manana
Donna Felicità
non ha l'amore!
Donna Felicità
lo vuol trovare,
glielo troveremo noi,
chi vuole coltivare la sua rosa?!?
Donna Felicità
non ha l'amore!
Donna Felicità
si sente sola,
l'accompagneremo noi
ragazzi
a cercare funghi e viole.
Qui ragazzi tutti qui
vediamo chi la sposa... sposa...
Scommettiamo che lo so
a chi darà la rosa... rosa!!!
Donna Felicità
non ha l'amore!
Donna Felicità
non trova viole,
gliele porteremo noi
nei cesti nei capelli e nelle mani.
Donna Felicità
non ha l'amore!
Donna Felicità
non può soffrire,
la divertiremo noi
col gioco delle noci intorno al fuoco.
Qui ragazzi tutti qui
vediamo chi la sposa... sposa...
Scommettiamo che lo so
a chi darà la rosa... rosa!!!
non ti
ho detto
che nei giorni bagnati di pioggia
quando il cielo
si strofina sui tetti
ti ho tanto pensato
e ho suonato canzoni per te
non ti ho detto
che sei piccola come un pulcino
che sei come il più dolce mattino
che mi basta tenerti per mano
che volevo portarti lontano lontano
e non so fare a meno di te
mi credi
doremifasol
nella mia testa solamente
doremifasol
doremifasol
doremifasol
doremifasol
non ti ho detto
che i tuoi riccioli sono di seta
che profumi di erba falciata
che non sono mai stato un poeta
che ogni istante ho paura che sia già finita
e che darei la mia vita per te
mi credi
doremifasol
tutto quello che so darti è
doremifasol
"questo secolo
finisce dieci anni prima
il duemila ha perso la sua Buona Novella
ci resta sempre Novella 2000
ma vedremo ugualmente le stelle da vicino
perché i paparazzi hanno tutti figli missili"
chi m'ha visto no gli venga in mente aiò
di chiamare la mia conduttrice aiò
quell'astuta scimmia oscura tessitrice
di ricami e trame dell'oriente aiò
lei m'ha fatto uscire dalla frasca aiò
con un colpo di cannone aiò
tutto nudo e la bandiera bianca in tasca
a strapparmi la mia confessione aiò
"aveva un nascondiglio e stava li'
cucaio aiò per ore nostro figlio"
sentinella delle mie frontiere aiò
finanziera vecchia volpe grigia aiò
lei mi ha chiesto che cos'hai nella valigia
con quel ciglio in su da doganiere aiò
io portavo via di contrabbando aiò
la mia anima in pena aiò
quando m'ha intimato alt dove stai andando
vado a vivere in una balena aiò aiò
"disse presente all'appello ma
cucaio aiò sembrava un poco assente"
dov'è dov'è
sta in un buco di affittacamere
è sfollato non c'è non c'è
forse è chiuso in bagno a leggere
se il mondo si girasse da una parte aiò
e se andasse via da sotto il letto aiò
pronto a cogliermi in flagrante crimine d'affetto
a cercarmi di veder le carte aiò
e la rossa russa ha mosso e io distratto aiò
il cavallo oltre la torre aiò
e la sua regina nera ha dato il matto aiò
al mio re che ancora se ne corre aiò
"spesso non c'era e non parlava mai
cucaio aiò buongiorno e buonasera"
dov'è dov'è
è rimasto in guerra a combattere
è imboscato non c'è non c'è
s'è nascosto li al Lungotevere
dov'è dov'è
dicono che ha un brutto carattere
è un bandito non c'è non c'è
fammelo ti prego conoscere
dov'è dov'è dacci oggi il nostro disco quotidiano
questo strimpellatore dai la mano
dov'è dov'è dai un bacetto a mamma e zia
dov'è dov'è di' la poesia
da quanto non ti confessi
dove vai che fai
dicci di che segno sei
stai sull'attenti
che disturbi lamenti
dacci le generalità
dacci la tonalità
dov'è dov'è
ha saltato il muro del carcere
è braccato non c'è non c'è
l'hanno messo in porta a respingere
dov'è dov'è dov'è
dov'è dov'è
sta sui monti andiamolo a prendere
è sbandato non c'è non c'è
questo nostro eroe santo e martire
"s'avvicini l'imputato ai banchi"
signor giudice io nego tutto aiò
lei è un uomo che ha studiato aiò
io non le ho mai detto amore tu mi manche
io l'ho solamente urlato aiò aiò
cucaio aiò
aiò aiò
baiò baiò
biglie colorate e
sempre solo a fare un gioco
l'Umbria la campagna le veglie intorno al fuoco
le galline la stalla e stanze fresche e bianche
e nonno pizzica e nonno fante
una sedia per cantare 'una casetta in Canadà
quello pallidino quello di citt...'
come un gusto fra le gambe scoperto un po' per caso
il più bravo a scuola quattrocchi e mezzo naso
le Domeniche piovose dei Castelli
e buono e zitto a tagliare i capelli
la prima comunione e attento all'ostia e alle
fotografie
ed un padre brigadiere che scrive poesie
duecento lire di castagne
sopra il cavalcavia
fiocchi di cenere nel cielo
l'inverno bussa già
presa a contare le corriere
che stan sfrecciando via
l'intervallo lei lo passa qui
sola senza compagnia ...
le sue colline son lontane
e non le vede più
soltanto i nidi di cemento
della periferia
strapparsi il camice di dosso
e rotolare giù
e sporcarsi il volto di allegria
per non sospirare più
e nascondersi nel vento
e non tornare mai ... mai ...
e mai più le ciminiere
le sirene la citt...'
i cancelli e i capannoni bagnati
di foschia e di umidità ...
e mai più sedersi a mensa
tra malinconia e purè
la catena il nastro i giorni che vanno via
col carrello del caffè ...
ma un sole pallido e malato
è la sua realtà
domani è festa e finalmente
potrà svagarsi un po'
sorride quasi nel pensare
a quello che farà ...
le corriere stan sfrecciando via
e l'inverno bussa già
qualche buccia di castagna
sul cavalcavia ...
tu dietro un vetro
guardi fuori
lungo il luccichio dei marciapiedi
e la gente si è dissolta nella sera
tua madre altezza media sogni medi
che sbatte gli occhi da cammello
e non si è rassegnata e neanche spera
un cespuglio di spini tuo fratello
che pensa sulle unghie delle dita
appitonato con un'aria da bollito
tuo padre mani da operaio a vita
che ride e gli si spacca il viso
impallidito di tv
tu fretta di vivere qualcosa
e ogni cosa è già un ricordo liso
e adesso la pubblicità
tu e le tue voglie imbottigliate
occhi come buchi della chiave
e un'ansia indolenzita sotto neve bianca
tuo padre aspetta sempre qualche nave
funambolo sul filo del passato
e cena con una bistecca stanca tuo fratello è un
grammofono scassato
un fiume di pensieri in fuga
si specchia in un cucchiaio e fa una bocca storta
tua madre si rammenda qualche ruga
e una domanda di dolcezza
che porta in tavola e va via
tu nascosta in fondo a un'amarezza
a far finta che il mondo sia un bel posto
e adesso la pubblicità
ma che giorno è è tutti i giorni
ed una sera ogni sera
e questa sera come le altre
che si siede accanto
e non c'è niente che ritorni
nient'allegria e nessun cerino
per dare fuoco a tutto quanto
tu in quella schienuccia di uccellino
che si curva e si vedono gli affanni
dei tuoi domani e dei tuoi pochi anni
tuo padre si strofina le mascelle
come impanate nella barba
una sigaretta in mezzo ai denti e lui ci parla
intorno
tua madre che si sveglia a strappi e scuote
tutta la polvere di un giorno
senza persone e novità
tuo fratello scemo che dà uno spintone
al tuo cuore rovesciato come tasche vuote
e adesso la pubblicità
oggi è quasi un secolo di noia
e che si fa domani e dopo
e poi nei prossimi vent'anni
figli di speranze
per un attimo di gioia
nella città di antenne e cielo
e luci grigie delle stanze
e la notte cade come un telo
a smorzare gli occhi ed i televisori
e tu dietro un vetro guardi fuori.
ed
apri quella porte
ed apri quella porte
ed apri quella porte
ed apri quella porte
e falla corta ... insomma ...
sai che me ne importa? ...
fammi entrare un momento solo
poche storie cielo!
cosa vai a pensare?
ma giusto ... solo per parlare ...
e vado via ... sto andando via ...
me ne sono quasi andato via ...
se tu non cambi idea parola mia! ...
che faccio qualche fesseria ...
mondo fottuto la farò finita ...
fatti 'sta risata te lo sei voluto ...
ah ... non t'avessi incontrato
mai incontrato ...
son perduto ormai
che spero domani sul "Messaggero"
tu vedrai ... se è vero ...
Gesù si fa scuro
questo non è un gioco
pensaci ancora ... almeno un poco ...
"e dai coraggio un uomo come me
una donna come te ..."
mannaggia alle donne
a tutte quante le donne
una per una
sono tutto un programma
ci ho certe madonne
mamma mia! che madonne!
ma dai non torna la tua mamma
... hai capito male è uno sfogo
anche se il gioco ... vale
quando dura poco
ma che razza di fesso sono stato ...
anche se ... lo confesso
mi ero innamorato ...
e Dio ti benedica
Dio ti benedica
sei una vera amica
io non ti mangio mica
e che fatica! ...
tu sei proprio una gran ... donna ...
che bella casa complimenti cara
non ci credo ancora ti sei persuasa
oh grazie ... bevo una "gazzosa"
che comoda poltrona statti buona
guardo un po' che birbacciona! ...
ti prego ... buona ...
statti un poco buona
ferma con le mani ...
buona ...
mi sembra presto poi ... non è poetico ...
il solletico no ... non volevo questo
e statti un poco al tuo posto ...
al tuo posto!
sono disposto ma non era adesso ...
non starmi sempre qui addosso
stammi almeno ... a un passo
ho il fiato grosso
questo non è un gioco
vorrei pensarci ... almeno un poco ...
" ... e dai ma si ma insomma
te ... una donna ... non è questo"
mannaggia alle donne
a tutte quante le donne
una per una
sono tutto un programma
ci ho certe madonne
mamma mia! che madonne!
e se tornasse tua mamma?! ...
... hai capito male è uno sfogo
sei una donna ideale proprio tutta fuoco ...
dove vuoi che vada? ... sta' tranquilla
scendo un attimo in strada
a spostar "Camilla" ...
... e ci sei tu
che stai nei sogni miei
corri su e giù
e non ti stanchi mai
ti vesti di mare
e poi fuggi lontano
e il cuore mio sta nella tua mano
... e ci sei adesso tu
la luna sale su
è buio ormai
e abbassi gli occhi tuoi
ti guardo ti prendi ti porto nel vento
e il mare diventa d'argento
... e ci sei tu
che stai scoppiando dentro il cuore mio
mentre ti stringo forte forte io ...
io che ho paura che tu scappi via
da questa vita mia senza parlare
voglio restare con il tuo amore
e il resto non c'è più
e d'ora in poi ci siamo solo noi
tu torni ogni sera vestita di mare
tu torni qui e inventi l'amore
C'è chi soffre soltanto d'amore
chi continua a sbagliare rigore
c'è chi un giorno invece ha sofferto
e allora ha detto, io parto
ma dove vado se parto,
sempre ammesso che parto?
Ciao! A chi sbaglia a fare le striSSie,
a chi invece avvelena le biSSie.
Uno tira soltanto di destro
l'altro invece ci ha avuto un sinistro
e c'è sempre qualcuno che parte,
ma dove arriva, se parte?
E la vita, la vita
e la vita l'è bela, l'è bela,
basta avere l'ombrela, l'ombrela
che ti para la testa,
sembra un giorno di festa.
E la vita, la vita
e la vita l'è strana, l'è strana,
basta una persona, persona
che si è rotta la testa
è finita la festa.
C'è chi un giorno ha fatto furore
e non ha ancora cambiato colore.
C'è chi mangia troppa minestra
chi è costretto a saltar la finestra
e c'è sempre lì quello che parte
ma dove arriva, se parte?
Ciao! A chi sente soltanto la radio
e poi sbaglia ad andare allo stadio.
C'è chi in fondo al suo cuor ci ha una pena,
c'è chi invece ci ha un altro problema,
e c'è sempre lì quello che parte
ma dove arriva, se parte?
e
me lo chiami amore questo amore
che non s'è mai capito che cos'è
può darsi che per te cosi' già possa andare
ma ci hai pensato se va bene a me ...
amore amore me ne hai fatte tante
ma tante che non le ricordo più
e questo non m'è andato giù manco per niente
ed avrei voglia di gridare
sulla tua faccia un po' scocciata
ma va' moriammazzata
fa' un po' come ti pare
ma chi me lo fa fare
a stare ancora appresso a te ...
ma tu hai capito male
se credi che sto zitto
che s'ero un po' più dritto
non stavo già più qua
e la verità tu non lo sai dov'è che sta
sempre quella scusa.. me l'hai raccontata già ...
e sai che me ne importa
se questo ti va storto
cosi' se ho pure torto ...
e me la chiami vita questa vita
non so nemmeno oggi che cos'è
ma oggi è proprio il giorno che la fai finita
"ti amo ancora" ma è una bugia
se poi vai via sbattendo quella porta ...
e sai che me ne importa
fa' un po' come ti pare
ma chi me lo fa fare
a stare ancora appresso a te ...
ma va' ... ma va' che è meglio
ed abbi un po' il buonsenso
di non aggiunger niente
senno ... poi ci ripenso
accoccolati
ad ascoltare il mare
quanto tempo siamo stati
senza fiatare
seguire il tuo profilo con un dito
mentre il vento accarezzava piano
il tuo vestito
e tu
fatta di sguardi tu
e di sorrisi ingenui tu
ed io
a piedi nudi io
sfioravo i tuoi capelli io
e fermarci a giocare
con una formica
e poi chiudere gli occhi
non pensare più
senti freddo anche tu
senti freddo anche tu
e nascoste
nell'ombra della sera poche stelle
ed un brivido improvviso
sulla tua pelle
poi correre felici a perdifiato
fare a gara per vedere
chi resta indietro
e tu
in un sospiro tu
in ogni mio pensiero tu
ed io
restavo zitto io
per non sciupare tutto io
e baciarti le labbra
con un filo d'erba
e scoprirti più bella
coi capelli in su'
e mi piaci di più
e mi piaci di più
forse sei l'amore...
e adesso non ci sei che tu
soltanto tu e sempre tu
che stai scoppiando
dentro il cuore mio
ed io che cosa mai farei
se adesso non ci fossi tu
ad inventare questo amore
e per gioco siam caduti coi vestiti in mare
ed un bacio e un altro e un altro ancora
da non poterti dire
che tu
pallida e dolce tu
eri già tutto quanto tu
ed io
non ci credevo io
e ti tenevo stretta io
coi vestiti inzuppati
stare li' a scherzare
poi fermarci stupiti
io vorrei cioè
ho bisogno di te
ho bisogno di te
dammi un po' d'amore...
e adesso non ci sei che tu
soltanto tu e sempre tu
che stai scoppiando dentro il cuore mio
ed io che cosa mai farei
se adesso non ci fossi
tu ad inventare questo amore
ho girato e ho
rigirato
senza sapere dove andare
ed ho cenato a prezzo fisso
seduto accanto ad un dolore
tu come stai?
tu come stai?
tu come stai?
e mi fanno compagnia
quaranta amiche le mie carte
anche il mio cane si fa forte
e abbaia alla malinconia
tu come stai?
tu come stai?
tu come stai?
tu come vivi
come ti trovi
chi viene a prenderti
chi ti apre lo sportello
chi segue ogni tuo passo
chi ti telefona
e ti domanda adesso
tu come stai?
tu come stai?
tu come stai?
tu come stai?
Ieri ho ritrovato
le tue iniziali nel mio cuore
non ho più voglia di pensare
e sono sempre più sbadato
tu come stai?
tu come stai?
tu come stai?
tu cosa pensi
dove cammini
chi ti ha portato via
chi scopre le tue spalle
chi si stende al tuo fianco
chi grida il nome tuo
chi ti accarezza stanco
tu come stai?
tu come stai?
tu come stai?
tu come stai?
non è cambiato niente no
il vento non è mai passato tra di noi
tu come stai
non è accaduto niente no
il tempo non ci ha mai perduto
come stai?
tu come stai?
il 9
barrato
il paradiso
la primavera
un tuo sorriso
la mietitura
un colpo di stato
la libera uscita
Babbo Natale
le medicine
un posto al sole
la promozione
un'altra vita
il segnale orario
l'eclissi lunare
la coincidenza
il carnevale
l'indipendenza
un altro salario
un bel terno all'otto
una medaglia
il 27
la sesta figlia
la buona notte
il terzo atto
le chiavi di casa
l'alta marea
la comunione
un'amnistia
l'ispirazione
una sorpresa
ed aspettare
ed aspettare
ed aspettare
ed aspettare
De pie, cantar
que vamos a triunfar.
Avanzan ya
banderas de unidad.
Y tú vendrás
marchando junto a mí
y así verás
tu canto y tu bandera florecer.
La luz
de un rojo amanecer
anuncia ya
la vida que vendrá.
De pie, luchar
el pueblo va a triunfar.
Será mejor
la vida que vendrá
a conquistar
nuestra felicidad
y en un clamor
mil voces de combate se alzarán,
dirán
canción de libertad,
con decisión
la patria vencerá.
Y ahora el pueblo
que se alza en la lucha
con voz de gigante
gritando: ¡adelante!
El pueblo unido, jamás será vencido,
el pueblo unido jamás será vencido...
La patria está
forjando la unidad.
De norte a sur
se movilizará
desde el salar
ardiente y mineral
al bosque austral
unidos en la lucha y el trabajo
irán,
la patria cubrirán.
Su paso ya
anuncia el porvenir.
De pie, cantar
el pueblo va a triunfar.
Millones ya,
imponen la verdad,
de acero son
ardiente batallón,
sus manos van
llevando la justicia y la razón.
Mujer,
con fuego y con valor,
ya estás aquí
junto al trabajador.
Y ahora el pueblo
que se alza en la lucha
con voz de gigante
gritando: ¡adelante!
El pueblo unido, jamás será vencido,
el pueblo unido jamás será vencido...
El pueblo unido, jamás será vencido,
el pueblo unido jamás será vencido...
El pueblo unido, jamás será vencido,
el pueblo unido jamás será vencido...
El pueblo unido, jamás será vencido,
el pueblo unido jamás será vencido...
fammi andar via
liberami
da questa prigionia
fammi andar via
risparmiami
un'altra litania
non serve a niente
dire che mi ami
ma tanto chi ci sente
se per noi
si parleranno d'ora in poi
i legami
un minuto di raccoglimento
oggi si è spento un sogno
conti fino a cento
e torni a vivere
perché hai bisogno
e se andrai lontano fa' che non sia troppo fuori
mano
o trova un posto irraggiungibile
e calerà la fine
in questo cine senza schermo
io e te come in un fermo immagine
attori e spettatori
chiama la polizia
che ho appena fatto fuori la tua bella allegria
per risparmiarle ancora dei dolori
non la potevo più soffrire
non dovrà soffrire più
ci amammo alla follia
poi siamo rinsaviti
per quella malattia di noi guariti
dal quel fottuto medico del tempo
al crocevia di una via crucis
via la croce e cosi' sia
fammi andar via
aiutami
in questa eutanasia
non ci ameremo più qui ma attraverso
ciò che in altri giorni avremo perso
e nei ritorni della gelosia
ce lo divideremo
quel pagheremo al boia
per crepare poi di noia o nostalgia
ma che sia morte e mai ferita
quando tu chiederai
i baci e un'altra vita
agli uomini usurai
diglielo che tra noi non è finita
che ti ho fregato tutto che sei in lutto
che sei roba mia
l'avrebbero chiamato poi
il nostro numeretto
e tocca pure a noi noi dentro il sacchetto
di questa sporta tombola del mondo
che vuoi che sia sia che sia
si' sia che sia no lascia che sia cosi'
poi sia poesia
fammi andar via
perdonati
questa vigliaccheria
fammi andar via
fallo per me
fammi andar via da te...
Ta-ran ta-ran un po' di cipria qua
Ta-ran ta-ran un tocco qui e là
Ta-ran ta-ran il cuore batte già
Ta-ran ta-ran com'è quel passo là
Eccolo qua taran-tan-tan ci siamo già
E allora andiamo andiamo andiamo a cominciar
Ma sì ma sì perché parlarme qui
Si sa si sa va tutto come va
Ma no no no non ve ne parlerò
Va be' va be' facciamo finta che
Io sono qua l'orchestra c'è
Maestro vai (vai) felicità ta-ta l'accento sulla a
Ta ta-ta l'accento sulla a
Per questa sera con te ho scelto il cielo più blu per fare scena
Dondola insieme con me dammi una spinta anche tu sull'altalena
E toccheremo lassù la luna piena
Questa è la sera se vuoi tutta per noi… per noi…
Io sono qui l'orchestra c'è
Felicità ta-ta l'accento sulla a
ta ta-ta l'accento sulla a
Ma sì ma sì buttiamola così
Si sa si sa un'ora passa e va
Non so non so se faccio bene o no
Va be' va be' facciamo finta che
Felicità (felicità) Felicità (felicità) ta-ra-ta-ta
quando si accese
l'aria
di lampi e occhi in attesa
si fece grano al vento
tutta una distesa
di mani verso il cielo
e ognuno come un ramo
dell'albero del mondo
su cui crescevamo
e nel ricamo nero della sera
in una sola voce cantavamo
il suono della
terra
soffiava quelle onde
che avevano le stelle
e il palco a far da sponde
si alzavano le braccia
come un immenso remo
e navigammo un mare
che mai scorderemo
e in un bisogno estremo d'orizzonte
allora come in branco correremo
ancora a fianco
incontro all'aurora
di un giorno più bianco
ritorno di eroi
prima persi poi fianco a fianco
per stringersi intorno
al sogno mai stanco
che è in noi
il fiato della
notte
passò sulle fiammelle
che ci bruciarono così
l'ultima pelle
e l'ultima canzone
strappata come un memo
per scriverci che un tempo
e qui ci rivedremo
quando usciremo a prenderci la strada
e un cuore saltimbanco spingeremo
ancora a fianco
incontro all'aurora
di un giorno più bianco
ritorno di eroi
prima persi poi fianco a fianco
per stringersi intorno
al sogno mai stanco
che è in noi
e la speranza è
l'ombra
che ci accompagna ovunque
a volte sembra morta
ma è qui comunque
e basta un po' di luce
anche se sta allo stremo
per ritornare in vita
là dove saremo
e non ci perderemo nel cammino
se lo sguardo in alto lanceremo
è un miraggio o è
realtà
quel chiarore oltre le dita
e la meta è a metà
di ogni viaggio della vita
ci troveremo
ancora a fianco
incontro all'aurora
di un giorno più bianco
ritorno di eroi
prima persi poi fianco a fianco
per stringersi intorno
al sogno mai stanco
che è in noi
fianco a fianco
fianco a fianco
fianco a fianco
fianco a fianco
Come le stelle noi
soli nella notte ci incontriamo
come due stelle noi
silenziosamente insieme
ci sentiamo.
Non c'è tempo di fermare
questa corsa senza fiato
che ci sta portando via
e il vento spegnerà
il fuoco che si accende
quando sono in te, quando tu sei in me.
Noi siamo figli delle stelle
figli della notte che ci gira intorno
noi siamo figli delle stelle
non ci fermeremo mai per niente al mondo.
noi siamo figli delle stelle
senza storia senza età eroi di un sogno
noi stanotte figli delle stelle
ci incontriamo per poi perderci nel tempo.
Come due stelle noi
riflessi sulle onde scivoliamo
come due stelle noi,
avvolti dalle ombre noi ci amiamo
io non cerco di cambiarti
so che non potrò fermarti
tu per la tua strada vai
addio ragazza ciao,
io non ti cercherò
dovunque tu sarai,
dovunque io sarò.
Noi siamo figli delle stelle
figli della notte che ci gira intorno
noi siamo figli delle stelle
non ci fermeremo mai per niente al mondo.
noi siamo figli delle stelle
senza storia senza età eroi di un sogno
noi stanotte figli delle stelle
ci incontriamo per poi perderci nel tempo
son le ultime parole
che ho pensato in questa stanza
e sono poi le sole
e non sono mai abbastanza
per dire che Grazie
io li ringrazio tanto
tutti quelli che han suonato
che sono stati accanto
quelli che hanno un po' aspettato
che fosse la fine
e non so più davvero
se è tutto bello o tutto brutto
quanto c'è di sincero
o quanto ho fatto è farabutto
comunque si va avanti
ci si alza dalla sedia credimi Crediti
perché per tutti quanti
questa vita è un po' commedia
tra le ultime parole d'addio
e quando va la musica
e quando va la musica
è musica che va
su un'altra musica che verrà
per noi che siamo qua
tra le ultime parole d'addio
e quindi va la musica
un azzurro scalzo in
cielo
il cielo matto di marzo e di quel nostro incontro
al centro tu poggiata sui ginocchi
e il vento sui capelli e sui tuoi occhi
qui l'ombra cade giù dalla tua mano
un orizzonte di cani abbaia da lontano
tu aggrappata alla ringhiera
di una tenera e distratta primavera
pomeriggio lento e un po' svogliato
maggio è andato via un dito sotto il mento
e gli uccelli fuggono infilando il verde dove la
città si perde
sopra un foglio di carta vetrata
luglio e tu sdraiata tu sporca di baci e sabbia
a cercar le labbra smisurate dell'estate sulle mie
in quest'altra stiamo insieme
come ridi di gusto e fino a soffocarti
io stringevo agosto e te
vedendoti con gli occhi miei per non scordarti
e ancora tu tra file di alberi
che cuciono colline di uva bianca
tu sei stanca un giorno intero a bere vino
e un contadino col bicchiere in mano li' vicino
foglie arrugginite in fondo al viale
e nuove voglie e tu tu sei venuta male
la tua faccia un po' tirata e una risata senza più
allegria e incoscienza
l'aria acerba della domenica mattina
sopra l'erba e tu e lacrime di brina
guance colorate mentre sbucci arance e stupide
bugie
resta li
non muoverti
sorridi un po'
adesso voltati
fai cosi'
appoggiati
non dire no
amore guarda qui
gennaio e il fiato grosso scalda le parole
il sole andava giù cielo di marmo rosso
tu un po' nera contro quella sera che scavava il
nostro addio e scappava
la pioggia fina salta sopra i marciapiedi
noia moschina e tu tu guardi ma non vedi
che è finita e tra le dita non ci sono che fotografie
un azzurro scalzo in cielo
il cielo matto di marzo e di quel nostro incontro
al centro tu poggiata sui ginocchi
e gli occhi tuoi per sempre nei tuoi occhi
Dolce è sentire
come nel mio cuore
ora umilmente
sta nascendo amore
dolce è capire
che non son più solo
ma che son parte di una immensa vita
che generosa
risplende intorno a me
dono di Lui
del Suo immenso amore
Ci ha dato il Cielo
e le chiare Stelle
Fratello Sole
e Sorella Luna
La Madre Terra
con Frutti, Prati e Fiori
il Fuoco, il Vento
l'Aria e l'Acqua pura
fonte di Vita
per le Sue Creature
dono di Lui
del suo immenso amore
dono di Lui
del suo immenso amore
quell'aprile si
incendiò
al cielo mi donai
gagarin figlio dell'umanità
e la terra restò giù
più piccola che mai
io la guardai non me lo perdonò
e l'azzurro si squarciò
le stelle trovai lentiggini di Dio
col mio viso sull'oblò
io forse sognai
e ancora adesso io volo
e lasciavo casa mia
la vodka ed i lillà
e il lago che bagnò il bambino Yuri
con il piede lo scansai
bugie volgarità
calunnie guerre maschere antigas
come un falco mi innalzai
e sul Polo Nord sposai l'eternità
anche l'ombra mi rubò
e solo restai
e ancora adesso io volo
e ancora adesso io volo
volo
volo
nell'infinito io volo
sotto un timbro nero ormai
io vi sorrido ma il mio sorriso se n'è andato via
io vestito da robot
per primo volai
e ancora adesso io volo
e ancora adesso io volo
volo
volo
e ancora adesso io
e ancora adesso io volo
volo
volo
nell'infinito io volo
Gesù
caro fratello
venduto pè ricordino
vicino ar Colosseo o dè fianco ar Presidente
cor vestito dè jeans cor fucile
o cor nome tuo pè ammazzà la gente...
Gesù caro fratello mio
che t'hanno fatto
t'hanno sbattuto addosso a 'na croce e poi
dimenticato
e tu eri certo troppo bono...
t'hanno detto de sta 'n cielo
assetato dè vita affamato d'amore quante vorte hai
pianto solo solo
pero
t'avemo aspettato
t'avemo cercato
t'avemo chiamato
t'avemo voluto
t'avemo creduto
e avemo trovato te, ritrovato te
ne l'occhi de chi spera
ne le rughe de chi invecchia
ne le domeniche de festa
e ner tegame de chi e solo
ne le strade de chi beve
nei sorrisi de chi e matto
ne le manine de chi nasce
e nei ginocchi de chi sta a prega.
ne le canzoni popolari
e ne la fame de chi cià fame
e fu
come riavecce la vista dopo mille anni
fu
come scopr' più in la nella boscaja folta
er sentiero perduto
er sentiero perduto
fu
come quanno la pioggia
tutt'a 'n tratto d'estate ritorna alla terra
fu
come 'n giorno de pace
primo giorno de pace finita la guerra
fu
come quanno fa bujo
e s'accenne la luce - e s'accenne la luce
Gesù caro fratello ritrovato
restace accanto pè sempre
e cantamo 'nsieme - cantamo 'nsieme
la gioia d'esse vivi
e cantamo le tue immense parole
ama er prossimo tuo come te stesso
giorni di neve
una camera calda di odori
le scale di corsa
una lacrima in tasca
due occhi smaniosi
non cerchi i ragazzi ma non giochi più
giorni di neve
un'amica a due ruote
scontrosa e selvaggia
le scapole in fuori
annusi la vita
con l'anima in mano
e scopri che hai un corpo anche tu
e nel buio stringi la tua disperata tenerezza
no, non le togliete l'allegria
e quando vuole piangere
non le aprite quei pugni chiusi
non la cacciate via
non le dovete prendere
la libertà e la fantasia
datele un amore felice
o infelice... ma che sia amore
e porti a spasso
due seni scontati
padrona del mondo e di te
e in un angolo di sera un batticuore più sottile
no, non la dovete offendere
non le rubate la realtà
le illusioni e i suoi colori
la curiosità
non le chiedete cosa fa
quando si va a nascondere
datele un amore felice
o infelice... ma che sia amore
che sia amore
ma
che fine avete fatto?
amore breve tu amore bello
e tu con quello strano cappello
e tu ci torni in quella casa in costruzione?
e tu con me in affitto
il letto sfatto tutto il giorno incomprensione
e tu che non mi aprivi la porta
e tu inglesina
la tua strada dove ti porta?
e tu ragazza di campagna
ti trucchi più o no?
quando anch'io l'ho avuta
quell'età
in cui si pensa di poter cambiare il mondo
sarei passato pure dentro l'anima
perché domani avesse un cielo
più profondo
e un figlio ama
sempre un padre ma lo fa
mentre lo giudica e quasi mai perdona
finché gli scopre il segno dì una lacrima
e per la prima volta vede una persona
e dentro un po' di un altro uomo
la mia strada
ancora corre e va
ma mai lontano quanto l'immaginazione
e se non ho volato come un'aquila
provo ad alzarmi ancora come un aquilone
per andar via e senza andare via
ma ti giuro che
io sarò qualcuno
e griderò al futuro
il vento che c'è in me
com'è vero che
c'è più tra zero e uno
che non tra uno e cento
e uno è quello che
cammina sulla luna sa rovesciare un trono
regala lo fortuna
fa ammutolire il tuono
sa essere un grand'uomo
figlio mio la vita
è questa qua
è più una lotta che una danza in cui girare
ma non fermarti mai perché la musica
non è mai un'isola la musica è il mare
che fa andar via e che fa stare via
ma ti giuro che
io sarò qualcuno
e griderò al futuro
il vento che c'è in me
com'è vero che
c'è più tra zero e uno
che non tra uno e cento
e uno è quello che
ai carri chiude il
passo
fa stramazzare il fiato
la morte porta a spasso
e io chi sono stato
per essere un grand'uomo
la fantasia è dove
non c'è
l'ipocrisia della realtà
e quel che dai di te
mai niente te lo porterà più via
la poesia è come un'idea
non cerca verità la crea
e se non credi sempre in me
fa' che io creda sempre in te
e ti giuro che
tu sarai qualcuno
e griderai al futuro
il vento che c'è in te
com'è vero che
c'è più tra zero e uno
che non tra uno e cento
e uno è quello che
sa vendersi la
pelle
fa impallidire il fato
s'illumina di stelle
e se io non sono stato
allora cerca tu
di essere un grand'uomo
uno
in mezzo a tanti
e tanti in uno io anche io
qui tra peccatori e santi
io non sono mica Dio
ma ho creato un sogno mio lì avanti
io sto con me da tanto ormai
con i miei guai dentro i miei se
lavoro come un pazzo
a questa cosa e so che farmene
la volta che tolgo stand by
e mi dirò vai anche se
non sono più un ragazzo
per scappar di casa e andarmene
uno sulla soglia
e voglia e frenesia che porta via
dentro questa lunga veglia
vincere alla lotteria
il riscatto da una vita spoglia
io che non ho mai un'allegria
monotonia dentro un oblò
di questo inverno qui
del cavolo in cui vivo e morirò
io che non so tirarmi via
dalla periferia in cui sto
perché all'inferno sì
anche il diavolo non è un cattivo no
ma per molti è un po'
un eroe positivo
vero è vero che ogni dì è un addio
che si muore tra un avvio e un rinvio
dò motore al mio mistero
di straforo chiuso a spranga
questo è il mio lavoro nero
viaggiatore fermo dentro un hangar
uno che sta zitto
o un guitto che non sa che parte ha
un trasvolatore o un dritto
tra il coraggio e la viltà
vivo in te ma non pago l'affitto
a te che sei la fantasia
nell'asfissia dei cieli miei
tu sei la sola cosa nobile
dei miei giorni plebei
perché tu sei la mia eresia
in questa idolatria agli dei
potrò lasciarti sposa immobile
io che non ho trofei
dentro i miei musei
nei tornei che non ho vinto
certo o incerto se ogni dì è un addio
che ripeto tra un avvio e un rinvio
ho coperto il mio segreto
con un telo dentro un hangar
me ne andrò un mattino quieto
senza che nessuno pianga
il domani di ogni dì è un addio
che mi segno tra un avvio e un rinvio
mentre lucido il mio sogno
che mi spinge giù a valanga
dentro un ruvido bisogno
di lasciare un giorno questo hangar
Heidi, Heidi, il tuo nido e' sui monti
Heidi, Heidi, eri triste laggiù in città
acci-picchia, qui c'e' un mondo fantastico
Heidi, Heidi, candido come te
sciolta ormai
l'ultima neve
su un tappeto d'erba nuova
con un passo lieve nell'aurora
Misurina camminava
sopra ad una rupe si fermava
ogni dì alla stessa ora
nella calma del tramonto
il silenzio era velluto
un arcobaleno di pensieri
lei gettava giù nel vuoto
e qualcuno la spiava muto
il suo nome era Sorapis
Sorapis che viveva solo lassù
tra abeti e genziane blu
nessun sorriso c'era tutto per lui
un giorno scivolò giù
la vide con gli occhi suoi
Misurina riposava
tra il ginepro e i rododendri
si affacciava il sole dalle nubi
sopra i suoi capelli biondi
ed un alito di vento andava
a sfiorare lei
per lasciarla poi
tra le braccia di Sorapis
Sorapis chiuse gli occhi e il capo inchinò
e giorno e notte aspettò
finché di pietra non fu
e con le lacrime che scesero giù
un verde lago formò
tra abeti e genziane blu
il
mattino si è svegliato
e disteso s'è contro il cielo
mentre il prato si è sposato già
a uno spicchio di sole più in là
ed un passero
tutto intento
a beccar qua e là
tra il frumento
e la nebbia lenta sale su
e lo stagno non dorme già più
e la luce ritrova i colori
tra le foglie dei vecchi filari
mi sento vero
come questo cielo chiaro
e un pensiero
torna dolcemente
dentro la mia mente
e soffiare piano piano
su quel fiore lì così strano
e pensare mentre soffio che sembra neve
ma neve non è
e poi correre quasi volando
tra i papaveri mossi dal vento
mi sento vero
come l'aria che respiro
e un pensiero
sempre più impaziente
dentro la mia mente
il mattino si è svegliato
e mi accorgo che
voglio te ...
il
pallone mi colpì
d'un tratto mi svegliai
dai miei pensieri vuoti
l'uomo un gigante mi guardo
due metri contro il blu
una camicia a quadri...
sui trentotto - forse - appesantito ma
con il tocco ancora buono
un rimbalzo catturai
andammo avanti un po'
senza dirci una parola
e da quelle mani grandi ancora calde di una volta
il pallone prese vita e volo su
e girando resto appeso in aria a tramontar col sole
poi riempi la rete scivolando giù
si allungo nell'ombra scivolando giù...
e dal fondo riparti
tre in fila ne azzecco
poi ci fermammo un poco
nel cortile odor di cena e di TV
prime luci della sera.
con una finta si smarco
io svelto gli passai
e lui schiaccio di forza...
sotto il cerchio parve quasi di sentir le gradinate
che tremavano e gridavano per lui
ed anch'io battei le mani per quell'ultimo canestro
mi sorrise ed in silenzio se ne andò
il pallone sotto il braccio e se ne andò...
il sogno è un
vento
che abbiamo stretto fra le mani
e cento canzoni nuove per domani
e questo uomo guarda in su
e è solo alla metà della sua strada
e quanto mondo ancora c'è
questo uomo chiude giù il coperchio del suo piano
e si chiude un altro dei suoi giorni messi in fila
questo uomo mezzo semplice e mezzo strano
a (soli) tredici anni dal duemila
cerca ancora il senso delle cose dove sta
questo uomo nato per andare dove va ?
il sogno è il cielo
di un'altra notte che è finita
un grido che sia più forte della vita
e questo uomo adesso sa
che ha un'altra storia in più
da chiudere con gli occhi e non smarrire mai
il sogno ora
finisce e non finisce niente
e ancora
avremo questo stesso cuore dentro il cuore della
gente
ed un po' meno soli
e questo uomo che va via
le volte che si perderà
lontano fermerà il suo sogno qui
perché quel sogno è sempre stato qui
tu
non l'hai conosciuto mai
ma sai che arriverà da te
e sul suo carro salirai
lasciando i giochi dietro a te
luna tu non vuoi
che ti prenda lui
forse riderai
ma è davanti a te
e aspetta che
tu venga via
ma gli dirai di no
mani mani di seta soffrirai
ma i tuoi occhi di nubi vestirai
e la tua bianca pelle gli rifiuterai
ma un giorno tu lo cercherai
e guarderà dentro di te
e tu confusa resterai
ti aggrapperai ai sogni tuoi
ma non potrai dirgli di no
solo
poca gente fra di noi
un saluto a tutti ma non a me ...
un sorriso due parole
un altro ciao ed io ti amo
nella stanza il buio un po' di chiuso
so che ti vergogni ormai di me
nel silenzio mi sto perdendo
tu scherzi già insieme a un altro
ma cosa mi fai
amore mio cosa mi fai
se adesso te ne stai
davanti agli occhi miei
e baci proprio lui
ma tu che ne sai
tu che ne sai come sto io
che provo a ridere
e a non pensarci più
non ce la faccio sai
il silenzio il buio noi soltanto
spreca un parola anche per me
il silenzio tanto buio ...
soltanto io io soltanto
saranno stati scogli di carbone dolce
dentro il ferro liquefatto
di una luna che squagliò un suo quarto
come un brivido mulatto
o un bianco volar via di cuori pescatori
acqua secca di un bel cielo astratto
chissà se c'erano satelliti o comete
in un'alba senza rughe
larghe nuvole di muffa e olio
appaiate come acciughe
o una vertigine di spiccioli di pesci
nella luce nera di lattughe
e io
dal mare venni e amare mi stremò
perché infiammare il mare non si può
aveva forse nervi e fruste di uragani
scure anime profonde
tra le vertebre di vetro e schiuma
urla di leoni le onde
o tende di merletto chiuse su farine
corpi caldi di sirene bionde
forse era morto senza vento nei polmoni
graffio di cemento bruno
barche stelle insonni a ramazzare
nelle stanze di Nettuno
o turbini di sabbia tra le dune calve
sulle orme perse da qualcuno
e io
dal mare ho il sangue e amaro rimarrò
perché calmare il mare non si può
i miei si amarono laggiù
in un agosto e un altro sole si annegò
lingue di fuoco e uve fragole
quando il giorno cammina ancora
sulle tegole del cielo
e sembra non sedersi mai.
e innanzi al mare ad ansimare sto
perché domare il mare non si può
e come pietra annerirò
a consumare
a catramare
a tracimare
a fiumare
a schiumare
a chiamare
quel mare che fu madre e che non so...
quando la notte è
passata al passivo
alle sette passate oltrepasso la porta
e sorpasso il passetto di passiflora
e passo impassibile i pollici
nei passanti dei jeans appassiti passabili si
passionale passeggio e ripasso i miei passi
in un paesaggio di passeri passeggeri
un passaggio a compasso in passerella nel
cielo
che spasso andarcene a spasso
lei è una taccagna culona invadente
rumorosa indolente pallosa civetta esagerata
benedetta è sempre stata vergine
lui è un arcano signorino taciturno angoloso
un po' fregnone barone bulletto sniffatore
benedetto e soffre il mal di macchina
quanti bastoni sassi volati in aria dentro gli occhi
pronti via
e le rincorse alleprate le frenate le lingue rifiatate
benedetti io lui e la cana femmina
dietro la città
e un vento sulle teste
che ci annusa e va
ce ne andiamo a spasso
felici nella coda
il cuore suona
da contrabbasso
e andiamo con la vita addosso
e addosso a questa vita
come a un osso
da rosicchiare
uomini o animali potremmo stare bene
da uguali
anche imbarcarci in un porto
e correre a girotondo il mare
e non tornare più
se riuscisse a bere un bicchiere insieme
e ciucchi fin laggiù
a collotorto
sul fondale del mondo andare
ad ululare al blu
così tutto passa e ripasso i miei passi
in un passaggio di passeri passeggeri
un passaggio a compasso
un passaporto del cielo
che spasso era andarcene a spasso
passo e chiudo
dai
rifai quel letto su
stai
sempre a dormire tu
noi
non ci prendiamo più per niente...
io
a volte ho fame sai
Dio!
che rabbia che mi fai
tu
prima l'amore e poi dormire...
e stiamo qui
in questa stanza
in affitto
un letto
un bagno
una cucina...
incomprensione
torto o
ragione
malinconia ...
la sera e la mattina
e stiamo qui
oggi come ieri
chi dice no
chi dice sì
mio Dio però
voglio uscirne fuori
ma tanto so
che non potrei
lasciare lei
lasciare lei
lasciare lei...
io me ne andrei
(riproviamo un'altra volta
non è detto e poi non si sa mai)
io me ne andrei
(cominciamo dal principio
tutto quanto vuoi)
io me ne andrei
(mi dai una mano)
a cercare lontano
(non ci vuole poi tanto)
una casa nel vento
(per ricominciare)
e poi volare in alto
dove tu non sei
(la parola "fine" non esiste mai)...
io me ne andrei
lo faccio sai
lo faccio sai
e poi vedrai
ma tu che vuoi
dicendo e noi
che importa noi...
io qui tu là
bicchieri vuoti, vestiti
cicche sopra il pavimento...
che confusione
maledizione che giorno è
devo aver perso il conto....
io qui tu là
a guardare il soffitto
come si può, come si fa
mio Dio però
come sono ridotto
io non lo so
che ho fatto mai
ho paura sai
paura sai
paura sai
io me ne andrei
(riproviamo un'altra volta
non è detto e poi non si sa mai)
io me ne andrei
(cominciamo dal principio
tutto quanto vuoi)
io me ne andrei
(mi dai una mano)
a cercare lontano
(non ci vuole poi tanto)
una casa nel vento
(per ricominciare)
e poi volare in alto
dove tu non sei
(son sicuro che ce la farai)...
io me ne andrei
lo faccio sai
lo faccio sai
e poi vedrai
ma tu che vuoi
dicendo e noi
che importa noi...
no, no io non parlo più...
tu, resta a dormire tu...
io, io sto affondando giù da solo...
dove
sono stato
in tutti questi anni
io me ne ero andato
a lavarmi i panni
dagli inganni del successo
a riscoprirmi uomo
io sempre lo stesso
più grigio ma non domo
siamo tutti dentro la storia
tardi o presto
e io sono qui
tutti in libertà provvisoria
in arresto o a nasconderci
e dove eravamo rimasti
chissà dove
ma io sono qui
forse prigionieri o fuggiaschi
forse altrove a difenderci
la realtà mi ha fatto atterrare
il mio errore fu di errare
e non ero un eroe
ma sono vivo
e sono qui
e vengo dentro a prenderti
da solo disarmato innamorato
tu devi arrenderti
ci sono io e sono qui
con la pazzia di stringerti
mi hai perquisito gli occhi
e sai sono pulito
non posso ucciderti mai più
e si torna a scendere in pista
un altro viaggio
e io sono qui
non perdiamoci più di vista
nel coraggio
di riprenderci
dentro l'abito della festa quello scuro
ora sono qui
l'unica paura che resta del futuro
è di non esserci
tra sparare oppure sparire
scelgo ancora di sperare
finché ho te da respirare
finché ho un cielo da spiare
per sapere che
io sono vivo e sono qui
e vengo dentro a prenderti
da solo disarmato innamorato
tu devi arrenderti
ci sono io e sono qui
perché ora so pretenderti
far fuori la tua scorta
e fuori dalla porta
sarò ad attenderti così
e scriverò il mio nome
sui fogli della gente
fino a sapere come
mi chiamo e non chi sono veramente
ma quaggiù sto
a chiedere perdono
se sono un uomo giusto
ma sono giusto un uomo
sono qui
e vengo dentro a prenderti
da solo disarmato innamorato
e devi arrenderti
se sono io e sono qui
e resto qui a viverti per vivere
da qualche parte
a mettere le porte al vento
per questo sono qui
io ti
prendo come mia sposa
davanti a Dio e ai verdi prati
ai mattini colmi di nebbia
ai marciapiedi addormentati
alle fresche sere d'estate
a un grande fuoco sempre acceso
alle foglie gialle d'autunno
al vento che non ha riposo
alla luna bianca signora
al mare quieto della sera
io ti prendo come mia sposa
davanti ai campi di mimose
agli abiti bianchi di neve
ai tetti delle vecchie case
ad un cielo chiaro e sereno
al sole strano dei tramonti
io ti prendo come mia sposa
davanti a Dio
la mia vita è
un'autostrada
si perché per mal che vada
io non faccio marcia indietro mai
preferisco andare avanti
senza pene nè rimpianti
senza dire non lo faccio più
la mia vita me la gioco
ogni istante a poco a poco
sempre sotto braccio la mia libertà
basta solo una canzone
una semplice illusione
per avere quello che non ho
la mia vita è senza storia
io però non cerco gloria
non m'importa d'esser chissà chi
a me basta una chitarra
per girar tutta la terra
per parlar con quelli come me
questo mondo è un mare verde
se si annaspa ci si perde
io senza problemi vivo un po' qua e un po' là
la mia casa è la mia pelle
il mio tetto son le stelle
le coperte sono i sogni miei
ho una ragazza che la notte mi vuol bene
e che cancella con l'amore le mie pene
e quando sono accanto a lei sono contento
posso morire in un momento
posso volare su nel vento
posso dormire tra le viole
posso svegliarmi insieme al sole
quella povera ragazza
deve essere un po' pazza
se le va bene tutto quel che fai
ora manchi già da un mese ...
per cercare quel paese
dove ognuno pensa ai fatti suoi
lei non è poi tanto male
ma una vita troppo uguale
non la cambierei con la mia libertà
la mia casa è la mia pelle
il mio tetto son le stelle
le coperte sono i sogni miei
le coperte sono i sogni miei
le coperte sono i sogni miei
la la la la la
la
notte si è spalancata in un largo silenzio
ed ha nascosto i suoi rumori ...
noi due
distesi
sotto un cielo di stelle stanche
ad ascoltare la voce del fiume ...
i tuoi capelli vaghi accarezzano il mio viso
mossi dal vento
che ti ha rubato i vestiti
adesso ogni odore diventa un ricordo
le stelle vengono a specchiarsi nel fiume
e ci scoprono insieme
tu che non dici niente ...
sul tuo corpo ci sono i miei silenzi
sul tuo corpo scivolano i miei sguardi
respiriamo l'erba
sdraiati
l'una accanto all'altro
sotto l'ombra della notte ...
amore ma chi sei?
io che ti sto vivendo
forse non lo saprò mai
cosa sei ...
domani che farai?
domani starai qui a gridare
voglio solo te io voglio solo te ...
amore ...
le tue labbra di primavera mi hanno baciato
e il tuo corpo si è piegato sul mio corpo ...
ora
sento la tua voce
e la mia voce che si rincorrono nel silenzio
si chiamano ...
la notte è ferma
e solo il fiume continua la sua cantilena
noi
ci guardiamo stupiti
ed io ti amo ...
amore ma chi sei?
io che ti sto vivendo
forse non lo saprò mai
ma io ti cercherò
la notte d'un aprile per gridarti
voglio solo te io voglio solo te
amore amore amore amore
Isolina
stanotte che fai
nel tuo letto a chi penserai
la tua gente ora mangia e non bada se corri da me
che aspetto
Isolina vuoi dirmi perché
la tua estate non spendi con me
la tua gente ora canta e qualcuno fra un po' si amerà
sull'erba
Isolina lascia i dolori
non è vita la vita che fai
sul tuo corpo metti i colori
che i colori non piangono mai
Isolina negli occhi tu hai
cieli che non hai visto mai
la tua gente è ubriaca e le pene s'affogano già
nel vino
Isolina io so che verrai
con i sogni più belli che hai
la tua gente ora dorme e anche il fuoco fra un po'
volerà
nel vento
i vecchi sulle
panchine dei giardini
succhiano fili d'aria e un vento di ricordi
il segno del cappello sulle teste da pulcini
i vecchi mezzi ciechi i vecchi mezzi sordi
i vecchi che si addannano alle bocce
mattine lucide di festa che si può dormire
gli occhiali per vederci da vicino a misurar le gocce
per una malattia difficile da dire
i vecchi tosse secca che non dormono di notte
seduti in pizzo al letto a riposare la stanchezza
si mangiano i sospiri e un po' di mele cotte
i vecchi senza un corpo i vecchi senza una carezza
i vecchi un po' contadini
che nel cielo sperano e temono il cielo
voci bruciate dal fumo dai grappini di un'osteria
i vecchi vecchie canaglie
sempre pieni di sputi e consigli
i vecchi senza più figlie questi figli che non
chiamano mai
i vecchi che portano il mangiare per i gatti
e come i gatti frugano tra i rifiuti
le ossa piene di rumori e smorfie e versi un po' da
matti
i vecchi che non sono mai cresciuti
i vecchi anima bianca di calce in controluce
occhi annacquati dalla pioggia della vita
i vecchi soli come i pali della luce
e dover vivere fino alla morte che fatica
i vecchi cuori di pezza
un vecchio cane e una pena al guinzaglio
confusi inciampano di tenerezza e brontolando se
ne vanno via
i vecchi invecchiano piano
con una piccola busta della spesa
quelli che tornano in chiesa lasciano fuori
bestemmie e fanno pace con Dio
i vecchi povere stelle
i vecchi povere patte sbottonate
guance da spose arrossate di mal di cuore e di
nostalgia
i vecchi sempre tra i piedi
chiusi in cucina se viene qualcuno
i vecchi che non li vuole nessuno i vecchi da
buttare via
ma i vecchi, i vecchi, se avessi un'auto da
caricarne tanti
mi piacerebbe un giorno portarli al mare
arrotolargli i pantaloni e prendermeli in braccio
tutti quanti
sedia sediola... oggi si vola... e attenti a non sudare
'Izia
dove vai
coi sogni tuoi?
quando rimani
da sola che fai
che dire al gatto di te ...
'Izia gli dirai
che c'è per te
uno che aspetta
e ti prende con sé
appena tu scenderai
guarda che per te non ci sta niente
che racconti tu alla gente
se l'amore non ce l'hai ...
c'è di la l'arrosto sui fornelli
e i tuoi sogni tanto belli
vanno in fumo insieme a lui
ma non lo sai ...
'Izia dove stai
coi sogni tuoi
ti specchi al tavolo
e ci vedi lui
lui che ti chiama con sé
guarda che per te non ci sta niente
che racconti tu alla gente
se l'amore non ce l'hai ...
ora che tu stavi sul più bello
si è svegliato tuo fratello
dei tuoi amori che ne sa
lui che ne sa ...
'Izia tu non sai
che è già da un po'
che io ti vedo
sognare così
chissà se sogni di me
c'è
una luna strana e penso a te
ti sogno in Africa con me ...
cieli d'argento su di noi
te li regalo se li vuoi ...
sto cercando un canzone che
parla dell'amore mio per te ...
il vento l'ha ispirato già
e alla tua porta busserà
scordati di questa società
l'Africa ti chiama corri qua
la notte non finisce più
tra le mie braccia ci sei tu ...
la notte non finisce più
tra le mie braccia ci sei tu ...
l'amico e io
persi dentro un vento di uccelli che cambiano
stagione
in un vialetto di alberi magri e chiazze tiepide di
sole
un prete e la sua gonna nera volano felici dietro a
un pallone
l'amico e io
aspettiamo l'auto e tutti insieme aspettano da soli
e le ragazze ridono fresche come mazzi di insalata
una riga sulla pelle blu del cielo e teste alzate come
girasoli
l'amico e io
ai capolinea di gente solita assonnata
e i pensionati piegano il giornale sedere grosso e polpaccetti
ai banchi del mercato donne pezzi di stoffa svelta e
colorata
l'amico pensa a casa sua
tra un mese deve andare via
e in ogni angolo vissuto
lasci una spina di nostalgia
domani allungheremo i passi
ognuno dietro alla fortuna
e lanceremo sguardi e sassi
a coglier la luna
noi domani avremo un'altra faccia
e una città che aspetta fuori
e stringeremo tra le braccia
avanzi di amori
l'amico io
e un baretto di ragazzi allegri annoiati amari
l'ultima coda di un randagio tra i cantieri dei
palazzi nuovi
una maestra gioca nel cortile più piccoletta dei
suoi scolari
l'amico
e una finestra sola per contenere tutto il mondo
ed un armadio a specchi con la carta ed i ricordi
messi dentro
si calma il cuore con la mano che a furia di usarlo
gli diventa tondo
l'amico mette su il caffè
e in fondo sa dentro di se
che non sarà mai più lo stesso
si studia le scarpe e la strada dov'è
domani ci sarà altra gente
occhi diversi e voci
e un cuore per segnare le ore lente
e gli anni veloci
noi domani andremo un po' più in fretta
riprenderemo fiato
dentro un'altra sigaretta
e domani e passato
level
one
a cavallo di un girello
sempre a caccia di tesori
piccole dità di mela sul castello
con le carte e un vento
abbatte quadri e cuori
level two
sul balcone a fare i botti
poi ficcarsi dietro ad un padre
una palla di cannone fra i cappotti
messi in terra a far le porte delle squadre
battiti combattiti
ribatti gli attimi scaduti
e tutti i battiti mai battuti
dal cuore mai
dentro un giubbotto e poi giù botte
su quei rottami di vite rotte
battiti battiti
battiti combattiti
per il rispetto degli affetti
per tutti i sudditi dentro i ghetti
buttati là
come imbottiti di cazzotti
sotto le frottole dei complotti
battiti battiti
level three
dentro pagine di serre
un amor da dare a lei
una guerra per finir tutte le guerre
occhialuto un po' confuso nei cortei
level four
dare un prezzo a molte cose e un valore mai a
nessuna
per difendere un lavoro figli e spose
e cercare l'isola della fortuna
battiti combattiti
abbatti i rettili corrotti
sopra i relitti dei malridotti
sbattuti giù
per i delitti ai derelitti
per sempre vittime dei conflitti
battiti battiti
battiti combattiti
contro i misfatti sui reietti
per il riscatto degli imperfetti
sfruttati già
con il ricatto dei profitti
dietro il diritto di tutti i dritti
battiti battiti
battile combattile
le lotte attese nei grilletti
nelle pallottole dei verdetti
nelle razzie
delle speranze fatte a fette
dentro i lucchetti delle manette
battiti battiti
level five
con i nodi delle mani
che si sciolgono nei mari
di bicchieri e di ricordi più lontani
bere soli e poi barare solitari
welcome to the fight of life
battiti combattiti
in questa vita fatta a scale
senza sapere se poi farsi male
è vero o no
con il pulsante del tuo cuore
poter salire oltre il dolore
battiti battiti
battiti battiamoci
da brutti sporchi e anche cattivi
perché dobbiamo vivere da vivi
con l'anima tra i denti
in questa sparatoria
come sarebbe mai la storia
se a vincere fossero i perdenti
battiti combattiti
che sia sconfitta o sia vittoria
che sia disfatta o che sia tutta gloria
in questa via
dove si gioca la partita
che noi combatteremo fino
all'ultima vita
all'ultimo omino
io ne ho viste cose che voi umani non potreste
immaginare.
navi in fiamme al largo delle coste di Orione
raggi B balenare nel buio presso le porte di
Tannoide.
e tutti quei momenti andranno persi nel tempo
come lacrime nella pioggia.
è tempo di morire.
game over
le
lacrime di marzo che ora tu piangi per me
mi fan sentire grande importante più di un re
mi piace dirti cose per le quali soffrirai
coprirti di bugie e di cattiverie che tu accetterai
le lacrime d'aprile sono musica per me ...
le cerco in tutti i luoghi e poi le trovo su da te
ed io ti spezzo il cuore tanto so che resterai
ad ascoltare me per tutti i giorni che per me vivrai
le lacrime di marzo già non le capisco più
però io sono in piedi ed in ginocchio ci sei tu ...
a volte vorrei dirti che sto bene insieme a te
ma ho tanto di quel tempo perché tu non vivi senza me
ti sei uccisa ieri ... non ce la facevi più...
le lacrime di giugno almeno non le piangi più
io giro per il mondo e ho raccontato a chi non sa
che il cielo a marzo è azzurro e che non piange ...
lampada Osram
di fronte alla stazione
giornali cartoline
le insegne le reclames
la fila di tassì
la calca sopra i tram
annodi il tuo foulard
le otto e dieci
lampada Osram
0è il primo appuntamento
e tu ci tieni tanto
sei certa che verrà
una valigia torna e un'altra se ne va
la buio e sono già
le otto e un quarto
"ciao come stai"
gli dirai
quando verrà
per l'emozione arrossirai
chissà che pantaloni avrà
mezz'ora no non basterà
per arrivare al centro
per dirgli tutto quanto
e che ti piace
tanto tanto
lampada Osram
non è venuto ancora
che facce da galera
quei quattro sul coupè
"via Boncompagni per favore
sa dov'è?"
profumo di lillà
le otto e venti
"bravo che sei"
gli dirai
quando arriverà
e un po' di muso metterai
chissà che scuse inventerà
ma dopo lui ti porterà
davanti ad un tramonto
per dirti tutto quanto
e che gli piaci
tanto tanto
lampada Osram
lui non è più venuto
i passi sul selciato
ti fanno compagnia
e a testa bassa
te ne torni a casa tua
"biglietto signori"
le otto e mezza
nervi
lisci di cavalli
a sfaticare sere
a calmarci di sudore
in fiaccole di gelo
inutilità di foglie
stupide e leggere
nubi di bucato
sugli stenditoi del cielo
come è duro essere nuovi
avere un'altra storia
io ti amai con noncuranza
senza mai uno scopo
i ricordi sono acqua
e l'acqua è memoria
il dolore è sforzo e vino
uccide il giorno dopo
vento di girandole
in mezzo alle immondizie
mi fa freddo così tanto
da cercarti adesso
e ad un certo punto andare
e non dar più notizie
solo in compagnia di se
e chiedere il permesso
per essere te stesso
mai
non odiarmi mai
se mi allontanai
perché potessi appartenerti
mai
non ti ho vissuto mai
e ti rinunciai
già rassegnato a non saperti
quanti addii che immaginai
facchini e treni
a sbuffare intorno
e tavoli di avanzi
in un viavai di camerieri
un fiammingo sole
sta per inchiodare il giorno
rondini croci d'autunno
infilano pensieri
guizzi in occhi di cavalli
laghi nero fondo
anime di ombre
nell'attesa delle stalle
è un'immensa sala in cui aspettiamo
questo mondo
il futuro è qui davanti
o già dietro le spalle
chiuderò la porta
a far star bene la tua assenza
ci sarà fedele sempre
il cane del rimorso
i cavalli origliano
quest'aria di impazienza
a metà della speranza
io cambiai percorso
e poi non ho più corso
mai
non odiarmi mai
io mi allontanai
perché potessi raccontarti
mai
non ti ho vissuto mai
e ti rinunciai già rassegnato a ripensarti
sudai di sud
di vento diventai
e andai
con la voce andai
coi capelli andai
lungo sentieri di tornadi
e andai
con il cuore andai
fino a che trovai
la piana dei cavalli bradi
scalpitai
scartai
m'impennai
scalciai
galoppai
saltai
m'involai
le tue
labbra di neve i sospiri di mare
le tue labbra più rosse mi fanno impazzire
i tuoi seni di luna la fronte seduta
il tuo amore nascosto da muri di seta
e ti amo ti amo ti amo ti amo
ti amo con tutto l'amore che ho dentro
ti chiami ti chiamo e mi corri incontro
le tue gambe nervose la pelle più nuda
la tua voce ora è un soffio ma sembra che grida
i tuoi occhi più larghi i capelli bagnati
i tuoi fianchi impazziti restiamo aggrappati
e ti amo ti amo ti amo ti amo
ti amo con tutto l'amore che posso
ti chiamo ti chiamo mi senti tu adesso?
le tue braccia più grandi i tuoi occhi più chiusi
posso pure morire sui tuoi fianchi indifesi
e ti amo ti amo ti amo ti amo
ti amo con tutto l'amore rimasto
e ti chiamo ti chiamo e tu mi hai risposto
Bimba triste,
gli occhi bassi
su di te
tieni il broncio
ma perchè l'hai con me
Sì, ti ho baciata però
sai chi ha la colpa.. La suggestione
mi ha preso la mano
e io piano piano
ti ho presa con me
La suggestione
mi ha sparato a zero
perchè non è vero
che sei tutto per me
La suggestione
è durata poco
ma mi ha lasciato un bel gioco
che ho giocato una notte
tra cose non dette
e un cuore che batte
un gioco che m'è piaciuto
ma il tempo è scaduto
e non torna mai più
Bimba triste
tu che piangi
e stai li
in un angolo
dai non fare più così
non c'è rimedio ormai
sai chi ha la colpa..
La suggestione
M'ha preso la mano
ed io piano piano
ti ho presa con me
La suggestione
mi ha sparato a zero
perchè non è vero
che sei tutto per me
La suggestione
mi ha giocato un tiro
mi ha forse
preso un pò in giro
Ma non è andata poi male
Non dire parole
L´addio è sempre uguale
Stare con te
Mi è piaciuto
ma il tempo è scaduto
non torna più
La suggestione
Mi ha preso la mano
Ed io piano piano
ti ho presa con me
La suggestione
mi ha sparato a zero
perchè non è vero
che sei tutto per me
la vita è adesso
nel vecchio albergo della terra
e ognuno in una stanza
e in una storia
di mattini più leggeri
e cieli smarginati di speranza
e di silenzi da ascoltare
e ti sorprenderai a cantare
ma non sai perché
la vita è adesso
nei pomeriggi appena freschi
che ti viene sonno
e le campane girano le nuvole
e piove sui capelli
e sopra i tavolini dei caffè all'aperto
e ti domandi certo
chi sei tu
sei tu che spingi avanti il
cuore ed il lavoro duro
di essere uomo e non sapere
cosa sarà il futuro sei tu nel tempo che
ci fa più grandi
e soli in mezzo al mondo
con l'ansia di cercare insieme
un bene più profondo
e un altro che ti dia respiro
e che si curvi verso te
con un'attesa di volersi di più
e non capir cos'è
e tu che mi ricambi gli occhi
in questo istante immenso
sopra il rumore della gente
dimmi se questo ha un senso
la vita è adesso
nell'aria tenera di un dopocena
e musi di bambini
contro i vetri
e i prati che si lisciano come gattini
e stelle che si appicciano ai lampioni
milioni
mentre ti chiederai
dove sei tu
sei tu che porterai il tuo amore
per cento e mille strade
perché non c'è mai fine al viaggio
anche se un sogno cade
sei tu che hai un vento nuovo tra le braccia
mentre mi vieni incontro
e imparerai che per morire
ti basterà un tramonto
in una gioia che fa male di più
della malinconia
ed in qualunque sera ti troverai
non ti buttare via
e non lasciare andare un giorno
per ritrovar te stesso
figli di un cielo così bello
perché la vita è adesso
è adesso
è adesso
io ne ho avuta
una ch'era un guaio più delle cambiali
e piangeva
alle feste e rideva ai funerali
marinai
questi uomini
e le femmine
sono lontani
oceani
io con una
mi ricordo il primo bacio che le detti
attento a dove il naso va
e lei rimase tutto il tempo a denti stretti
che sparano
tappi e stesse cazzate
all'occhiello
un sedano
le donne sono qualche cosa
di allegro e 1930
voci a colori pelle di mimosa
ombrosità di ascelle
cuori nella tormenta
le donne sgambano odorose
ed hanno sogni chiusi dentro un frullatore
insolite insolute insalate capricciose
si tolgono i peccati con lo smacchiatore
io di un'altra
che fu al buio gridolini e friggi friggi
quando accesi l'abajour
e scoprii l'orsetto con i baffi grigi
naufraghi
su un tavolo
che galleggia nel vino
uomo in mare
salvatelo
le donne sono streghe e fate
silenzio di occhi vento di ginestra
tutte le stesse gambe accavallate
bambine di cortile direttrice d'orchestra
le donne fanno l'improvviso
e uomo tu non potrai mai sapermi
e sono Eve e uve e male e mele in Paradiso
e noi chi siamo noi i serpenti o i vermi
le pattinatrici
girano nella tivù
tagliano un'aria di ghiaccio
saltano su
appese a un braccio
e piccoli studiati gesti
e piroette
nei costumi celesti
e le melette
nelle guance
prendono fiato
e prenderanno un dì marito
e con la stessa grazia
ripiegano le ali in su
o belle o brutte
le donne sono proprio tante
e se si potesse farne una sola
di tutte
ma anche quella sola no
sai che c'è
che beviamo contiamo saltiamo
alla faccia loro
alla faccia delle loro belle facce ...
bimbe solinghe strambe meringhe
bionde rambe stanghe fiamminghe
gambe ambre penombre lusinghe
lingue iraconde lunghe gioconde
limbi sponde ombre profonde
linde fronde lavande ghirlande
bande carambe trombe mirambe
rumbe sambe mambi milonghe
conghe tumbe birimbe birambe
bambi colombe sgombri anaconde
aringhe oranghe dumbe bagonghe
grembi lombi rotonde culandre
ghiande caliende bombe ecatombe
lande tundre giungle feconde
ombre zombi calinde macumbe
fiondo pitonghe sghembe malandre
blanda jumbe simbe mocambe
strombe rambe nefande valanghe
monde mutande mumbe gogande
umbre malombre langhe strapiombe
coimbre mustanghe burunde malinde
danga che romba la coiomba
aridanga que romba la coiomba
che
cos'era
un vigore denso nulla
forse un vento di preghiera roco
sotterraneo gli occhi morse il fuoco
di un'aurora boreale criniera
nella ruggine di capelli
acacie dalle mille foglie
lunghi omeri di uccelli piume
che bagnarono labbra argille fiume
di sudore malva e miele di selva
si gonfiarono nella pelle
vene di sentieri rossi
tra le alte erbe del sonno
fresco alito di gazzelle acerbe
nelle gambe respirai
scese rapide nella gola
acqua di saliva e schiuma
lungo collo di puledro
come un fulmine lacrima di cedro
dalla fronte mi asciugai
salvatemi
e liberatemi
ridatemi
le mani e l'anima
che vu campà
sfamatemi
e dissetatemi
lasciatemi
le meni e l'anima
che cos'era
una vibrazione nuda
forse un'innocenza nera calma
di crepuscolo lamine di palma
le mie braccia di ambra scura corteccia
diventarono i miei nervi
antenne scosse di sciamani
svelti tendini di cervi rami
a scorgere i pensieri sciami
di locuste sogni d'aria i pugni
si serrarono contro i fianchi
caimani sotto il limo
giù nel sesso di ramarro
cosce d'ebano piedi come granchi
che fuggirono maree
e scattarono le caviglie
sulla rinoceronta terra
anima del mondo interi
si piantarono mistico mistero
radici della nostalgia
salvatemi
e liberatemi
ridatemi
le meni e l'anima
che vu parlà
sfamatemi
e dissetatemi
lasciatemi
le mani e l'anima
e io ci lasciai la mia africanima
mia
cara mamma
scusa se solo adesso
ho preso carta e penna
spiegarti qui non posso
ne parleremo poi ...
come va il cuore ... ?
io me la passo bene
sai sono stato al mare
sto attento anche all'igiene
e voi che fate voi ... ?
la mia stanzetta
son sicuro che la tieni
sempre ordinata
e dammi retta
no non è il sceso che
rimani preoccupata
ho fatto sempre il bravo
solo perché sudavo
mi son messo la canottiera ...
sono un po' più secchetto
ma giusto qualche etto
e fumo poco poco
poi non dico parolacce
sta sicura sto diventando
proprio un umetto
la mia "Camilla"
non mi ha tradito ancora
va piano sta tranquilla
nemmeno cento all'ora
che cosa vuoi che sia?! ...
e dì a Simona che ce l'ho io il diario ...
dille se mi perdona
stavolta sono serio
e voglio che sia mia
in questo momento cosa fa papà? ...
sta sempre dietro il lavoro
digli ogni tanto che che la smetta un po'
e andate a farvi un giro ...
non stare troppo sola
a rammendar lenzuola
mi iscrivi tu alla scuola per favore
quest'anno lo prometto
vedrai che mi ci metto
e non ci sono santi
non mi faccio rimandare ...
un dispiacere già te l'ho dato
non uno tanti sai quanti pianti
sono pentito
e appena sento che mi sono stufato
faccio una cosa ...
è una sorpresa
fra poco tempo
forse qualche giorno
però ritorno insieme a voi ...
anzi scusate se non metterò
per niente il francobollo
è chiaro che ho le tasche vuote
saluta mio fratello
ciao mamma ciao ...
o
bella mia
io vado via
e non ti porto con me
c'è un viaggio che
ognuno fa solo con se
perché non è che si va vicino
perché un destino non ha
un mattone vuole esser casa
un mattino divenire chiesa
ed il matto che c'è in me
che si chiede che cos'è
vuole diventare qualche cosa
e sar... una strada senza fine
sotto una spada o su una fune
a cercare il mio Far West
a trovare il Santo Graal
una corsa brada oltre il confine
una luce prenderò
per te l... fuori
quando io camminerò
le vie dei colori
scalerò le rocce in mezzo al vento
sulle tracce di chi ha perso o vinto
vagherò la mia odissea
nella idea di te mia idea
tagliati le trecce e vai in convento
una voce prenderò
per te là fuori
quando io camminerò
le vie dei colori
c'era un cavaliere
bianco e nero prigioniero
senza un sogno né un mistero
senza fede né eresia
senza le ali di un destriero
senza le onde di un veliero
se la sorte rivolesse ciò che speso
io forte non sarei per il tuo peso
a volare in un rodeo
a valere in un torneo
della morte ed essere il tuo sposo
una pace prenderò
per te là fuori
quando io camminerò
le vie dei colori
c'era un cavaliere
bianco e nero prigioniero
senza un posto né un sentiero
senza diavolo né Dio
senza un cielo da sparviero
senza un grido di un guerriero
io ti lascio senza perderti
e ti perdo un po'
anche se poi
lasciarti è un po' perdermi
o bella mia
o bella ciao
io sono via
con un pensiero di te immenso
e un nuovo senso di me
c'era un cavaliere giallo
che rubò un cavallo alle scogliere
e un cristallo alle miniere di un metrò
sulle ciminiere disegnò un castello di corallo
e al ballo tutto il quartiere andò
c'era un cavaliere rosso
che salì sul dosso di bufere
sopra il fosso delle sere di città
dietro un cielo mosso di ringhiere dentro il mare
grosso
di un braciere di immensità
c'era un cavaliere blu
che catturò la gioventù- di primavere
che portò chimere in schiavitù-
liberò le gru dalle lamiere di un cantiere
verso un campo di preghiere laggiù-
dove arriverai anche tu
camminando le vie dei colori
il gelo galoppava
sui campi
le luci delle case mischiate a stelle
due olive nere gli occhi di lei
e lo bacio con l'anima sulle labbra
lontano un'eco di spari
gli disse cose che lui non capi mai
un mazzetto di lillà
l'imbarazzo e la paura
e la guerra quella sera
per un poco si fermo...
per un po'
guardateli
si cercano
si sfiorano
si abbracciano
sotto un povero cielo
il tempo andò via
e loro insieme là
i rami che graffiavano i vetri
sotto la gonna calde le cosce bianche
ed il fucile lasciato giù
un berrettino blu
la miseria e la speranza
per la guerra fu abbastanza
li sorprese e li porto....
li porto via
guardateli
che corrono
e cantano
e ballano
ci saranno altri giorni
il freddo andrà via
e loro ancora là
che giocano
tra gli alberi
inseguono
le nuvole
sotto cieli diversi
il tempo va via
e loro sono là
Che bella festa, che splendida festa
Tutti fanno per noi... fanno per noi!
Ma che giornata movimentata!
Passa la banda, chissà chi la manda
A suonare per noi... solo per noi
Che cannonata di serenata!
Chi vuole cantare si può prenotare
a fare un bel coro con me
Oh oh oh oh oh oh oh oh
Ma che musica che musica che musica maestro
Hai trovato la via giusta per la celebrità
Ma che musica che musica che musica maestro
Questa bella sinfonia il mondo canterà
E allora dai dai dai
Viva le feste se in un mese son cento in più
Viva le feste se in un anno son mille in più
Sabato è festa, domenica è festa
Non c'è mai lunedì... mai lunedì
C'è una befana per settimana
E tanta gente la più competente
vive bene così... vive così
Vita beata, mai programmata
Chi vuole cantare si può prenotare
per fare un bel coro con me
Oh oh oh oh oh oh oh oh oh
Ma che musica che musica che musica maestro
Hai trovato la via giusta per la celebrità
Ma che musica che musica che musica maestro
Questa bella sinfonia il mondo canterà
E allora dai dai dai
Viva le feste se in un mese son cento in più
Viva le feste se in un anno son mille in più
basta un niente un
nome una calligrafia
perché ogni cuore ha una memoria tutta sua
si vede sempre dove strappi via una pagina
come ti fissa una fotografia di ieri
la stagione delle piogge arriva qua
alla stazione della mia malinconia
e scende il tiepido acquazzone di una lacrima
sull'ultima tua voce che ho in segreteria
mai più come te
nessun'altra mai
perché dopo te
io sì che m'innamorai
sempre più di te
quanto tu non sai
e anche senza te
c'è qui la tua assenza ormai
che amo come te
chiudo gli occhi e faccio buio dentro me
e la mia mente è come il treno delle sei
con cui ritorna a casa la tua cara immagine
in un silenzio che non puoi far stare zitto
non è tanto questa fine tra noi due
ma quanto quelle sue rovine dietro me
e accanto ai passi con cui pesto ombre di nuvole
quando esco a buttar via gli avanzi di poesie
mai più come te
nessun'altra mai
perché dopo te
io sì che m'innamorai
sempre più di te
quanto tu non sai
e anche senza te
c'è qui la tua assenza ormai
che amo come te
e com'è sempre tardi per amare
e l'amore è la pena da scontare
per non volere stare soli
e meglio è amare e perdere
che vincere e non amare mai
mai più come te
nessun'altra mai
perché dopo te
io sì che m'innamorai
sempre più di te
quanto tu non sai
e anche senza te
c'è qui la tua assenza ormai ma
mai più come te
mai più come te
a
un tratto il vuoto
e tutto fu ignoto
lago remoto e immoto dentro me
fiore di loto e dell'oblio
cosa c'è in questo se non io
che cerco un varco
in questo immenso arco
un parco d'aria o un cielo prateria
lo sbarco sopra l'aldilà
una via per l'infinità
in un abisso senza termine
allontanarmi verso me sul culmine
lasciarmi a una deriva di anime
nuotando nel metallo delle lacrime
dell'universo sommerso
e immerso nell'universo
se tu mi pensi
ovunque io sia
io sono i tuoi sensi
che corrono via
su un sole di campi
in un tuffo in apnea
su un covo di lampi
in alta marea
un grande sparo
e tutto fu chiaro
dolce curaro e amaro miele in me
il faro della verità
luce è in questa maestà
e scruto assorto
qual è il mio porto
ho scorto dove va al lavoro Iddio
e in un conforto di oasi
vivo io stasi ed estasi
in coda a un tempo senza spasimo
bagnarmi gli occhi di quell'incantesimo
darmi ogni istante come l'ultimo
nel male di durare oltre quest'attimo
dell'universo perso
e disperso nell'universo
se tu mi pensi
chiunque io sia
io passo nei venti
che soffiano via
su un mare di dune
in un salto in balìa
su un pozzo di lune
in un'altra morìa
dell'universo riverso
e emerso mal d'universo
solo
nella mia pelle
incontro a brividi avvoltoi
a frugare le celle
di lunghi bianchi corridoi
dove uscirmene a caccia
di questa mia inquietudine prima o poi
fino a che faccia a faccia
resteremo noi
un'eclissi di cuore
e il mio fucile spianerò
dietro ad ogni rumore
e ombra o belva che vedrò
tra radici di un lampo in questa selva di
sterpai mirerò
io non le darò scampo
finché camperò
e l'avrò viva o morta
la sniderò dovunque sia sparerò
con tutto il piombo dell'oblio
l'ho inseguita l'ho scorta
ma era lei o chissà forse ero io?
male oscuro
male dentro
male di me
che male è
male di vivere
male duro
male detto
che male fa
un male dell'anima
quest'animale
lei mi sta addosso
mi sta sopra
come una bestia lurida
in questa vita in brutta copia
di un'alba ruvida
e di un amore mosso
che navigammo io e te
finché una notte ci annegò
come un cavallo scosso
lui corse ancora un po'
senza sapere perché
male oscuro
male dentro
male di me
che male è
male di vivere
male duro
male detto
che male fa
un male dell'anima
quest'animale
mia
cara Esmeralda
lo sai che con te
mi trovo assai bene
mi trovo da re
vorrei solamente
capire perché
la sera dell'ultimo
non sei con me
mia cara Esmeralda
son triste perché
stasera non posso
raggiungere te
le lacrime amare
non piango perché
sennò si rovina il parquet
mia cara Esmeralda
se ritornerai
una buona azione
di certo farai
io me ne andrò a letto
pensando un po' a te
che m'hai chiuso a chiave
già dal 23
libertà risali a ieri ma ricordo a malapena
ch'eri tutti i miei pensieri il mio pranzo e la mia cena
libertà mia sola amica quando avevo tutto e niente
e credevo che la gente fosse tutta amica mia
pomeriggio al cine oriente e la notte da Maria
mia libertà mi sento proprio un traditore
che brutto guaio che è l'amore mia libertà
libertà da una signora che ha passato la trentina
da un amore che si impara dentro i baci perugina
libertà dalle ragazze che mi sono corse dietro
una pizza dal "sor Pietro" una corsa a Porta Pia
libertà tra noi c'è un vetro e la colpa è solo mia
mia libertà le prime corna per amore
io te le ho messe a malincuore mia libertà
libertà dalle cambiali dai saponi delle attrici
dagli annunci sui giornali pieni di massaggiatrici
libertà dal libro Cuore dai discorsi preparati
dai romanzi sceneggiati che si vedono in tivù
libertà dei giorni andati io non ti ritrovo più
mia libertà chissà se è stato un grosso errore
buttarmi a pesce nell'amore mia libertà
da quella volta che scappai da casa mia
mia libertà mia libertà
quella ragazza che non ho fermato mai
mia libertà mia libertà
la prima sigaretta in bocca ... i primi guai
na na na na na na na
io mi
nascosi in te poi ti ho nascosto
da tutti e tutti per non farmi più trovare
e adesso che torniamo ognuno al proprio posto
liberi finalmente e non saper che fare
non ti lasciai un motivo né una colpa
ti ho fatto male per non farlo alla tua vita
tu eri in piedi contro il cielo e io così
dolente mi levai imputato alzatevi
chi ci sarà dopo di te
respirerà il tuo odore
pensando che sia il mio
io e te che facemmo invidia al mondo
avremmo vinto mai
contro un miliardo di persone
e una storia va a puttane
sapessi andarci io...
ci separammo un po' come ci unimmo
senza far niente e niente poi c'era da fare
se non che farlo e lentamente noi fuggimmo
lontano dove non ci si può più pensare
finimmo prima che lui ci finisse
perché quel nostro amore non avesse fine
volevo averti e solo allora mi riuscì
quando mi accorsi che ero lì per prenderti.
chi mi vorrà dopo di te
si prenderà il tuo armadio
e quel disordine
che tu hai lasciato nei miei fogli
andando via così
come la nostra prima scena
solo che andavamo via di schiena
incontro a chi
insegneremo quello che
noi due imparammo insieme
e non capire mai
cos'è se c'è stato per davvero
quell'attimo di eterno che non c'è
mille giorni di te e di me...
ti presento
un vecchio amico mio
il ricordo di me
per sempre per tutto quanto il tempo
in questo addio
io mi innamorerò di te
no
bambina cara
non è un cilindro quel coso là ...
sembra una zuppiera
con la bandiera americana ...
non mi sembra il caso
di portarlo al mare
non sta bene col bikini
certo che è un bel peso
quel "popò" di affare
dimmi che ti è preso? ...
che ti è preso? ...
flipper bar caffè gelato
tutto hai già scordato
dancing toast frappé peccato non ti vanno più ...
tu bambina non sei più tu ...
forse è colpa di quel cappello
se ci tieni tanto occhi blu
tu potrai portare anche quello
al Miramare
questa sera che bello! ...
al Miramare
ce ne andremo a vedere
come il sole muore
a parlare d'amore al Miramare
stare senza fiatare ad ascoltare il mare
io te il tuo cappello
al Miramare ...
e giocare cantare e poi
lasciarsi andare
che sapore hanno i baci
al Miramare un bel fiore farò colore
blu oltremare
tu il tuo affare
io il mio fiore
al Miramare ...
porca miseria
io non ti reggo più
tutta quella boria ...
no tu non sei più tu ...
ieri sono andato dal dottore
con lei mi ha detto
rischi il cuore ...
gli ho disobbedito
son venuto al mare
e c'era pure lui ...
con il tuo affare ...
bowling jeans juke box
la sabbia tutto ormai si annebbia
strudel ping pong Tex
che rabbia tutto quanto stop! ...
no bambina io non so
cosa ti è successo al cervello
certo non ti dico no
se tu vuoi portare il cappello ...
al Miramare
questa sera che bello! ...
e poi stamattina
io non ci ho visto più
dolce mia bambina
l'hai voluto tu
esco dalla cabina
vestito da sioux
al Miramare
fu il
sogno di volare solitario
là dove soltanto il falco va
ma era ancora incerto come un pulcino bagnato
in cerca di tornar nel guscio
appena nato
e di quel falco cacciator di stelle
pur non avendo le ali mai
gli venne naso e gambe a guadagnare un ramo
sospeso
e gli occhi andavano lontano
e senza peso
perché crescono i capelli
come l'erba sopra le campagne
e se i pesci ed i coralli
hanno mai veduto le montagne
chi colora una farfalla
e se stanno le isole a galla
perché il cielo è così azzurro
quando l'aria è trasparente e non si tocca
se le stelle fanno un carro
se la luna ha veramente occhi naso e bocca
se l'inferno non esiste
non è anche dentro me
naso di falco
a becco in su
sull'albero più alto
guarda laggiù
chi ha ingannato il cielo ad Ustica
chi ha imbiancato Medelin
chi ha negato già Timisoara
mille aghi nella mente e niente mai risposte
se ci fossero due soli
che così sarebbe sempre giorno
perché pure gli animali
non si fanno un fuoco e stanno intorno
l'acqua non si può tagliare
e se è maschio o femmina il mare
se si può scavare un pozzo
fino al centro della terra e che si trova
e il mio cuore
il
vento era una sciarpa
l'aiutai a rimettersi la scarpa
lieve follia aerea
un'astronave la terrazza
Dio quanto dice è buffa e pazza
ci urtammo verso la finestra
e lei veniva dalla destra
fiutai che notte era
una notte bucaniera
la calza rotta
seguirò la rotta della calza
sento la curva delle cosce
mollo l'ancora e le angosce
navigando il mare
navigando il cielo
navigando il cuore
io e te
chissà se questo cuore
è abbastanza grande e comodo per due
navigando sulla luna
che lasciammo in alto
soldo di fortuna a girar sù
con la sua faccia a smalto
dalla parte quella buona cadde giù
nell'aria lenta e blues
ride a sbuffo come un autobus
versa parole nel mio orecchio
e un vino dolce esca
io dentro una camicia fresca
durò fino al mattino presto
il sequestro del maestro
e tra le nostre dita
una strana calamita
e mi scavava dentro i desideri
quella talpa
dimmi la volta che si salpa
un di la barca rivernicio
mi piazzo sotto a quel tuo ufficio
navigando il mare
navigando il cielo
navigando il cuore
io e te
chissà se questo cuore
è abbastanza grande e comodo per due
navigando sulle onde
dalla pelle d'oro
lei che mi confonde poppa e prua
dov'è la mappa del tesoro
per cercare un'isola la tua
e navigando naufrago su te
tra capelli indiani
labbra arabe
occhi venezuelani
gambe andaluse
piedi africani
seni tahitiani
fianchi tropicali
caviglie zingare
sopracciglia orientali
sbarco in Normandia
navigando il mare
navigando il cielo
navigando il cuore
io e te
chissà se questo cuore
è abbastanza grande e comodo per due
navigando alla deriva
vento di bonaccia
guardo nella stiva cosa c'è
una lattina vuota tra le braccia
bella e primitiva insieme a te
io sono stato Ulisse Simbad Gilgamesh
restai solo a bordo
come un lupo nella tana
cupo e sempre più balordo
e neanche un'isola italiana
dalla bocca rossa
gli occhi verdi
e i denti bianchi
per riposarsi almeno un po'
quando ci si sente stanchi
ninna
nanna nanna ninna
er pupetto vò la zinna
fà la ninna dormi pija sonno
che si dormi nun vedrai
tant'infamie e tanti guai
che succedono ner monno
tra le bombe e li fucili
per i popoli che sò civili
ninna nanna tu non senti
li sospiri e li lamenti
de la pora gente che se scanna
che se scanna e che s'ammazza
a vantaggio della razza
de la gente che se scanna
per un matto che comanna
e a vantaggio pure d'una fede
per un Dio che nun se vede
ma che serve da riparo
ar re macellaro
che sa bene
che la guerra è un gran giro dr quattrini
che prepara le risorse
pè li ladri delle borse
ninna nanna ninna nanna
ninna nanna ninna nanna
ninna nanna ninna nanna
ninna nanna ninna nanna
fà la ninna fà la nanna
fà la ninna che domani
rivedremo ancora li sovrani
che se scambiano la stima
boni amichi come prima
sò cugini e fra parenti
nun se fanno i complimenti
torneranno proprio tutti uguali
li rapporti personali
e senza l'ombra d'un rimorso
sai che ber discorso
ce faranno tutti insieme
su la pace e sul lavoro
pè quer popolo cojone
risparmiato dar cannone
ninna nanna ninna nanna
ninna nanna ninna nanna
ninna nanna ninna nanna
ninna nanna ninna nanna
mezzogiorno si trascina tra l'odor di pesce fritto
nelle strade
mani d'ebano incollate da una vita sul volante di
un tassi
magro come un chiodo gli occhialetti di metallo
scarpe gialle e blu
naso a nodo di cravatta i polsi di bambù...
quando venne al mondo non ci fu nessuno che lo
stesse ad aspettare...
e cresciuto in fretta con due occhi svelti senza una
precisa età
cicatrici sulle spalle dove le ali non ricresceranno
più
l'anima profonda come i fiumi di quaggiù... di
quaggiù...
e lo vedi non ride non parla di se
non guarda non chiede non sa
se e nato per strada in mezzo al caffè
o al centro del Maracanà...
traffico disperazione attesa rabbia nostalgia
rassegnazione
da portare a spasso gratis tutti i santi giorni per le
vie di Rio
ma il tassametro ora dorme e l'alba gli regala una
canzone chè
fa dei suoi capelli crespi neve e lui e un re... lui e
un re...
e lo vedi ballare lontano da qui
sul filo dei tetti più su...
e c'è un'autostrada per il suo tassi
nel sole nel sale nel sud
e c'è un'autostrada lontano da qui
nel sole nel sale nel sud
come
sarà un giorno perdere
la strada e andare via
incontro alla realtà
farsi travolgere da un vento di follia
come sarà
le mani stringere
con tutta l'energia
che l'aria ci darà
le onde a fendere
sassi schizzati via
avremo ancora braccia
come ali libere
di bere giorni e sere
e un sole di isole
su questa nostra faccia
parole e musica
ad asciugarci gole
per una verità
noi noi no
noi noi no
noi noi no
noi noi no
noi noi no
noi noi no
noi o noi mai più rubati
come sarà
spaccare il mondo in due
sputare il nocciolo
con quell'ingenuità
delle canzoni mie
di un cuore incredulo
avremo le speranze
di figli in prestito
che presto cresceranno
un anno è un attimo
e un cielo accenderanno
comete come te
e quanto amore e sete
che possa piovere
di più giù in fondo là
più su più in alto
ancora oltre
noi noi no
noi noi no
noi noi no
noi noi no
noi noi no
noi noi no
noi o noi mai più rubati
noi che mai
finimmo di aspettare
provando a vivere
e non vogliamo andare
in paradiso se
lì non si vede il mare
noi no
noi noi no
noi o noi mai più rubati
noi noi no
noi noi no
noi noi no
noi o noi mai più rubati
noi noi no
noi noi no
noi noi no
noi o noi mai più rubati
noi noi no
noi sogni di poeti
quanto
è tardi e qui a casa mia
lei non chiama più
è un Natale da buttare via
lei viene più
guardo il telefono e penso a lei
vetri appannati son gli occhi miei
quante neve sta venendo giù
chi la fermerà...
la candela è ancora accesa
presto si consumerà...
Dio tu stai nascendo e muoio io
tu che faresti al posto mio
ora che perdo pure lei
ho dato un calcio ai sogni miei
Dio ma che Natale è questo mio
campane a festa anche per me
se tu mi senti ma perché
non fai tornare chi non c'è più
quanta neve sta venendo giù
piangerà con me...
notte
di note note di notte
di luna che imbroglia i cani
vagabondi invisibili nelle vie che sanno tutto
e ci cammino
a tempo col rumore della terra che gira
e fornai che fanno il pane di domani
secchi d'acqua che svegliano i balconi
cotti di sole del mattino
in questa notte di ragnatele
di fili notturni sul mio viso
l'alito largo del vento mi segue
annusando i pantaloni
e quante dita stanno acchiappando note
che cadono giù dal paradiso
e le giornate si chiudono
dietro le serrature dei portoni
buona notte ai piccoli dolori
buona notte a tutti i suonatori
buona notte a queste nubi d'inchiostro
buona notte a questo figlio nostro
qui in questa curva di cielo
ed ogni odore è un ricordo
che torna a bruciapelo
e porta via
la sete i giorni sbagliati per una notte di pace
nei cuori affaticati
notte di note note di notte
tesa come pelle di tamburo
fari che bucan la pazienza dell'aria
cercando di capirmi gli occhi
in questo stesso istante tra la California e il
Giappone
c'è chi inventerà il futuro
per tutti gli uomini che passano
sui fogli del mondo come scarabocchi
in questa notte di stelle distratte
sorprese da un'alba che confonde
muri vecchi
che respirano un giovane cielo rattoppato
e un risveglio salato di mare
nei cortili deserti che scavalcano le unde
come qualcosa di rauco
che ti chiedi cos'è mentre ti è già passato
buona notte ad ogni nota d'arganto
buona notte a un sollievo di vento
buona notte a questo silenzio d'oro
buona notta buona notte tesoro
qui in questa via di nessuno
mi sto frugando parole
per far sognar qualcuno
quando verrà
dal cielo dove si trova
una speranza di luce
una canzone nuova
qui in questa notte di note
a guardarmi la vita
dentro le mani vuote
ma che cos'è mai
che mi fa credere ancore
mi riga gli occhi d'amore
e mi addormenterà dalla parte del cuore
notti di nessuno
notti sfrigolanti di lampioni
notti raggomitolate sui termosifoni
notti di telefonate a letto
notti di tivù private
occhi naufraghi di gatti sul tetto
notti per star su
notti in macchina a parlare in vetro basso per
fumare
notti di canzoni vecchie ancora buone da cantare
notti buie come un forno
notti insonni prima di un gran giorno
notti dure di illusioni
lunghe e scure di caffè
notti di treni frettolosi che attraversano stazioni
e scuotono valigie e cuori
notti illuminate di parole grosse e di rumori
notti uscite da una festa
notti con i bigodini in testa
notti e nuvole più grandi del cielo
e il gelo di un autogrill
e se stanotte tu mi fossi accanto
stanotte che ti voglio e non sai quanto
e se potessi fare in modo che Roma
non fosse lontana per te
tu che sei stata e sarai tra le persone più mie
tu che mi stai nei quattro angoli del cuore
ridammi in dietro questo amore
l'amore delle mani tue
notti assonnate di lancette che sbucciano i minuti
e pioggia dietro ai vetri a cordicelle
notti di alberi fioriti di nuovi amori e nuove stelle
notti di un antifurto disperato
notti volanti di polizia
notti di un amore disgraziato
notti senza compagnia
notti di strade spalancate di vento
notti e già ne avrò passate cento
notti e quante notti amare
ad aspettare te
con la
testa piena di scirocco
e di un fresco amarcord
tippettando come un vecchio frac
o un giovane freak
a scansar la vita e i posti alt di blocco
on the road
quando il giorno batte il primo ciak
e ti alzi col cric
ieri notte tu mi hai preso al volo
dentro il tuo videoclip
come quando fischi ad un tassi
o salti sull'ultimo bus
apro l'acqua poi mi spoglio ma son solo
e che strip
anche se l'annuso ancora qui
la tua mousse
fredda fredda fredda marosa
e viene giù cosi spigolosa
piovosa
come eri tu
e sul mento mio
io risento il tuo nudo di donna
me ne uscivo dal tuo quadro
neanche fosse un Van Gogh
con i passi ai ritmo di uno scat
o di un lento ragtime
io chi sono stato il derubato o il ladro
Dylan Dog
dell'amore del tuo bancomat
del tuo numero Hot Line
ti ho lasciato dappertutto impronte
pure sul baby-doil
cosi non potrai cambiarmi tu
identikit a la police
ho buttato la pistola colt dal ponte
ho fatto goal
tanto come puoi sfuggirmi più
mai più Miss
calda calda calda nebbiosa
e viene giù
cosi turbinosa furiosa
come eri tu
e sul petto mio
io sospetto il tuo nudo di donna
fredda calda fredda odiosa
e vieni giù
cosi burrascosa smaniosa
come eri tu
e sul fianco mio
io mi abbranco il tuo nudo di donna
giusta adesso e giusta
schiumosa
e viene giù
e meravigliosa gustosa
come eri tu
e sul sesso mio
sfioro adesso il tuo nudo di donna
A Zigo-Zago c'era un mago con la faccia blu
Sul grande lago navigava con la sua tribù
Il sette di luglio la sveglia sul collo segnava le ventitre
Ha fatto un intruglio con un osso di pollo nel macinino da caffè
E mi ha rivelata la parola fatata che ora vi dirò
Oba ba luu ba oba ba luu ba
L'antica formula magica canta con me oba ba luu ba
Oba ba luu ba oba ba luu ba
è tanto facile facile facile facile basta crederci un po'
Oba ba luu ba ti può dare quello che vuoi tu
Ad occhi chiusi puoi trovare l'isola del sud
Tra noci di cocco banane e tabacco ballare sognando che
Mi baci la bocca col sorriso negli occhi notti d'amore insieme a te
Un letto di fiori la coperta a colori sull'isola con te
Oba ba luu ba oba ba luu ba oba ba luu ba oba ba luu ba…
Oba ba luu ba oba ba luu ba oba ba luu ba oba ba luu ba…
Oba ba luu ba oba ba luu ba
è tanto facile facile facile facile basta crederci un po'…
Oba ba luu ba ba ba ba ba luu ba ba luu ba ba ba ba ba luu
Ba ba luu ba ba ba ba ba luu ba ba luu ba ba ba Barbra Ann
oh
Merilù
c'eri tu
Merilù
oh Merilù
dove sei
Merilù
sei anni fa mi comprai una chitarra per poco
era già usata e la marca mi pare Kit
e fu così che con Gigi con Aldo e con Kiko
misi su un complessino di quelli beat
le prove in una cantina per seimila al mese
un bugigattolo che stava sotto ad un bar
il nostro impianto era certo di poche pretese
solo dieci watt
e dalle tre fino alle sei
con "paint it black" e "yesterday"
con un supplì e un'HB fumata in tre
e un vecchio rock
suonato in re
e poi qualcuno diceva "non mi sento bene"
era una scusa qualunque per salir su
sperava forse che fosse affacciata al balcone
proprio Merilù
la la la
ma che tempi erano quelli
e purtroppo non ci son più
anche se ogni mese arrivava il padrone
con un vocione
"fuori i soldi dell'affitto"
oh Merilù
c'eri tu
Merilù
oh Merilù
dove sei
Merilù
i primi tempi facemmo un po' di economia
la batteria coi fustini del Dixan
e dopo aver consultato l'enciclopedia
c'eravamo chiamati "I Sandokan"
ed una volta successe di suonare fuori
in un locale alla moda chiamato "Fox"
con medaglioni stivali e i vestiti migliori
le mosso copiate dai "Rokes"
e dalle tre fino alle sei
prima "Michelle" poi "Lady Jane"
e dopo un po' qualcuno urlò "che porcheria"
un vecchio rock poi tutti via
Gigi scappava alle sei c'era ripetizione
e Kiko andava in palestra per il judo
Aldo alle prese col flipper
e io sotto al balcone
della Merilù
la la la
ma che tempi erano quelli
e purtroppo non ci son più
anche se ogni tanto arrivava una vecchia
ad interromper la pacchia
"chiamerò i carabinieri"
oh Merilù
c'eri tu c'eri tu
oh Merilù
dove sei Merilù
era
uno specchio o un'eco
od un riflesso di un'assenza
io sono un vecchio ed uno spreco
io con gli occhiali io senza
tra opere e omissioni
io sono il giocatore che vita ho fatto mai
che punta ancora un altro inganno con tutte le attenzioni
sul panno usato del dolore che non ho avuto mai
per vincere il suo danno che non ho dato mai
questo mare sale dentro me
mentre io preparo il tè
ma io chi sono stato
samaritano o pigliatutto
in questo ballo mascherato
dove il costume è tutto
tra opere e omissioni
sono un sopravvissuto di questa vita ormai
fra storie naufraghe e gingilli con tutte le occasioni
un cuore muto di velluto che non ho colto mai
per appuntare spilli che non ho tolto mai
questo mare sale dentro me
mentre io preparo il tè che non ho preso mai
questo tempo danza dentro me
dentro questa stanza che che non ho chiuso mai
centro è del mio tempio a te
tra i cattivi o tra i buoni
quel biglietto bisogna estrarre
chiuso in bussolotti di milioni
di opere e omissioni
le mie chitarre prigioni
con le corde che sono sbarre
e le pene sono le canzoni
che da solo suoni e per chi
questo mare sale dentro me
mentre io preparo il tè che non ho offerto mai
questo tempo danza dentro me
dentro questa stanza che che no ho aperto mai
centro è del mio tempio a te
così mi accorgo che
il tempo è come l'aria
che esiste proprio quando manca
come un artista d'arte varia
che sul finale arranca
tra opere e omissioni
era uno specchio o un'eco di molta vita ormai
o il balbettio di una coscienza con tutte le ammissioni
e siamo in due ed un muro cieco che non ho fatto mai
io con gli occhiali io senza
giorni
di un tenero grido di sole
rauchi di mille parole
ora che ho te
che mi sei piaciuta senza fare niente
ora che ho te
amo l'altra gente
giorni passati a dividere il cielo dal mare
a prendere la rincorsa per volare
ora che ho te
passata nei miei occhi e entrata dentro il cuore
ora che ho te 6a me e il mio dolore
giorni per vivere come due stelle cadenti un
minuto
e baci pieni di tempo perduto
ora che ho te
in qualche parte del mio corpo a farmi male
ora che ho te
non e più uguale
ora che scrivo il tuo nome
anche sull'acqua e non so come
ora che ho te
e avrai sempre il sorriso di adesso
lo stesso cuore lo stesso
quando non ci sarò più io
perché‚ ogni incontro e già un addio
quando non ci sarò più io
che ora ho te
Corri regazzo vai
e non fermarti mai
La notte scendera' il freddo arrivera'
Ma non pensare che tutto sia contro te
C'e' I'amore sole giallo sorridera'
Orzowei
na na na na na . . .
Lot'ra per la tua vi(ta)
Orzowei
na na na na na . . .
Prima che sia fini(ta)
Orzowei
na na na na na . . .
E la speranza sal(e)
Orzowei
na na na na na . . .
Di battere anche (il) mal(e)
Orzowei
na na na na na . . .
Senti quel che ti di(co)
Orzowei
na na na na na . . .
Trovi sempre un ami(co).
Corri ragazzo vai e non fermarti mai
L'odio non vincera' la luce splendera'.
Orzowei
na na na na na . . .
Lotta per la tua vi(ta)
Orzowei
na na na na na . . .
Prima che sia fini(ta)
Orzowei
na na na na na . . .
E la speranza sal(e)
Orzowei
na na na na na . . . Di battere anche (il)
mal(e). Credi
nell'amore e non tradirlo mai
Lui ti guidera' lui ti salvera'
Lui ti portera' via piu' lontano
Sempre piu' lontano via cosi
Orzowei
na na na na na
l'immenso soffio dell'oceano
mi spinge via con sé a naufragare
su spiagge chiare
a un passo dalla vita muoiono
conchiglie e nelle orecchie ancora il mare
s'arrampicano in cima con quei ginocchi secchi
e tutto il mondo giù respirano
si fanno roccia
e al sole un'altra volta guardano
poi chiudono per sempre gli occhi gli stambecchi
e io ti chiedo perdono se
fratello a volte tu mi hai fatto male
io non potevo essere come te
un mago un angelo immortale
pace a noi che abbiamo avuto tanto
da smarrir la luce della semplicità
quando poi si nasce e il primo grido è un pianto
e il bambino è un uomo
che il suo nome
non sa dire mai
nel buio della terra aspettano
finché lassù una notte più irreale
come in una cattedrale
nell'aria antica cantano
per una sola estate le cicale
Virgilio cadde mentre era in volo sopra un prato
e le sue ali non si aprirono
guida di quei poeti
che un giorno si smarrirono
lui si che mi trattò da uomo e adesso è andato
ed anche noi ci lasciamo qui
Cucaio e non dobbiamo dirci niente
ci serve pure di arrivare qui
per ripartire nuovamente
pace a me che non so amare ancora
ciò che ho e non so non amar quel che non ho
fermo sull'abisso tra il rischio e la paura
cosa non mi uccise
mi lasciò la forza
di vivere
pace a te per quello che mi hai dato
e per tutto ciò che tu non mi desti mai
e così da solo un cuore l'ho trovato
forse un mondo uomo
sotto un cielo mago
forse me
ora sono libero
un uomo
oltre
ce l'ho ancora
sulla pelle
quell'odore di colline
sono lucine o sono stelle
quelle cose dove la campagna ha fine
ti ricordi pa'
mi tiravi per la mano
sul tuo passo più costante
tu un gigante e io un nano
mentre davi un nome agli alberi e alle piantee
e raccontavi fatti
e misteri di laggiù
così per lunghi tratti
e se non ce la faccio più
tu mi trovavi un legno
e io ci montavo su
con quel cavallo e un regno e uno schiocco e patapàn
al galoppo e all'avventura
sotto a quel tuo naso grosso
messo come prua e non avevo mai paura
dentro la tua scia ti stavo sempre addosso
e nella sera chiara
da lontano l'armonia
di un suono di fanfara
di un tam tam di prateria
e le tue braccia forti
che indicavano la via
ai miei ginocchi storti e agli occhi e patapàn patapàn
e patapàn patapàn
e patapàn patapàn
e patapàn patapàn
patapàn patapàn patapàn
patapànciao pa'
ma quante strade di sentieri bianchi
e quante ancora e ancora no non siamo stanchi
lo vedi come corro così veloce
dietro al tuo fischio e quella voce
se resti indietro aspetto sotto la croce
e scoppia il petto e in coppia
e andiamo avanti e patapàn
[...]
e sul ciglio di un burrone
tu facevi quella finta
di una spinta in giù e io ridevo col fiatone
e mi alzavi su nella camicia stinta
e ti sentivo dire
di chi c'è e chi non c'è più
e non poter capire
perché non è come un tram
su cui chi si vuol bene
sale e viaggia e scende giù
ma tutti quanti assieme per sempre e patapàn patapàn
e patapàn patapàn
e patapàn patapàn
e patapàn patapàn
patapàn patapàn patapàn
patapànciao pa'
così hai saltato giù e ora sei in volo
ti sei fermato un giorno e io corro solo
perché non m'hai aspettato e stai lontano
e non mi prendi più per la mano
che senza un legno adesso un po' più piano vado
spesso cado
ma andiamo avanti
ciao pa'
ma dimmi dove è che stiamo andando
e questa vita dove mai ci sta portando
non era questo il mondo che volevamo
e non è il cielo che sognavamo
non è quel tempo, è adesso
in cui dobbiamo stare
e lo stesso andare
e andiamo avanti e patapàn
[...]
Fa' che il tempo di un
uomo non sia
un istante e poi via
che non lascia mai niente di sé
nella storia di tutta la povera gente
e che un timido abbraccio non sia
solo un frutto di inverno
ma un seme d'eterno
fa' che sia così
come un canto del cuore
come per incanto e per amore
fa' che il senso di un uomo non sia
la paura di amare o la scia
di una barca legata
che non prende il mare
e che questa già vecchia ribelle speranza non sia
più l'assurda distanza
tra gli occhi e le stelle
fa' che sia così
come un canto del cuore
come per incanto e per amore
fa' che il viaggio di un uomo non sia
la bugia di una meta
ma la verità della strada
che è lunga e segreta
e che un pugno di riso non sia
solo un altro abbandono
ma almeno la via di un sorriso e un perdono
fa' che sia così
per incanto e per amore
fa' che il cielo dì un uomo non sia
questa notte infinita
ma un'alba di vita
su tutta la terra
e che l'ultima guerra è finita
in un mondo con meno ingiustizia
capace di un gesto di pace e amicizia
fa' che sia così
come un canto del cuore
come per incanto e per amore
fa' che il tuo prossimo sia
non soltanto chi ti è accanto
ma anche il prossimo che verrà qui
per incanto fa' che sia così
per amore fa' che sia così
Piazza
del Popolo noi cantavamo
ed eravamo una sola cosa ...
poi tutt'a un tratto gente che piange
gente che spinge
gente che va in terra ...
mi trovo a correre come un dannato
non ho più fiato non so dove andare ...
non so dove andare ... non so dove andare ...
Ecco sono qui Pippi Calzelunghe così mi chiamo
Credo proprio che una come me non c'è stata mai
Ogni volta che devo far qualcosa combino guai
Ma alla fine poi vedo che son tutti amici miei
Pippi Pippi Pippi che nome fa un po' ridere
Ma voi riderete per quello che farò…
Tutto il giorno sto con una scimmietta e un cavallo bianco
Con un topo che tutto il mio formaggio si vuol mangiar (si vuol mangiare)
Forse non lo sai ma io qualche volta divento magica
Quello che tu vuoi dillo a me che forse te lo darò
Pippi Pippi Pippi che nome fa un po' ridere
Ma voi riderete per quello che farò
Pippi Pippi Pippi che nome fa un po' ridere
Ma voi riderete per quello che farò
Pippi Pippi Pippi Pippi Pippi Pippi
Pippi Pippi Pippi Pippi Pippi adesso è mia Pippi adesso è mia
Pippi Pippi Pippi Pippi Pippi Pippi
Pippi Pippi Pippi Pippi Pippi Pippi
è
domenica mattina
si è svegliato già il mercato
in licenza son tornato e sono qua
per comprarmi dei blue jeans
al posto di questa divisa
e stasera poi le faccio una sorpresa
c'è la vecchia che ha sul banco
foto di Papa Giovanni
lei sta qui da quarant'anni o forse più
e i suoi occhi han visto re scannati ricchi ed
impiegati
capelloni ladri artisti figli di...
Porta Portese
Porta Portese
Porta Portese
cosa avrai di più...
vado avanti a gomitate
tra la gente che si affolla
le patacche che ti ammolla
quello là
ci ha di tutto pezzi d'auto
spade antiche quadri falsi
e la foto nuda di Brigitte Bardot
Porta Portese
Porta Portese
Porta Portese
cosa avrai di più...
tutti rotti quei calzoni
si va bè che è roba usata
ma chi sà chi l'ha portata
quanto vuoi?
quella lì non è possibile che è lei
insieme a un altro
non è certo suo fratello quello
e se l'è scelto proprio bello
ci son cascato come un pollo io...
(a ragà ma che hai fatto?
ma sti carzoni li voj o non li voj?)
Porta Portese
Porta Portese
Porta Portese
cosa avrai tu?
Porta Portese
Porta Portese
Porta Portese
cosa avrai di più?
fiore de sale
l'amore fa penà ma nun se more
d'amore nun se more me se sta male
seduto
con le mani in mano
sopra una panchina fredda del metro
sei lì che aspetti quello delle 7.30
chiuso dentro il tuo palteot
un tizio legge attento le istruzioni
sul distributore del caffè
e un bambino che si tuffa dentro a un bignè
e l'orologio contro il muro
segna l'una e dieci da due anni in qua
il nome di questa stazione
è mezzo cancellato dall'umidità
un poster che qualcuno ha già scarabocchiato
dice "Vieni in Tunisia"
c'è un mare di velluto ed una palma
e tu che sogni di fuggire via...
di andare lontano lontano
andare lontano lontano...
e da una radiolina accesa
arrivano le note di un'orchestra jazz
un vecchio con gli occhiali spessi un dito
cerca la risoluzione a un quiz
due donne stan parlando
con le braccia piene di sacchetti dell'Upim
e un giornale è aperto
sulla pagina dei films
e sui binari quanta vita che è passata
e quanta che ne passerà
e due ragazzi stretti stretti
che si fan promesse per l'eternità
un uomo si lamenta ad alta voce
del governo e della polizia
e tu che intanto sogni ancora
sogni sempre sogni di fuggire via...
di andare lontano lontano
andare lontano lontano...
sei li che aspetti quello delle 7,30
chiuso dentro il tuo paletot
seduto sopra una panchina fredda del metro
la prima era solo
un sogno
suono lontano suono di naso e metallo
fragore di treno sugli scali
telegrafo che scarica sillabe incomprensibili
il frusciare di una manopola che insegue una
frequenza
cinema muto al contrario dove c'è solo la voce
voce di un al di là senza forma che quella voce
lascerai cantare
senza che tu sappia cosa siano queste emozioni
nè che faccia abbiano nomi che le strappano dal
cuore come spine dai piedi
e bruciano la pelle in una chimica sconosciuta
che attraversa la schiena e fa stringere i pugni
lui ti guarda ma non spiega
porta l'indice alle labbra e ti chiede di aspettare
e finalmente salta
ti passa una mano tra i capelli e ridete insieme
lui contento per qualcosa che non sai
tu a deglutire l'amaro che ti lascia capire
che nello stesso sogno è dura stare insieme
la seconda era erba e gesso
nebbia di gambe e vapori di fiato
tra braghe lunghe e scarpe pesanti
a insegiore lingue di cuoio cucite a sfera
dietro un vetro così convesso
che era come guardare il mondo da uno spioncino
un mondo dal quale separava un oceano
ma che quel cubo rendeva così vicino
che bastava allungare un dito per poterlo toccare
erba e gesso
in un paese che si è appena svegliato
ma non ha ancora realizzato
se quello che ha passato è davvero passato
nero come il lutto di Roma città aperta
bianco come il punto interrogativo
che una mano incerta traccia sul foglio senza righe
di un futuro che si sa solo cosa non dovrà mai più
essere
nello schermo nani e giganti
giganti e nani a corrersi incontro
abbracciarsi e liberare le mani
sotto milioni di facce che ondeggiano come spighe
di grano
accarezzate dal soffio di un'unica emozione
anime mai viste che siedono accanto e si tengono
per mano
la prima vertigine confonde toglie il fiato
ha il nome di un satellite che con il suo ago cuce
distanze siderali
e ci fa stare una notte intera sull'orlo di un
precipizio
silenzio di un urlo a trattenere il fiato e sperare
che dopo essere caduti tre volte nella polvere
si torni ancora una volta sull'altare
poi trovarsi a cantare con la voce di un miliardo di
persone
e finalmente una estate
l'erba diventa verde e il gesso bianco e le maglie a
colori
sembra di essere tornati a lascia o raddoppia
la gente fa ressa ai tavolini dei bar
a seguire la prima volta dei cinque cerchi senza gli
americani
con la memoria ancora illuminata dalla scia della
cometa di Bayes
ma i pensieri già in fuga solitaria
per capire se la Spagna sarebbe stata Messico o
Corea
la terza è la più forte
porta il nome di Pablito e avrà per sempre la
faccia di Marco Alberdel
una corsa pazza e un grido che hanno fatto il giro
del mondo nei telegiornali
sulle copertine di tabloid e quotidiani
e ancora vibrano dentro nei mille come eravamo
ai quali ancora oggi ci teniamo aggrappati
e ancora una volta giornali a mezzanotte
e partite nelle fontane e tutte le auto che diventano
decappottabili
migliaia amici sconosciuti dietro un pallone
sparato in cielo
per tornare a casa e buttare la testa sotto l'acqua
ghiacciata della vita
un po' perché il risveglio non uccida
ma soprattutto perché la prossima possa essere
ancora una prima volta
e ci siano facce e nomi da strappare dal cuore
come spine dai piedi
l'ultima è Roberto che spara troppo alto alla
lotteria dei rigori
sembra ieri ma ne è passato del tempo e il conto
ormai segna cento
a pensarlo così in ginocchio sul dischetto
sotto lo sguardo da marmo greco dei compagni
sequestrati a centro campo
capisci che la vita scorre in gran parte prima del
calcio di rigore
e che la distanza che ti separa dalle cose è quella
c'è sempre uno che fischia
e un altro ti fissa con occhi di lava
la cosa più difficile è capire che il senso non sta
nel buttarla dentro o fuori
ma nel prendere la rincorsa
e tirare
fammi tornare sull'asfalto amaro
sotto un sole che non da ombre
cartelle e cappotti a far da palo
e polvere e vento e sale
fino a quando fa scuro e non ci si vede più
e l'aria brucia in gola e fa tossire
ho ancora voglia di sentire una voce che chiama
e di capire che è ora di rientrare
(esterno giorno) finestra di una casa
con il bianco quadrettato
(lento carrello in avanti) dal sole mezza invasa
lui col mento un po' appoggiato
sul bordo del piano
i tasti bianchi e neri
non c'è suono n‚ rumori
(primo piano di lui) negli occhi ha dei pensieri
chiusi in cerca di colori
(stacco) ora corre una spiaggia
fatta a scimitarra
(interno giorno) lui buttato su un divano
abbraccia una chitarra
(fuori campo) una voce in napoletano
eco di un vecchio canto
che cammina in fondo al mare
e gli bagna le labbra
lui se la mette accanto
(particolare) sulle corde a risuonare
puoi
darmi un grammo d'aria fina
la nostalgia di un luna park
una nota blues persa in un cortile
le storie del l'ultimo tram?
puoi darmi un briciolo d'autunno
le voci di una birreria
la fotografia di quei tuoi segreti
un goccio di curiosità
od un vetrino blu
per colorare il cielo?
puoi darmi un 'isola per i pensieri miei
o una girandola che non si ferma mai?
no tu non puoi non puoi
non dire che ce la farai
non dirlo mai...
mai...
puoi darmi un raggio del tuo sole
la fine di una galleria
la fragilità... della prima neve
o l'agonia di un venerdì
un soldo di poesia o un poco del tuo amore?
puoi darmi il numero della felicità...
la noia di città dietro a un semaforo
no tu non puoi non puoi
non dire che ce la farai
ma resta qui se puoi...
tu lo puoi
quando e cosi
e hai fatto il callo alla malinconia
e con la testa sei tremila miglia più lontano
quando scivola di mano l'allegria
quando e cosi
e tu tu non sei più la mia pazzia
e farlo adesso non e più giocare
non e più volare
e questa noia ci trascina via
no ti prego no
non giurare non promettere mai più
no ti prego no
non serve più
se tra noi non c'è più niente
se non e rimasto niente
quando è cosi
e fumi troppo e bevi un po' di più
e non hai più parole per parlare
n‚ un biglietto per partire
e denti per sorridere
no ti prego no
non mentire no non fingere di più
no ti prego no
non serve più
se tra noi non c'è più niente
se non e rimasto niente
no ti prego no
non fermarmi non uccidermi di più
no ti prego no
non toccarmi non confondermi di più
no ti prego no
non serve più
se tra noi non c'è più niente
se non e rimasto niente
no ti prego no
non serve più
se tra noi non c'è più niente
se non e rimasto niente
quando
tu mi baci
sento un "non so che"
sarà quel sapore
che hai
quando tu mi baci
quanto piaci a me
saranno le tue labbra
ma chissà ...
ma se tu non torni
e resti via dei giorni
solo in casa sento un freddo
da Polo Sud
ti vorrei gridare
son stufo di aspettare
che ogni tanto ti ricordi
che nel mondo esisto anch'io
ma ora se mi baci
io mi accorgo che
è il tuo dentifricio
che piace a me
la
mia faccia
riflessa sul vetro
ogni cosa sparisce
succhiata all'indietro
tutto quanto
si è fatto sbiadito
ed il campo diventa
un immenso tappeto
la mia borsa di corda
mi fa da cuscino
non posso dormire
nemmeno
una striscia di asfalto
che corre vicino
insegue noiosa
il mio treno
ed il sole più rosso
laggiù all'orizzonte
dà l'ultimo addio lentamente
un mucchietto di case
aggrappate ad un monte
mi sembrano
come dipinte
e un pupazzo di paglia
sperduto tra il grano
non ha per compagno
nessuno
la mia mente
si perde lontano
mi sento più libero
sopra il mio treno
quanta pioggia ho veduto
cadere leggera
quante volte ho sognato
sui ponti la sera
quanta polvere
quante città'
quanta vita ho lasciato
qua e là
quanta strada da fare
però
quanta strada
ancora non lo so
ed i fili dell'alta tensione
si incrociano
e danzano
senza ragione
la mia giacca di pelle
ha perso un bottone
è vecchia
ma va ancora bene
l'acqua calma del fiume
riposa di lato
più grigia
vicino al canneto
la mia faccia
riflessa sul vetro
ogni cosa sparisce
succhiata all'indietro
quanta pioggia ho veduto
cadere leggera
quante volte ho sognato
sui ponti la sera
quanta polvere
quante città'
quanta vita ho lasciato
qua e là
quanta strada da fare
però
quanta strada
ancora non lo so
me ne
vado nella notte logorando strade
han lavato il cielo ed ora è ad asciugar sui muri
come quando i miei si vomitavano parole
ed allora mi mandavano a giocare fuori
tu non ci sei
tu non sei più con me
il mio amico sta dicendo che mi vuole bene
ha bevuto troppo e non ricorda più il nome
le finestre occhi spenti stanno già sognando
mulinelli di cartacce e le panchine vuote
non avrei voluto essere il primo della classe
non avrei voluto mai portare i primi occhiali
ho paura di specchiarmi dentro una vetrina
e scoprirmi a ridere di me e dei miei pensieri
sotto il tacco il tacco delle scarpe mezzo
consumato
un giornale spiegazzato pieno di pedate
grande prima eccezionale per il film dell'anno
avventura sesso e una valanga di risate...
quante volte ti ho pensato
sulla sedia di cucina
quante volte ti ho incontrato
nelle cicche che spegnevo
quante volte ti ho aspettato
quante volte ti ho inseguito
quante volte ho chiesto te...
e come gridavo sul cavallo del barbiere
il mio amico si è fermato e sta scalciando un sasso
lui non ha una donna perché ha l'alito cattivo
soffre un po' di tenerezza e parla con se stesso
guardo le mie dita gialle sono tanto stanco
di sputare i mozziconi di tutta una vita
giro salto e ballo come un orso ammaestrato
come vorrei fare a pezzi quella luna idiota
quante volte ti ho pregato
mentre mi graffiavi il cuore
quante volte ti ho guardato
mentre mi cavavi gli occhi
quante volte ti ho cercato
quante volte ti ho trovato
quante ho perso te...
qui
c'è ogni giorno una partenza
ma non aspetto più un arrivo
e intanto vivo un'esistenza
senza data di scadenza su
così ho finito la speranza
quando il mio punto esclamativo
piegò la schiena come un'ansa
e interrogativo diventò
quanto tempo ho
per dire io chi sono o chi fui io
per correre a vedere chi sarò
tra l'obbligo e l'oblìo
giocattolo di un dio
col nome e il numero
io sono quel gabbiano in gabbia
che piange lacrime di vetro
acqua lasciata sulla sabbia
che tornare al mare più non può indietro
quanto tempo ho
per la mia buonuscita prima o poi
da questa vita o manca ancora un po'
in fila coi vassoi
davanti ai pisciatoi
c'è da aspettare o no
per quando tocca a noi
che siamo comici che piangono
pubblici che non ridono
che siamo angeli che imprecano
e demoni che pregano
quanto tempo ho
per chiedere di avere un giorno in più
che è pure un giorno in meno che io avrò
per spegnermi quaggiù
con occhi da Gesù
buttati al cielo
quanto tempo ho
per vivere di questa malattia
di vivere e morire io non so
prima che tutto sia
e vivo l'agonia
di quanto tempo ho
cosa
ho fatto
nella testa una musica
che mi far diventar matto
una macchina prima per poco
non mi ha messo sotto
l'avesse fatto almeno finiva tutto
torno a casa
e rivedo in un attimo un bar
una casa una chiesa
ma che bella sorpresa mi hai fatto
e chissà quale scusa hai trovato tu...
ma che cosa è cambiato...
ma dov'è che hai buttato il mio amore
e non se sia meglio sparire
e non so dar retta al mio orgoglio
non so se ora ma...
io ti voglio quanto ti voglio
e non posso fare a meno
di te di ieri
dei tuoi grandi occhi chiari
sei ancora quella che eri o no?
"ciao soldato"
sulla porta mia madre felice
mi ha già salutato
non le ho neanche chiesto "stai bene?"
e davanti le sono passato
"Dio che sei diventato?"
"mamma lasciami stare da solo"
"ti preparo qualcosa avrai fame?"
"non ho fame non ho proprio niente
non voglio nessuno..."
io ti voglio quanto ti voglio
e non me ne importa niente
di ciò che hai fatto
se ci sei stata a letto
tanto il tempo aggiusta tutto...
Io ti odio ti odio ti odio
ma perché sei tanto bella
ti odio
perché non scompari perché non ti uccidi...
e perché ti voglio io...
(esterno notte americana) tra gli alberi di un bosco
(macchina a spalla) lui si aggira diffidente
con uno sguardo fosco
(scene veloci) tra i cespugli della mente
e il suo fiato che appanna
un volto in uno specchio
(effetto flou) a spiarsi i lineamenti
si vede un po' più vecchio
(flashback) lui bambino si mostra i denti
per farsi paura
dentro un videogioco
(in successione) immagini di vita reale
(primissimo piano) sul dito che fa fuoco
contro i demoni del male
(interno notte) lui in piedi accanto al piano
(dolly indietro) e raccoglie i fogli li vicino
uno a uno per bene
e se li stringe in mano
(fermo immagine) poi s'incurva in un inchino
i peli
sopra il labbro e bolle sulla pelle
un concorso di canzoni a Centocelle
feste in casa e il tavolo sulla parete
panini misti e spuma per la sete
la fonovaligia e le serrande scese e i genitori di la
primo bacio per sapere come si fa
un maestro di chitarra e un'ora di lezione
una ragazzetta e farle la dichiarazione
il braccio sulle spalle ed una pizza
e i giorni in dasse con un po' di strizza
le chiacchiere degli amici al bar e per tutti
"agonia"
e il 66 e il tempo vola via........
non è niente
e tutto sta in quel niente
e tutto sembra uguale a sempre intanto i due lì accanto
sono quasi al conto
lui non parla tanto e spiega
come un maschio alla deriva
con il raschio che gli annega
giù nella saliva
lei ha un'aria persa
da uscita di scuola
e ogni tanto si versa
una mezza parola
lui si sofferma
a guardare l'orario
ma la vita ferma
su un altro binario
cuore e amore
qui non fanno rima
non è come un quiz
e quella giusta è l'ultima risposta
non la prima
lei che fa una faccia apposta
e sbraccia nella luce brutta
che si butta sul vestito
che la tocca tutta
lui con la ruga
di quando è un po' tardi
la linea di fuga
di tutti ì suoi sguardi
lei è già quell'altra
che ha la stessa voce
ma un po' meno scaltra
e un po' più feroce
lui vede sé dentro un riflesso
lei che non c'è sempre più spesso
ma che cosa è mai
è splendore per pochi angeli
è dolore per tanti diavoli
e per gli uomini è amore
specchio degli dei
che a sorprendersi lì dà i brividi
fino a prendersi graffi e lividi
ed arrendersi come quei due
e sono aghi di pino
al vento che ha soffiato su
un momento
per buttarli lì vicino
e illuderli di aver volato
lui ha un sorriso più smagliato
e si specchia e taglia
strade di tovaglia
e quella storia vecchia
che già impaglia
lei che s'appoggia
che si riempie il seno
e su guance di pioggia
occhi d'arcobaleno
lui l'accarezza
col dorso di una mano
e quanta bellezza
che cade lontano
lei a mento in su e un lato solo
lui a testa in giù caduto in volo
ma che cosa è mai
è un rumore di quanti battiti
è un rancore di troppi fremiti
e per tutti è l'amore
favola da eroi
che pretendersi lì è da stupidi
per nascondersi poi da pavidi
e perdersi come quei due
non è niente
e tutto sta in quel niente
e tutto sembra come sempre
non è niente
e intanto i due lì accanto
sono al conto
ma che cosa è mai
è il bagliore di alcuni attimi
è l'errore di mille secoli
e per sempre è l'amore amore
e muore prima o poi
con lo svendersi il cuore e l'anima
con lo spendersi ogni lacrima
e rendersi conto che siamo noi
quei due
che
silenzio qui dentro
quanto tempo che non metto più piede in chiesa ...
Dio è proprio da tanto
che io non vado d'accordo con te
ma è a te
che chiedo una cosa
benedici qui in chiesa
me suo sposo e lei mia sposa ...
tra le gioie e i dolori
tra la vita e la morte nel bene e nel male
con le spine e coi fiori
col sorriso e col pianto con te ...
amore mio ... ti prendo da adesso
fino all'ultimo passo
e ... con tutto l'amore che posso ...
quella
sua maglietta fina
tanto stretta al punto che mi immaginavo tutto
e quell'aria da bambina
che non glielo detto mai ma io ci andavo matto
e chiare sere d'estate
il mare i giochi e le fate
e la paura e la voglia
di essere nudi
un bacio a labbra salate
il fuoco quattro risate
e far l'amore giù al faro...
ti amo davvero ti amo lo giuro...ti amo ti amo
davvero!
e lei
lei mi guardava con sospetto
poi mi sorrideva e mi teneva stretto stretto
ed io
io non ho mai capito niente
visto che ora mai non me lo levo dalla mente
che lei lei era
un piccolo grande amore
solo un piccolo grande amore
niente più di questo niente più!
mi manca da morire
quel suo piccolo grande amore
adesso che saprei cosa dire
adesso che saprei cosa fare
adesso che voglio
un piccolo grande amore
quella camminata strana
pure in mezzo a chissacchè l'avrei riconosciuta
mi diceva "sei una frana"
ma io questa cosa qui mica l'ho mai creduta
e lunghe corse affannate
incontro a stelle cadute
e mani sempre più ansiose
di cose proibite
e le canzoni stonate
urlate al cielo lassù
"chi arriva prima a quel muro..."
non sono sicuro se ti amo davvero
non sono...non sono sicuro...
e lei
tutto ad un tratto non parlava
ma le si leggeva chiaro in faccia che soffriva
ed io
io non lo so quant'è che ha pianto
solamente adesso me ne sto rendendo conto
che lei lei era
un piccolo grande amore
solo un piccolo grande amore
niente più di questo niente più
mi manca da morire
quel suo piccolo grande amore
adesso che saprei cosa dire
adesso che che saprei cosa fare
adesso che voglio
un piccolo grande amore...
nebbiosi formicai di
case
puzzo bruciato di città
qui Dio non c'è
fango di vie foruncolose
Cristi e Marie senza pietà
bavose anime sperdute
brillocca umanità di bar
qui Dio non c'è
notte di braccia siringate
strade di disperato crack
pagine di libro
da voltare co meccanico dolore
senza aver capito tutto
senza rammentare
ore a pancia sotto
e un treno elettrico girava
e quando deragliava
ci soffrivo un po'
voci stonate di viados
luci bugiarde di reclame
qui Dio non c'è
facce piovose di murales
raschi di lama sotto il tram
ho vissuto giorni opachi
come gli ubriachi usano
i lampioni per sorreggersi
non per illuminarsi
fine delle trasmissioni
e andavo a letto
e un panno umido sul petto
di tristezza in me
il mondo è così
no il tuo mondo te lo fai
questo mondo è lui che ci si fa
quante volte io
rinnegato lo cercai
e non mi ha cercato mai quel Dio
e volevo solo un segno
ma il cielo è come un vecchio pazzo
con un violino aspide
qui Dio non c'è
pagare di continuo il prezzo
sentirsi sempre un ospite
a rubare il fuoco
ci si bruciano le vite
ma un po' d'aria per campare
si respira anche dalle ferite
piano entravo nella stanza
con il grano ad asciugare
e rotolavo dentro
a testa in giù
il mondo è così
no il tuo mondo te lo fai
questo mondo è lui che ci si fa
quante volte io
rinnegato lo cercai
e non mi ha cercato mai quel Dio
che dormì nelle montagne
nelle piante respirò
che sognò con gli animali
e con l'uomo si destò
e se non mi fosse andato mai
di bere
avrei imparato a farlo
e allora Dio bevi con me
insieme a me
chiudi a chiave la
porta
mi fai un poco pena
un ceffone sul viso
a letto
senza cena ...
quel rossetto
a tuo padre ...
non è andato giù ...
e ti bruciano ancora
quelle cinque dita
mentre asciughi
gli occhi
ma non sei pentita
"babbo me la paghi
domani ...
scappo via ..."
ti avvicini allo specchio
sfili via la gonna
mica male le gambe! ...
sembri già una donna ...
un bottone
poi un altro
e la camicia
e voilà
vola sopra il comò ...
e le scarpe più o meno
la stessa fine
quelle calze pian piano
come hai visto al cine ...
poi ti alzi in piedi
e quel che avevi
non l'hai più ...
guardi in giù
se il tuo seno è un po' di più
se è un po' cresciuto
tiri su i tuoi capelli
fai le facce strane
come in un film muto
sarà peccato
giuro
non lo faccio più
caro Gesù
Giuseppe Maria
siate la salvezza dell'anima mia...
la camicia da notte
quella di tua nonna
poi ti soffi il naso
metti a posto la gonna
togli via il rossetto
e con l'acqua del catino
ci annaffi i lillà ...
ti fa un giro di valzer
con il tuo cuscino
fai a metà del pane
con il canarino
poi con un gran salto
fin sopra il letto
oplà ...
ecco qua
come cena
pane ed unghie
non ti piace
cosa fa
quel fumetto
poi ti va
perché
l'attore è bello e audace
il segno della croce e
poi lo metti via
caro Gesù
Giuseppe Maria
vi dono il cuore e l'anima mia...
fissi a lungo un trave
ma che hai da pensare
la faccenda è grave
tra molliche
e zanzare
pancia sotto
di fianco
bevi un sorso d'acqua
ti rigiri
ma dentro cos'hai
e poi
per guardarti ancora nello specchio
tiri su la camicia
ti alzi su
in ginocchio
c'è un rumore
smorzi il lume
e ... buonanotte al secchio ...
trattenere il fiato
era stata dura
fermo lì a guardare
dentro la fessura
poi
ti inciampo in qualcosa
che razza di figura ... ! ...
e chissà
chi hai creduto
fosse nel solaio
se già
dormi
o ridi
cosa fai nel buio
zitta con tuo padre
sennò succede un guaio ...
nei
mattini pallidi appena imburrati di foschia
risatine come monete soffiate nei caffè
facce ingenue appena truccate di tenera euforia
occhi chiari, laghi gemelli, occhi dolci amari
io le ho viste
fra cemento e cupole d'oro che il vento spazza via
sotto pensiline che aspettano sole il loro tram
coprirsi il cuore in mezzo a sandali e vecchie
camicie fantasia
e a qualcuno solo e ubriaco che vomita sul mondo
io le ho viste portare fiori e poi fuggire via
e provare a dire qualcosa in un italiano strano
io le ho viste coi capelli di sabbia raccolti nei
foulards
e un dolore nuovo e lontano tenuto per la mano
io le ho viste che cantavano nei giorni brevi di
un'idea
e gomiti e amicizie intrecciati per una strada
io le ho viste stringere le lacrime di una primavera
che non venne mai
volo di cicogne con ali di cera
ancora le ho viste
far la fila con impazienza davanti ai gelatai
quando il cielo stufo d'inverno promette un po' di
blu
piccole regine fra statue di eroi e di operai
lievi spine d'ansia nei petti rotondi e bianchi
io le ho viste
eccitate buffe e sudate per la felicità
negli alberghi dove si balla gridare l'allegria
e bere birra e chiudere fuori la solita neve e la
realtà
e ballare alcune tra loro e ballare e poi ballare
le ho viste
nelle sere quando son chiuse le fabbriche e le vie
sulle labbra vaghi sorrisi di attesa e chissà che
scrivere sui vetri ghiacciati le loro fantasie
povere belle donne innamorate d'amore e della
vita
le ragazze dell'est
"t'aggio voluto bene
tu m'hai voluto bene a me
mo nun'nce amammo cchiù
ma a vvote distrattamente pienzo a te..."
è l'una snza luna
senza te e senza la mia stella
dopo non l'ho cantata più
la tua canzone Reginella
ti dissi proprio una idiozia
forse per farti torto
quando ti urlai
che era durata pure troppo
il cuore lo trovai in corsia
caduto mezzo morto
poi si rialzò ma restò zoppo
a vita
dicevi di essere di Napoli
ma non c'eri mai stata
e se si usciva avevi sempre su
qualcosa un po' scollata
anche quei nomi che inventai
quando li pronunciavo
non era chiamarti ma per sospirarli
nemmeno un gatto ti comprai
o un uccellino schiavo
compagno di segreti
per imprigionarli
fabbricai le reti
ma una bella gabbia no...
lo so Reginè
che mi hai voluto bene
forse più di me
e quello ti rimane
sopra il letto delle nostre cene
non c'era un gran che
c'eri tu Reginè
ma perché hai dato un po' di te
a ognuna delle altre donne
quanto di te darai agli uomini
per farmi stare insonne
chissà se amavi proprio me
nel tempo in cui mi hai amato
ma proprio me hai smesso
tu di amare un giorno
ed io incendiai tutto di te
ma si smorzò bagnato
dal pianto del rimpianto
che pioveva intorno
al mio annuncio affranto
triste vedovo di te
lo sai Reginè
che ti ho voluto bene
e mai l'ho detto a te
ci ho fatto una canzone
e almeno questa ti appartiene
come un po' di me Reginè
Reginella
balla Reginè bella
finché vorrai ballare
anche il tuo re
non ti potrà vedere
nel passato ti verrà a cercare
e dicono che se ne va
camminando in fondo al mare
danzando
lassù cantano le
colombe
della guerra
mentre quaggiù
urlano ai crocevia le trombe
tutti a terra giù
e ancora non fa giorno su questa via
e il gelo tutt'intorno va come una spia
negli occhi di chi piange poesia
e come te sta lì
tu e il tuo strumento che non ha suonato più
e allora fatti avanti mettiti là
non siamo così tanti ma se accordi un la
ci diamo un avvio sperduti già
in mezzo al crepitio
qua come uno supplica che cerca un Dio
lassù rullano
sorde bombe
come squassi
mentre quaggiù
le mine sono mute tombe
sotto i passi e giùe ancora pioggia scura come caffè
che inzuppa di paura e dietro di sé
trascina follia sopra il pavé
di un mondo in agonia
che alza un lamento sulla scia di un lungo
requiem e allora suona forte
più di così di più e più che puoi
più forte della morte che è fuori di qui
e dentro di noi
più in alto sì di tutto quanto poi
ché qui è la musica che mai mori
nella
sua casa tipo night seduto su un baule sta
senza le sedie che siccome eran portabili gliel'han
portate via
già
con i capelli incerti e con un'andatura a trottola
lui s'avventura in mare con la giacca a vento sugli
slip
dieci cornetti ogni mattina cinque in un posto poi
cambia bar
un viso buono strano uomo che non puoi capire tu
se scende sei scalini ne risale quattro e ne riscende
tre
amante della minerale effervescente naturale
con l'ossessione dello specialista e delle malattie
romano un grande cuore grande in mezzo ai
quadri perduto
ehi romano come sta? Sto male malissimo Lucia
io sto male tanto male - io sto tanto male Lucia
e tiene in vista un organo elettronico con batteria
ricco di bozzi di ditate di aranciate di sua moglie
Lucia
e ti racconta la sua barzelletta della pecora
che nacque nera e dopo un'ora non si sa come fini
romano un grande cuore grande le tasche piene di
fiori
ehi romano come stai? Sto male malissimo Lucia
io sto male tanto male io sto tanto male Lucia
ehi romano come va? Sto male malissimo Lucia
io sto male tanto male io sto tanto male Lucia
io sto male tanto male sto male malissimo Lucia
io sto male tanto male
sto male malissimo
sto male malissimo
Passerotto
non andare via
Nei tuoi occhi il sole muore già
Scusa se la colpa è un poco mia
Se non so tenerti ancora qua
Ma cosa è stato
Di un amore
Che asciugava il mare
Che voleva vivere
Volare
Che toglieva il fiato
Ed è ferito ormai
Non andar via
Ti prego
Passerotto non andare via
Senza i tuoi capricci che farò
Ogni cosa, basta che sia tua
Con il cuore a pezzi cercherò
Ma cosa è stato
Di quel tempo
Che sfidava il vento
Che faceva fremere
Gridare
Contro il cielo
Non lasciarmi solo no
Non andar via
Non andar via
Senza te morirei
Senza te scoppierei
Senza te brucerei
Tutti i sogni miei
Solo senza di te
Che farei
Senza te
Senza te
Senza te
Sabato pian piano se ne
va
Passerotto ma che senso ha
Non ti ricordi
Migravamo
Come due gabbiani
Ci amavamo
E le tue mani da tenere
Da scaldare
Passerotto no
Non andar via
Non andar via
Senza te morirei
Senza te scoppierei
Senza te brucerei
Tutti i sogni miei
Solo senza di te
Che farei
Senza te
Sandokan Sandokan
Più crudele è la guerra l'uomo sa cos'è la guerra
Giù dal cielo scende un tuono tutto intorno è un grande suono
Nasce il seme dalla pianta il grande albero adesso canta
Caldo e tenero è l'amore l'uomo sa cos'è l'amore
Corre il sangue nelle vene grande vento nella notte calda si alzerà
Sandokan Sandokan giallo è il sole e la forza mi dà
Sandokan Sandokan
Dammi forza e ogni giorno ogni notte il coraggio verrà…
Sandokan Sandokan giallo è il sole e la forza mi dà
Sandokan Sandokan
Dammi forza e ogni giorno ogni notte il coraggio verrà…
Sandokan Sandokan giallo è il sole e la forza mi dà
Sandokan Sandokan
Dammi forza e ogni giorno ogni notte il coraggio verrà…
La conchiglia suona piano il mare ormai è già lontano
Sale e scende la marea e tutto copre e tutto crea
Corre il sangue nelle vene grande vento nella notte calda si alzerà
Sandokan Sandokan giallo è il sole e la forza mi dà
Sandokan Sandokan
Dammi forza e ogni giorno ogni notte il coraggio verrà…
Sandokan Sandokan giallo è il sole e la forza mi dà
Sandokan Sandokan
Dammi forza e ogni giorno ogni notte il coraggio verrà…
Sandokan Sandokan giallo è il sole e la forza mi dà
Sandokan Sandokan
Dammi forza e ogni giorno ogni notte il coraggio…
Dammi forza e ogni giorno ogni notte il coraggio…
Dammi forza e ogni giorno ogni notte il coraggio ve…
se tu sapessi
casomai
che sogno te da mille anni
se tu sapessi che è così
forse lo cercheresti qui
l'amore
se ti accorgessi che caso mai
tu solamente mi stai a cuore
se tu capissi che d'ora in poi
resto aggrappato ai sogni tuoi
per non cadere e non morire più
malgrado tutto ciò che pensi tu
malgrado tutto ciò che pensi tu
io voglio stare con te
restarti nel cuore
non calpestare un fiore
che solo muore da solo da solo
ma che cosa ti costa
per far rinascere il sole
trovar le parole per dirmi se
se ti accorgessi casomai
che io per te valgo qualcosa
potrei inventarmi in una sera
sotto una luna di primavera
un amore
se tu venissi incontro a me
scordando il resto in un momento
se tu venissi come il vento
ed il mondo diventasse un punto
che si cancella quando vuoi
malgrado tutto ciò che mi dirai
malgrado tutto ciò che mi dirai
io voglio stare con te
restarti nel cuore
non calpestare un fiore
che solo muore da solo da solo
ma che cosa ti costa
per far rinascere il sole
trovar le parole
per dirmi se ...
se ti accorgessi casomai
se ti accorgessi che mi vuoi
amore amore amore amore
(esterno all'alba) un vicolo di vento
dentro un abito importante
si dondola contento
(cameracar) lui strimpella sul volante
di un'auto scoperta
un po' di barba scura
(interno casa) nella tenda della doccia
si muove una figura
(dissolvenza) mentre cade qualche goccia
sulla macchina da scrivere
sopra le gambe
(in soggettiva) un televisore acceso
facce contorte e strambe
(totale) lui su un letto come arreso
(panoramica) sul pubblico che aspetta
dentro il fumo ed il sudore
e scandisce il suo nome
lui sale la scaletta
(controcampo) e si accende un riflettore
"pronto ciao son tornato ci vediamo vuoi?
sempre al solito posto
presto più che puoi!"
ed arrivi di corsa
con quel naso in su
"sembra un po' il primo giorno ti ricordi tu?"
e in silenzio passiamo per strade deserte
colorate di vino bestemmie e di carte
abbozzare ogni tanto un sorriso uno scherzo
ed accorgersi che tutto questo è un po' falso
"non abbiamo parlato mai troppo noi due"
"non lo so com'è stato però non c'è verso"
"tutto quello che è stato l'abbiamo già perso
l'abbiamo già perso"
e con te con te
mi son messo seduto
però che peccato
non mi avessi veduto
un poco più pettinato ...
e con te con te
mi son chiesto spesso
che cos'era successo
ma ci avrei scommesso
di starti ad un passo dal cuore ...
ed ora siamo ad un passo dal finire tutto
senza alcuna ragione chi l'avrebbe mai detto
e lasciarci in strada come due cretini
con quell'ultimo bacio e una stretta di mani
e non serve più a niente
gridar non è vero
e non serve più a niente
dar pugni nel muro
e non serve più a niente
l'amore che posso
non serve a niente ...
non serve a niente ...
non serve a niente ...
non serve a niente ...
è un po' che mi
sento così giù di corda
che chiedo scusa anche se acciacco una merda
con te lontana la vita è più balorda
la mia chitarra sta lì senza una corda
sono solo sotto il sol e so solo un solo in Sol la prendo su prima che
anche lei si perda
sono solo sotto il sol e so solo un solo in Sol
che più mi scordo di te e più mi si scorda
sono solo sotto il sol e so solo un solo in Sol
vedi anche tu che
non posso più farci niente se amo
l'umanità ma non mi va giù
tutta questa gente
e resto qua nella castità
e suonare mi basta
e la musica non si ferma
la musica è viaggiare
e non è nemmeno
sera
e neanche una festa
non è una canzone vera
ma ti canto questa
serenata
per essere nata
e per essere arrivata
per il mio benessere
così serena serenata
un poco sderenata
se la vita s'è arenata
si è rasserenata già
ci sono nato con
questa irrequietezza
se il cuore non è a due piazze ma è una piazza
dove c'è asprezza dolcezza sconcezza
purezza tristezza gaiezza e zazzà
dove sta zazzà
ma adesso come mi manca una carezza sono solo sotto il sol e so solo un solo in Sol
e i baci e i calci di quella mia ragazza sono solo sotto il sol e so solo un solo in Sol
che se arrivasse sarebbe una bellezza sono solo sotto il sol e so solo un solo in Sol
quando laggiù
nell'effetto flou
come un fiore di serra
appari tu contro un cielo blu
e dentro a un batticuore
e salto su dalla gioia
e giù via la terra da sotto
e sul meglio no
io mi sveglio e sto con la paranoia
perché il mondo è
fatto
e ti fa perdere la testa
se non sei un po' matto
e non ti fa impazzire questa
serenata
per essere nata
e per essere arrivata
per il mio benessere
o mia sirena
serenata
un poco sderenata
se la vita s'è arenata
si è rasserenata qua
ho una mappa del
tesoro
se tu vuoi cercarmi
sopra un sogno e sotto il toro
in mezzo a una laguna
dentro un giorno d'oro
senza clacson senza allarmi
senza orchestra e coro
per accompagnarmi in una
serenata
per essere nata
e per essere arrivata
per il mio benessere
sei tu umana o aliena
serenata
un poco sderenata
se la vita s'è arenata
si è rasserenata ma
sono solo sotto il
sol e so solo un solo in Sol
sono solo sotto il sol e so solo un solo in Sol
sono solo sotto il sol e so solo un solo in Sol
sono solo sotto il sol
e suono questa serenata in Sol
signora delle ore scure
pelle sfumata d'ombre in fuga dalla stanza
sugli occhi un guanto di luce
accarezzai l'idea di lei in lontananza
signora delle ore scure
dolci colline intorno a un muschio vellutato
misteri oltre le ciglia
furtivo come un gatto io mi son laveto
vecchio compagno che aspetto il mio animaletto
sono più grande ho dormito più di lei
e del suo cuore
chiuso in cantina
delle sue guance
pane caldo della mattina
di quel suo viso
diamante puro
di quella schiena che le tiene l'anima
stretta al sicuro
ti succhierei per ore e più
cioccolatino nella bocca
senza mai mandarti giù
signora delle ore dure amazzonica
adolescente nuca morbido sentiero
dove cammino i miei sguardi
a guardia del suo sonno immobile guerriero
signora delle ore dure caraibica
alba sbucciata odore aspro di un'arancia
le ragnatele del giorno
da allontanare via da lei con una lancia
ma c'è una lampada accesa no è solo il sole
solo di sole se riuscissi a vivere
dei suoi capelli
alghe del mare
di quei suoi occhi
olive dolci e mandorle amare
di quelle brune
nomadi dita
delle narici Dio le benedica è lì
che prende la vita
piccolo chicco di caffè
tu non mi devi sempre credere
ma sempre credi in me
non voglio che tu sia un ostaggio
in questo disperato viaggio
l'agnello messo sull'altare
del mio villaggio di fumo
che tu sia solo un tatuaggio
su questo petto di selvaggio
un flipper preso per i fianchi
a farsi coraggio e uomo
fra quelle braccia
colme di seno
su quelle gambe
rami forti e umido fieno
sopra il suo corpo
preso ai pittori
su quella bocca che qualcuno le comprò
al banco dei fiori
e fu così lei dentro un sogno
lei stessa un sogno una vaghezza
io le invidiavo la purezza
dell'impossibile il suo cammeo
il musicista ritrovò
la musica sua sola sposa
la musa allora ritornò
al suo museo
signora
Lia stasera
stai con tuo marito
sta' tranquilla che non sa
non sa che l'hai tradito
ma stasera che hai capito
di amare solo lui
senti che hai sbagliato troppo ormai
senti che hai sbagliato troppo ormai
signora Lia stasera
piangerai da sola
gli hai negato anche il tuo cuore
senza una parola
ora che vorresti
che parlasse un po' con te
lui legge il giornale e pensa a sé
lui legge il giornale e pensa a sé
signora Lia
l'amore ti ha giocato
sai che ci fai
di un sogno mai avverato
signora Lia
se tu vai via
non troverai
niente per te
signora Lia stasera
stai con tuo marito
prova a dirgli che con l'altro
è tutto finito
lava i piatti e asciuga il viso
non ci pensare più
con lui siedi e accendi la tivù
con lui siedi e accendi la tivù
due goccioline d'acqua i tuoi
orecchini
signori presto che &a un po' si chiude
e m'infilasti dolce le tue mani tra i capelli
tu sei il coltello con cui frugo il cuore
ma sei un ragazzo... cerca di capire...
ed il juke-box ricomincia a cantare
non lasciarmi
ti avrei portato con me
difeso da chi rideva di noi
sarei cresciuto per te
lottando con chi non credeva in noi
ti avrei dato tutto me stesso
tu sorridevi con un viso triste
io pensai come fossi stato allegro
dimenticando i nostri tè... le paste
non lasciarmi
signori presto che fra un po' si chiude
io potrei quasi essere tua madre...
ti supplicavo non m'importa niente
niente... niente
ti avrei portato con me
difeso da chi rideva di noi
sarei cresciuto per te
lottando con chi non credeva in noi
ti avrei dato tutto me stesso
il mio paltò sulle tue spalle nude
ed il juke-box finiva di cantare
signori presto che fra un po' si chiude
io
mi alzai su dalla mia immagine
come da un altare
e cercai nella voragine
la terra sotto il mare
camminai un deserto arido
tra dirupi e gole
poi lanciai un cuore impavido
nel cielo dietro il sole
traversai labirinti e portici
delle mie visioni
mi lasciai in mezzo ai vortici
di splendide illusioni
io violai le bugie dei codici
del bene e del male
e puntai a ore dodici
di un viaggio verticale
sì io sarò vela al vento
sì io sarò un'onda anomala
sì io unirò insieme ancora e aquilone
sì io sarò ala e immensità
più su vai e più sarai piccolo
per chi non sta in alto
ma io andai dentro il pericolo
come si va all'assalto
io varcai con un balzo i limiti
di quella pianura
e saltai giù senza tremiti
senza controfigura
poi scalai la montagna all'apice
sopra il mondo intero
navigai nel grande calice
del sonno del mistero
e pensai che potremmo essere
sogni di qualcuno
chissà mai noi tante tessere
di un firmamento bruno
sì io sarò vela al vento
sì io sarò un'onda anomala
sì io unirò insieme ancora e aquilone
sì io sarò immensità
mi attaccherò più forte all'albero maestro
di quella barca che fa il solco all'equatore
mi appiccherò per sempre al nodo del capestro
di quelle stelle sulla via di un viaggiatore
sì io sarò vela al vento
sì io sarò un'onda anomala
sì io unirò insieme ancora e aquilone
sì io sarò immensità
qiasi
che fusse inverno
Sisto fa foco e fiamme tutt'intorno
quasi che fusse già venuto inverno
dice che ce prepara al callo dell'inferno ...
Sisto Sisto mio
Sisto Sisto mio
dice che ce prepara al callo dell'inferno ...
fijo meno giùdizzio
e più fede comanna er Santo Uffizio
e tiè 'sta maledetta lingua a posto
si tu non voi finì coma 'n capretto arrosto ...
fijo fijo mio
fijo fijo mio
si tu non voi finì coma 'n capretto arrosto ...
dacce un papa mijore
m'ariccomanno a te nostro Signore
un quarchiduno che 'gne piace er foco
uno che se ami preghi tanto e campi poco ...
o Signore Iddio
o Signore Iddio
lascia che sia
tutto così
e il vento volava sul tuo foulard
avevi già
preso con te
le mani le sere la tua allegria
non tagliare i tuoi capelli mai
mangia un po' di più che sei tutt'ossa
e sul tavolo fra il the e lo scontrino
ingoiavo pure questo addio...
lascia che sia
tutto così
e il cielo sbiadiva dietro le gru
no non cambiare mai
e abbi cura di te
della tua vita e del mondo che troverai...
cerca di non metterti nei guai
abbottonati il paltò per bene
e fra i clacson delle auto e le campane
ripetevo "non ce l'ho con te"
e non darti pena sai per me
mentre il fiato si faceva fumo
mi sembrava di crollare piano piano
e tu piano piano te ne andavi via
e chissà se prima o poi
se tu avrai compreso mai
se ti sei voltata indietro...
e chissà se prima o poi
se ogni tanto penserai
che son solo...
e se adesso suono le canzoni
quelle stesse che tu amavi tanto
lei si siede accanto a me sorride e pensa
che le abbia dedicate a lei...
e non sa di quando ti dicevo
"mangia un po' di più che sei tutt'ossa"
non sa delle nostre fantasie del primo giorno
e di come te ne andasti via...
e chissà se prima o poi
se tu avrai compreso mai
se ti sei voltata indietro...
e chissà se prima o poi
se ogni tanto penserai
che io solo... resto qui
e canterò solo camminerò solo da solo continuerò
io a una donna
ho dato e ho preso il male e il bene
e un amore
mettendo al cuore ali e catene
fiumi di pianto
e un mare aperto nelle vene
io a una donna non ho dato tanto
non so forse no
io ad un figlio
ho dato un po' di casa e il nome
e un sorriso
prestando il viso ed un cognome
il bello e il brutto
senza spiegargli cosa e come
io ad un figlio non ho dato tutto
non soe davanti a te
sono solo io
e ti chiedi chi è
sono proprio io
con
questo faccia
che sta sempre là da parte
con queste braccia
che son qua per te aperte
chiedo perdono
se non so chi sono io
che è già da tanto che suono
l'uomo della storia accanto sono io
e io a me stesso
ho dato paradiso e inferno
e uno specchio
un po' più vecchio ad ogni inverno
tutto una vita in gioco
per quattro spiccioli di eterno
io a me stesso ho dato molto e poco
non so
e se tutti noi
siamo tanti io
con un prima e un poi
sono storia anch'io
con questa faccia
che sta sempre là da parte
con queste braccia
che son qua per te aperte
chiedo perdono
se non so chi sono io
ma è già da tanto che suono
l'uomo della storia accanto sono io
l'uomo della storia accanto sono io
io a tutti gli altri
ho dato un po' di me
da amico vero
o estraneo tra la gente
io in mezzo agli altri
a chiedere quant'è
falso o sincero
s'è tanto poco o niente
tutti quanti noi
io come gli altri
diversi e uguali a me
siamo tanti io
ciascuno un cuore
e il muro di una stanza
con un prima e un poi
io e tutti gli altri
a vivere perché
siamo storie anch'io
darsi più amore
è l'unica speranza
con questa faccia
che sta sempre là da parte
con queste braccia
che son qua per te aperte
con questa faccia
sono l'uomo della storia accanto io
con queste braccia
l'uomo della storia accanto sono io
che
fai in quest'ora bella
che suona il suo notturno
io mi giro attorno a far la sentinella
che non ho sonno e faccio il primo turno
tu qualunque cosa fai stai su
anche se sei distante
e se la voce non arriva o è disturbata
penso di parlare a te in ogni istante
perché per me lo sai sei sempre stata
tu l'altro capo di un filo
un unico profilo
quando guardiamo su
se anche tu vedi
la stessa luna
non siamo poi così lontani
se credi ancora un po'
a un giro di fortuna
gioca tutto su domani
dovunque tu sarai stai su
forse e se tu lo domandi
domani ci troviamo
all'incrocio delle tue braccia grandi
per correre a gridarci ti amo
e cosa ci vuoi fare
se tutto questo non è ancora un paradiso
se non c'è abbastanza notte per sognare
e stai cercando pure tu un sorriso
ti basta entrare in memoria
di qualche buona storia
e poi cliccarci su
se anche tu suoni
lo stesso accordo
non siamo poi così lontani
se ti rimetti su
l'ultimo mio ricordo
sei già pronta per domani
non siamo un mondo a parte
(noi) siamo parte del mondo
rimasti un po' in disparte
un secolo o un secondo
se anche tu senti
la stessa ebbrezza
non siamo poi così lontani
se del domani no
nessuno ha la certezza
io son nessuno e tu Domani
da domani
chiunque tu sarai
comunque tu starai stai su
io sperai di esser
tre quelli
che camminano le vie ribelli
stelle di stelle
sudici eroi
quei cialtroni degli artisti
scopatori pederasti tristi
incantatori aquilonisti
egoisti
quelli che qualcuno cresce
al riparo dalla realtà
fuori dai guai
senza un'età
soli
quelli che son tutto e niente
che non vivono mai veramente
ma neanche poi
muoiono mai
io in che parole fuggirò
polvere e sere corse via
dentro il bicchiere clessidra
che butto giù
come un timbro dolce agro
si staccò da quel suo corpo magro
e un fumo blu
l'accarezzò
nelle pieghe delle mani
sciolse il tempo con monotonia
sempre così
fu questa mia storia
spinse tutto il fiato in gola
e una lunga ruvida parola
e il mondo lì
senza di noi
anche le stelle bruciate lassù
dal palco scesero
a popolare i sogni della gente
si spense il viso
il suo sorriso
e la voce
io ed
i miei occhi scuri siamo diventati grandi
insieme
con l'anima smaniosa a chiedere di un posto che
non c'è
tra mille mattini freschi di biciclette
mille più tramonti dietro i fili del tram
ed una fame di sorrisi e braccia intorno a me
io e i miei cassetti di ricordi e di indirizzi che ho
perduto
ho visto visi e voci di chi ho amato prima o poi
andar via
e ho respirato un mare sconosciuto nelle ore
larghe e vuote di un'estate di città
accanto alla mia ombra nuda di malinconia
io e le mie tante sere chiuse come chiudere un
ombrello
col viso sopra al petto a leggermi i dolori ed i miei
guai
ho camminato quelle vie che curvano seguendo il
vento
e dentro a un senso di inutilità...
e fragile e violento mi son detto tu vedrai vedrai
vedrai
strada facendo vedrai
che non sei più da solo
strada facendo troverai
un gancio in mezzo al cielo
e sentirai la strada far battere il tuo cuore
vedrai più amore, vedrai
io troppo piccolo tra tutta questa gente che c'è al
mondo
io che ho sognato sopra un treno che non è partito
mai
e ho corso in mezzo ai prati bianchi di luna
per strappare ancora un giorno alla mia ingenuità
e giovane e violento mi son detto tu vedrai vedrai
vedrai
strada facendo vedrai
che non sei più da solo
strada facendo troverai
anche tu un gancio in mezzo al cielo
e sentirai la strada far battere il tuo cuore
vedrai più amore vedrai
e una canzone neanche questa potrà mai cambiar
la vita
ma che cos'è che ci fa andare avanti e dire che
non è finita
cos'è che ci spezza il cuore tra canzoni e amore
che ci fa cantare e amare sempre più
perché domani sia migliore, perché domani tu
strada facendo vedrai
lei
balla fino all'alba al "Zigzagar"
gioia dell'uomo solo in viaggio di lavoro
l'alcoolonnello è sempre in prima fila
forse sarà per via
di qualche diottria
è grasso e muore d'inattività
lei non si spoglia più con fantasia
come faceva un tempo quando ha cominciato
l'uomo di stato ha gli occhiali scuri
e si è fumato già
mezza tabaccheria
confonde sempre Sofia con Sofia
e più in là
un ometto mezza età
cerca invano compagnia
ha il vestito nuovo
colore cane che fugge
lo zio Sam
s'alza e fa dell'ironia
e madama Epifania
sviene dall'ingenuità
mostrarsi alle dentiere e ai decoltè
non era esattamente ciò che lei sognava
l'intellettuale ha inaugurato i baffi
e trova pure qui
il modo di dire che
il nudo è sempre un'arte di per se
lei è già
alla fine del suo show
si riveste e se ne va
a incontrare il sole
che esce di casa assonnato
nella via
che fra un po' si sveglierà
un ometto mezza età
cerca ancora compagnia
io che sono
stato sempre altrove
non so dove
di continuo via
su strade nuove
ma tu sei il mio nord
l'est il sud e l'ovest
e anche se sto con te
di te ho già nostalgia
sono un musicista
eppure spesso
io vado fuori tempo
e da me stesso
sono un astronauta
e tutto solo
non ho abbastanza spazio
quando sto su in volo
ogni sera a una certa ora
io torno a casa mia e tiro giù
la mia bandiera che si scolora
col giorno che si avvia
io sono stato sempre altrove
non so dove
uno di continuo via
però le cose della vita
le ho trovate sulla via di casa mia
io che parlo
sempre molto poco
non è un gioco
farmi compagnia
perché trasloco
ma tu sei terra
acqua aria e fuoco
tutto ciò che non ho
e mezza vita mia sono un poeta
senza un verso
e quasi ad ogni metro
mi son perso
sono un marinaio
da imbarcare
che soffre il mal di terra
e pure il mal di mare ogni dì con la stessa voglia
io vengo verso te e lascio lì
il mio nemico su quella soglia
e spengo dietro me io parlo sempre molto poco
e non è un gioco
farmi un po' di compagnia
ma le parole del mio cuore
le ho trovate sulla via di casa mia
sulla via di casa miae se gli occhi son come
due finestre sul blu
di un cielo d'amore
un sorriso è ancora più
di un grande portone
che ogni volta apri tu
per farlo passare e farmi entrare
e ogni volta su questa strada
io trovo un po' di me e metto via
la mia rivolta con la mia spada
e di nuovo mi do a te
sulla via di casa mia
ognuno
ha il suo tamburo
un solo ritmo
un canto
della comune solitudine
che noi mettemmo insieme
a starci un poco accanto
su questa via dell'abitudine
il tempo vince sempre
il tempo lui soltanto
si muove e noi restiamo immobili
finché ci porta un suono
atteso chissà quanto
e ci promettiamo indivisibili
alberi che sfilano come persone care
fantasmi della strada
devi prendere o lasciare
si comunque vada non come volevi
battono i tamburi battono più lontani
è giusto così
non chiesi mai qualcuno che comprasse la mia
infelicità
(tam tam tam)
non piansi mai davanti alla tristezza ma versi
l'onestà
(tam tam tam)
dimmelo anche tu
che il tempo non ci ha sconosciuto
male e bene mio
che dopo ti hanno amato meglio
si ma non di più
di tutto il poco che ho potuto io
vieni padre mio
usciamo a fare un giro e guida tu
e guarda avanti e non parliamo più
albero padre con un ramo solo
e come tutto torna e come tutto passa
le cose cambiano per vivere
e vivono per cambiare
il mare s'alza e abbassa
ed ogni giorno siamo dietro ad una cassa
a dare il resto e poi sorridere
un ballo senza fiato se la banda passa
e finché non smetti di rincorrere
le storie muoiono quando c'è più paura
di perdersi che voglia di tenersi e com'è dura
quella soglia e come siamo noi i diversi
cambiano le scene cambiano le battute
e anche i battuti
io non potrò incontrarvi in nessun luogo
in nessun'altra età
(tam tam tam)
fermar l'urgenza del mio cuore
il cuore di un uomo a metà
(tam tam tam)
pensa amore mio
che t'insegnai mille altri cieli
e non seppi mai
soffiarti il vento sulle ali
aspettai un addio
e il giorno di lasciarmi ti lasciai
credi figlio mio
mi mancano i tuoi baci che non ho
e sono i soli baci che io so
piccolo figlio
e tu compagno dalle orecchie a punta
io ti parlai di me
come a un fratello a cui ci si racconta
io non ne avevo e allora presi te
e quella tua sgomenta
e nostra malattia di vivere
giura amico mio
che glielo metteremo ancora lì
a questa vita che va via così
senza aspettarci
tam tam tam
tam tam tam
Che cos'è, Tatarapunzi-e
Non lo so, Taratapunzi-o
Si saprà, Taratapunzi-a
Se verrai con me te lo spiegherò
Può farti comodo, ti servirà
Quando tu sei giù ti riporta su
Ti fa sorridere pure se non ti va
Tira su, Taratapunzi-u
Bene va, Taratapunzi-a
Se il mondo è fatto a scale tu prendi l'ascensore
E se un amore va c'è un altro amore
E se la settimana è stata un po' una frana
Non ci pensare più perché si sa
Arriva il sabato e ogni cosa cambierà
Se c'è, Taratapunzi-e
E se no, Taratapunzi-o
Guarda quante stelle, ce n'è una in più
Spuntano le rose sull'asfalto blu
Sali allegramente sulla giostra
Dove c'è, Taratapunzi-e
Dove sta, Taratapunzi-a
Pianta tutto lì e vieni via con me
C'è tanta musica tutta per te
Ma forse tu mi snobbi perché coltivi un hobby
La festa che ti do dove la trovi mai?
E uno show taratapunzi-o
E un via vai taratapunzi-ai
Guarda quante stelle, ce n'è una in più
Spuntano le rose sull'asfalto blu
Sali allegramente sulla giostra
Dove c'è, Taratapunzi-e
Dove sta, Taratapunzi-a
E’ una festa...BUM! e guai a chi non c’è
Tutti ne parlano e sai perchè
E’ uno spettacolo,
Taratapunzi Taratapunzi Taratapunzi Taratapunzi-e
(interno sera) a lume di candele
una testa reclinata
(piano sequenza) le braccia parallele
su una tavola apparecchiata
si alza girando
e porta lentamente
una mano sopra il petto
(rallenty) lui prova quasi assente
come passi di un balletto
e i suoi piedi che ora
vanno proprio a tempo
(dal basso) mentre scendono le scale
(piano americano) respira nottetempo
una musica da finale
che piange un organetto
(esterno tramonto) mentre il sole
si va a inabissare tra le case del mondo
lui ciondola su un tetto
(in controluce) a braccia larghe per volare
eccomi qui la stessa via
come 6 anni fa ti aspetto qui
sono in città ed ho un po' di nostalgia
vengo a prenderti se vuoi
ti ricordi quella via
eccoti qui 6 anni in più
magra e attraente tu di nuovo qui
e cerchi me tra la gente
con la mano saluti e due baci discreti tra noi due
ti amo ancora e ancora vorrei amarti
ti amo ancora e ancora ti vorrei
ti amo ancora e ancora vorrei averti
ti amo ancora e ancora ti vorrei
non posso più chiamarti amore mio
ma un dolce amico tuo io resterò
sarò lo zio per i tuoi bambini io
stringerò più forte il cuore
non ti disturberò
ti amo ancora e ancora vorrei amarti
ti amo ancora e ancora ti vorrei
ti amo ancora e ancora vorrei averti
ti amo ancora e ancora ti vorrei
ti amo ancora e ancora vorrei amarti
ti amo ancora e ancora ti vorrei
ti amo ancora e ancora vorrei averti
ti amo ancora e ancora ti vorrei
tienimi con te
dentro questa vita
chiudi ogni via d'uscita
per restarmi più vicina
e tienimi con te
quand'è presto la mattina
mentre il cuore sta in sordina
dietro a una ferita
quanti raggi ha il
sole
per dar luce ovunque
quando e come vuole
e noi siamo due qualunque
quante stelle ha
il cielo
file di miliardi
su ogni parallelo
e noi le vediamo troppo tardi
tienimi con te
in un pomeriggio
quando piove giù un litigio
ed un giorno sembra eterno
e tienimi con te
se è già quasi sera e inverno
tra le righe di un quaderno
e un inchiostro grigio
quante rive ha il
fiume
senza mai legami
fugge tra le schiume
e noi presi in mezzo ai rami
quanti anni ha il
mondo
che ne ha visti tanti
lenti sullo sfondo
e noi siamo solo istanti
almeno per un secondo
un po' meno distanti
fino alla fine
fino ci che si può
e fino al confine
fino all'ultimo
fino alla fine del tempo
fino a che ce n'è ancora un po'
e fino alla fine di tutto
fino allora tu
tienimi con te
sotto il buio aperto
della notte di un deserto
tra le dune del tuo petto
e tienimi con te
così al tuo sonno stretto
niente è triste più di un letto
vuoto e già sofferto
quante foglie ha
il vento
nei viali soli
quando ha il sopravvento
su noi persi in altri voli
quante onde ha il
mare
come belve in gabbia
sempre lì a scappare
e noi siamo solo sabbia
e che pena poter bagnare
appena le labbra
fino alla fine
fino a che si può
e fino al confine
fino all'ultimo
fino alla fine del tempo
fino a che ce n'è ancora un po'
e fino alla fine di tutto
fino allora tu
tienimi con te
tienimi con te
tienimi
tienimi con te
tienimi
tienimi con te
tienimi tienimi tienimi
tienimi con te
quando io
morirò sarà un giorno qualunque
come quelli che già sono andati
o quelli che ci sarebbero stati
ma sarà come va per chiunque
anche io
che ho vissuto e vivrò uguale a tanti
come se si campasse in eterno
con la vita che va sempre avanti
anche se questa vita e un inferno
e avrà un senso ma non uno scopo
se il passato non passo per niente
se il futuro non fu neanche dopo
ed il presente e sempre assente
mentre si snoda
la mia storia sul rullo sfuggente
dei titoli di coda
amori miei
sarà duro restare a digiuno
dell'amor che dovrò dare indietro
e riportare quei vuoti di vetro
anche se ci sta un po' di qualcuno
figli miei vi lascerei
se potessi una casa più grande
una con mille e più fumaioli
e risposte per cento domande
che cresciate un po' meno da soli
ma da soli si e in ogni copione
quando il pubblico non grida fuori
e non si alzerà mai più il telone
e anche se muori non c'è emozione
ne primi piani
per quest'ultima interpretazione
chi batterà le mani
se si accende la luce e ci inchioda
sui titoli di coda
e non ci son più scene
dove veder se hai recitato bene
o male
cambiare un po' il finale
prima che il mondo
rida o si commuova
applauda o se ne vada
ai titoli di coda
i
primi pantaloni lunghi e una camicia sportiva
e il pullman per il mare e il bagno a riva
pomeriggi all'oratorio e un prete "Cristo regni"
giocare e poi si pagano i pegni
la chiesa vuota ed i misteri della sacrestia
un dito su un atlante di geografia
Santa musica leggera
per chi è senza compagnia
per un'esistenza intera
per amore o per pazzia
che dura tenerezza c'era
al rientro di periferia
dentro un ragazzo di pianura
a caccia della sua poesia
Tutti qui
Tutti qui
i miei viaggi che vago
per quel mare che ormai è un lago
tutti qui i miei sogni di essere un mago
e di correre il vento mai pago
e per battere il mio tempo
l'ho dovuto vivere
mi ha rubato nel frattempo
tutti quanti gli altri me
E una canzone non è niente
è un odore o una bugia
soffia al cuore della gente
mentre prova a volar via
dal ponte amaro del presente
dietro a qualche nostalgia
o un metro dopo l'orizzonte
sopra il treno della fantasia
Tutti qui
Tutti qui
i miei passi all'assalto
delle strade di nubi asfalto
tutti qui i miei sguardi oltre il cielo in un salto
per vederlo una volta dall'alto
e arrivare in capo al mondo
e alle stelle che non hai mai
siamo storie di un secondo
di chi non ha vinto mai
Tutti qui
Tutti qui
i miei anni alle porte
sulle scale di un pianoforte
tutti qui i miei pezzi a ingannare la sorte
per cantare più a lungo e più forte
se nel sole di domani
ci perdessimo cosi e
se anche fossimo lontani
noi saremo insieme sempre
Tutti qui.
ma perché di tanti
proprio questo stesso posto
dove ci trovammo tardi e ci lasciamo troppo presto
che facciamo abbiamo chiesto e solo il vento ci ha risposto
tanto la sua musica va avanti pure senza testo
e ammazziamo il tempo e ammazza noi quel tempo indietro
e il sole taglia il mare e il nostro amore in due come un aratro
e finiamo tutta questa strada metro dopo metro
perché dietro a un gran finale serve sempre un bel teatro
la canzone degli amori infelici
l'ultima occasione per attori e attrici
io non lo so perché ma è un po' buffo
stare io e te su un crepaccio
quasi come ad aspettare il tuffo
e buttare lì a casaccio un che di diverso
uno scherzo sì
come fossi io il tuo pagliaccio
cercare qui
dentro ad un setaccio ciò che è perso
o almeno poi
tutto quello che sta in un abbraccio
fra di noi
e non ci resta
che dipingere la scena con l'ultimo sguardo
come mettersi di schiena a quel falsario del ricordo
quanto abbiamo corso insieme per tagliare già il traguardo
tanto vincitori o vinti ci stringiamo in un accordo
se non siamo più come ci siamo amati
e non sapremo mai quel che saremmo stati
io non lo so com'è
ma è successo
mentre prendo te col tuo braccio
con lo stesso impaccio allora e adesso
non so dire no uno straccio in più di parola
una sola no
sulle labbra dure di ghiaccio
morire un po'
come avessi un laccio sulla gola
ma tanto poi
tutto il resto è tutto in un abbraccio
tra di noi
l'inverno passa basso in cielo
e un vento a strisce viene da lontano
un cane gli corre dietro storto
leccando i muri della strada
la ragazzina ha un sorriso croccante
e un cuore come un melograno
e lui la tiene ha paura che gli cada
la ragazzina respira distratta
e si ravvia i capelli e i pensieri
il ragazzo dà una schicchera alla cicca
e poi la calcia via come una palla
la donna ha messo il suo vestito più magro
e un po' più di allegria negli occhi seri
l'uomo ha lasciato i baffi
e la cravatta gli si rovescia sulla spalla
la ragazzina
sembra appesa a un palloncino
e sulle guance in fiamme le si accendono domande
la ragazza nell'acqua bella dei suoi occhi chiari
di un mare al mattino
e tra i suoi teneri polsi
trema già un destino troppo grande
la donna guarda l'uomo
e vede un pezzo di sua figlia
e il loro vecchio modo di chiamarsi
e di giocare
la ragazzina ha sguardi lenti
che le cadono giù dalle ciglia
due ali piccole che imparano a volare
la ragazza si volta e il vestito
si incolla sulle gambe e il seno lui si conta le
parole in tasca
e la sua voce è come dietro un vetro
la donna ha lo stesso odore
e il tempo le ha portato qualche anno in meno
si scalda dentro le mani e resta indietro
la ragazzina e le sue scarpe inglesi
schiacciano un fango di cioccolata
in un silenzio di gomma americana che butta
e prova a fare centro
per la ragazza il film si ferma di colpo
la verità sul collo è acqua gelata
e tra le labbra secche di cartone
un urlo basso sale s da dentro
la donna ride strano
e le mancano i ginocchi
e stringe l'anima
e una vita intera in mezzo ai denti
la ragazzina e il ragazzino
hanno una voglia che gli invade gli occhi
ed una folla di baci lievi e brevi
come cerini spenti
la ragazza e il suo amore
che le muore tra le braccia
raccoglie un pezzo di dolore
e ci si taglia il cuore
l'uomo e la donna accarezzando un sogno
si accarezzano la faccia
confusi stretti
in uno stesso batticuore
e a due a due vanno via
dentro un'aria tagliente a vetrini
di un pomeriggio nudo
le radio dietro a le persiane
e "tutto il calcio
minuto per minuto"
i
bambini stanno sempre soli
le bambine stanno sempre sole
i maschietti con i fucili
le femminucce con le bambole
i pirati i terzini e i cow boy
che giocano di qua
le signore le principesse
se ne stanno un po' più in là
ma c'è un posto che è un po' nascosto
dove giocano a mamma e papà
tutto qua!
Ufo Robot, Ufo Robot
Ufo Robot, Ufo Robot
Si trasforma in un razzo missile con circuiti di mille valvole
fra le stelle sprinta e và Mangia libri di
cibernetica, insalate di matematica
e a giocar su Marte và
Lui respira nell'aria cosmica
e` un miracolo di elettronica, ma un cuore umano ha
Ma chi è?, Ma chi è?
Ma chi è?, Ma chi è?
Ufo Robot
Raggi laser che sembran fulmini
e` protetto da scudi termici
sentinella lui ci fà
quando schiaccia un pulsante magico
lui diventa un'ipergalattico
lotta per l'umanità
Ufo Robot, Ufo Robot
Ufo Robot, Ufo Robot
Ufo Robot, Ufo Robot
Ufo Robot, Ufo Robot
Ma
chi è?, Ma chi è?
Ma chi è?, Ma chi è?
Si trasforma in un razzo missile con
circuiti di mille valvole
fra le stelle sprinta e và
finalmente una strada fuori mano e un bar
sono tutto sudato mi conviene entrar
mi sentivo osservato dalla testa in giù
"che mi dai da fumare che io non ne ho più?..."
nel sentir questa voce mi voltai
manco a farlo apposta ho visto lei
la maglietta scollata
una faccia pulita ...
"scusa se sono stata sfacciata"
e con lei con lei
mi son messo seduto ...
però che peccato!
mi avesse veduto
un poco più pettinato ...
e con lei con lei
seduto in quel posto
quanto sono rimasto ...
ci provavo gusto
e chi s'è visto s'è visto ... c'è lei ...
una coca un panino e quel suo naso in su
le Muratti finite "le ricompri tu"
"sei mai stato operato?" ... "si una volta qui" ...
"hai avuto paura?" "mah così e così" ...
di nascosto sbirciavo sotto il tavolino
per guardarle le gambe da vicino ...
ma non mi riusciva
lei che se ne accorgeva
ma non se la prendeva e rideva ...
e con lei con lei
il tempo andò in fretta
"c'è mia madre che aspetta" ...
"non casca giù il mondo
se tu resti un secondo" ...
e con lei con lei
mi son chiesto spesso
che cos'era successo ...
ma ci avrei scommesso
di starle ad un passo ... dal cuore ...
"il telefono è questo ... devo andare via ...
se ti va di chiamarmi sono a casa mia" ...
una
tavola blu il mare
con tante barche laggiù
forse l'estate è già qui
c'è il sole ma non per tutti è così
stesse facce vedrò ragazzi
che si ritrovano qui
un grande prato sarà la spiaggia
quando la sera verrà
una favola blu
il tuo amore per me
penso e ripenso che ormai
ho perduto te
mare sempre più blu colori
e una canzone per me ...
quante ragazze laggiù
ti penso ora mi manchi di più
era grande così l'amore
forse più grande di te
eri sincera lo so ma il tempo
forse ha tradito il tuo cuor
una favola blu
il tuo amore per me
penso e ripenso che ormai
ho perduto te
tutto l'azzurro
sia con te
più che un cielo può dare
più libero del mare
quando d'azzurro è
tutto l'azzurro sia per te
più ferro di una spada
più asfalto di una strada
per quanto azzurro c'è
oltre l'orizzonte
che hai di fronte tu
dentro acqua di fonte giovane e blu
quando ad occidente
un cuore ardente giù
cade e non si sente più
un azzurro lungo un sogno
che mi ha fatto vivere
quanto tempo avrai bisogno
volerà da me a te
tutto l'azzurro sia su di te
più luce di un gioiello
più pace di un ruscello
dove più azzurro è
in un giorno santo
in un canto che
come un vecchio incanto parli di me
quando non c'è vento
e più lento è
tutto il resto e sento te
un azzurro lungo un sogno
che mi ha fatto vivere
quando un tempo avrai bisogno
volerà da me a te
quell'azzurro lungo un sogno
volerà da me a te
meglio
di no non voltarsi mai quando si va via
perché voltarsi è già un po' tornare è già nostalgia
e non si va mai così lontano e mai via di qua
mai come quando non si sa bene dove si va
la culla di foschia di un piccolo mattino
e come una malìa mi si versò nel cuore
ed io inseguii la scia forse di un palloncino
scivolando via senza rumore
così si va non perché ci sia qualche cosa poi
che è da vedere ma per vedere cosa c'è in noi
e poi non vedi mai ciò che pensi che incontrerai
ma trovi sempre quello che non hai pensato mai
un altro sole in più saliva sulla strada
ed io scendevo giù con passi da impostore
e intinsi dentro il blu la punta di una spada
non odiarmi tu senza rancore
me ne vado da te
con un sasso nel cuore
senza rancore
non averla con me
e firmai il viaggiatore
con quella eterna febbre in noi
per ciò che non siamo mai stati
andiamo per campare
già delusi e stanchi
viviamo come zebre poi
rinchiusi dietro gli steccati
illusi di sembrare
dei cavalli bianchi
io allora presi via con me
pronto a sfidare le mie stelle
e poi che fine avremmo fatto
io e te
saresti tu moglie di un re
oppure amante di un ribelle
od infermiera a un matto
o sposa a un martire senza più amore
ciò che hai davanti è di più di quello che hai avuto già
anche se quello che hai avuto sempre davanti sta
e tanto quello che perdi non ti perdona mai
perché per perdere e perdonare ci vuole sai
e se ora vado via arrivederci a un giorno
e non sarà l'addio di questo viaggiatore
un grano di utopia ti porto al mio ritorno
un universo mio
senza colore
i bianchi misero i neri ma ci pensi com'è
a combattere i gialli un mondo senza colore
per tenersi ciò un mondo a forma di te
che presero ai rossi sulla rotta del cuore
senza squallore
le borse crebbero a nord ma ci pensi com'è
sulla fame del sud un mondo senza squallore
mafie dell'est un mondo a forma di te
nelle banche dell'ovest sulla rotta del cuore
senza dolore
le madri piansero i figli ma ci pensi com'è
che non sono tornati un mondo senza dolore
da una guerra in cui un mondo a forma di te
stuprarono donne sulla rotta del cuore
senza terrore
i vili fecero i forti ma ci pensi com'è
con le sorti dei vivi un mondo senza terrore
i buoni uccisero un mondo a forma di te
tutti i cattivi sulla rotta del cuore
senza più orrore
bentornato a questo
sole
nelle camere di tutto il mondo
quando allaga letti e cuori
che si girano per un secondo
uno specchio che si invecchia
mentre raschiano i sogni e il mento
a ricominciar le strade
e li coglie di fianco il vento
e spalle strette vanno
nelle vie echi di luce come di candela
camicie silenziose nel mattino
che si spacca in due come una mela
ombre di donne pigre
s'aggiustano le calze e baciano rossetti
s'affrettano alla vita inseguite
da un mare di capelli e di tetti
e tutti amore
a dare indietro ieri
per un altro cuore e un mucchi di
pensieri
e tutti in fila
verso il vento del duemila
e noi al centro
di un frammento della vita
sotto questo cielo muto
una scena ferma che riprende
e si affaccia alle finestre
mentre tirano sospiri e tende
e la gente si alza insieme
come quando c'è un gol allo stadio
e si accendono rumori
e notizie fresche della radio
quando gli uomini
correndo stringono le giacche ed i polmoni
ognuno e la sua storia in macchine
di latta che si inseguono a milioni
e le ragazze dei tram
che scrivono messaggi dentro le bottiglie
e in fondo ad un diario e sognano
appese ai desideri e alle maniglie
e tutti quanti
a risalir dal fondo
e andare avanti
come se iniziasse il mondo
e tutti accanto
e ognuno un po' da solo
a dire quando
si potrà partire in volo
e i ragazzi
in giacche colorate ai gusti misti
ribelli e un po' svogliati vanno in classe
come si entra dai dentisti
gli innamorati pazzi
che vivono il più bello degli amori
gli occhi traboccanti cantano
più forte dei motori
e tutti adessontro a un sogno
che non è lo stes
in coso
ma ne abbiamo già bisogno
e tutti
ci guardiamo intorno
e ci chiediamo se
se questo è un nuovo giorno
o un giorno nuovo
un giorno nuovo
nuovo un giorno nuovo
51
montesacro tutto cominciava
in un subaffitto e un muro che sudava
due gambette storte e in testa una banana
un triciclo e un golfino di lana
un cane di pezza e a un occhi un bottoncino blu
mamma che cuciva "mamma callo pu cciù"
una scottatura le tonsille un trenino
niente soldi per comprare un fratellino
la vicina quella dell'Abruzzo
olio di fegato di merluzzo
il divanoletto che tutte le sere si tirava giù
e andare il sabato a vedere la tivù
sirene di navi urlavano al vento
la radio passava le pubblicità
le labbra accostate ancora una volta
ed una carezza ancora
un filo do sole entrò nella stanza
sulla poltrona i nostri paltò
parole inghiottite e sguardi bambini
e come poterti dire che tu eri
più del vino più del pane più
della pelle delle ossa più
più dei sassi più dell'erba più
più di tanto più di tutto più
dell'inverno dell'estate più
dei cavalli del cortile più
un po' di più
una madonnina fosforescente
e dei fiori finti sopra il comò
cercavi i collant distratta e indolente
e un giorno di più allo specchio
il frigo russava dalla cucina
e tu canticchiavi facendo il caffè
la tristezza lunga della mattina
e come gridarti amore che tu eri
più del caldo più del letto più
dei capelli delle mani più
più del pianto di un sorriso più
più di cento più di mille più
più dei soldi più dell'oro più
della piazza delle giostre più
più di un mese più di un anno più
un po' di più
sirene di navi urlavano al vento
tu eri un po' di più ... più
più del grano più del fieno più
più dell'aria più dell'acqua più
più del cane del maglione più
vorrei
un biglietto per un posto
dove non ci sono i cani
poveri granelli di pepe
abbandonati in mezzo ad un'estate
un posto dove non ci sono vecchi soli
che amavano molto la moglie
e tengono i nipoti in un portafoglio
di foto ciancicate
dove gli uccelli tagliano l'autunno
e l'aria non si rompe in uno sparo
dove nessuno e un'isola
e l'anima non s'incarta nel denaro
dove la paura non passa più
nei nostri occhi di conigli
e non c'è più da scavalcare nessun muro
dove i soldati tornano alle case
e si accovacciano coi figli
a colorare un cielo un po' più largo di fururo
un treno per dove
il giorno non finisce
e il sole e un grido in mezzo al viso
dei mattino di un sorriso
un treno per dove
non arrivi il vemo di follia
che gela il cuore
e che ci trascina via
un posto senza le borgate
calce e polverone
bucate da mille finestre uguali
che si mangiano la campagna
dove non c'è più attesa
ma un lavoro da sputare nelle mani
dove il tempo inganna gli orologi
e questa corsa assurda per domani
dove le ombre corte dei bambini
non si fermano in un pianto
lasciate indietro dalla fretta degli adulti
dove tutti sono persone
e ognuno ha un sogno ed un pensiero suo soltanto
e un uomo non si piega con le botte e con gli insulti
un treno per dove
il mare e grano azzurro
e un saluto di gabbiani
sulle barche e tra le mani
un treno per dove
accenderai la luce
e sarai un bicchiere d'acqua
nelle notti dei miei guai
un treno per dove
libero e ribelle
correrò come un cavallo
sotto grappoli di stelle
un treno per dove
non ci sia lo spazio
per perderti di più
un treno per dove esisti tu
anche chi dorme in un
angolo pulcioso
coperto dai giornali le mani a cuscino
ha avuto un letto bianco da scalare e un filo
di luce accesa dalla stanza accanto
due piedi svelti e ballerini a dare calci al mare
nell'ultima estate da bambino
piccole giostre con tanta luce e poca gente
e un giro soltanto
anche questi altri strangolati da cravatte
che dentro la ventiquattrore portano la guerra
sono tornati con la cartella in braccio al vento
che spazza via le foglie del primo giorno di scuola
raggi di sole che allungavano i colori sugli ultimi
giochi
tra i montarozzi di terra
e al davanzale di una casa senza balconi
due dita a pistola
anche quei pazzi che hanno sparato alle persone
bucandole come biglietti da annullare
hanno pensato che i morti li coprissero
perché non prendessero freddo e il sonno fosse
lieve
hanno guardato l'aeroplano e poi l'imboccano
e son rimasti così inghiottire e né sputare
su una stradina e quattro case in una palla di
vetro
che a girarla viene giù la neve
anche questi cristi
caduti giù senza nome e senza croci
son stati marinai dietro gli occhiali storti e tristi
sulle barchette coi gusci delle noci
e dove sono i giorni di domani
le caramelle ciucciate nelle mani
di tutti gli uomini persi
dal mondo
di tutti i cuori dispersi
nel mondo
quelli che comprano la vita degli altri
vendendogli bustine e la peggiore delle vite
hanno scambiato figurine e segreti
con uno più grande ma prima doveva giurare
teste crollate nel sedile di dietro
sulle vie lunghe e clack sonanti del ritorno dalle
gite
e un po' di febbre nei capelli ed una maglia
che non vuole passare
e i disperati che seminano bombe tra poveri corpi
come fossero vuoti a perdere come se fossero
pupazzi
seduti sui calcagni han rovesciato sassi
e un mondo di formiche che scappava
le voci aspre delle madri che li chiamavano
sotto un quadrato di stelle dentro i cortili dei
palazzi
e la famiglia a comprare il cappotto nuovo
e tutti intorno a dire come gli stava
anche questi occhi
fame di nascere per morir di fame
si son passati un dito di saliva sui ginocchi
e tutti dietro a un pallone in uno sciame
leggeri come stracci e dove fanno a botte
dove è un papà che caccia via la notte
di tutti gli uomini persi
nel mondo
di tutti i cuori dispersi
nel mondo
prendi il tuo
violino
suona un po' per me
ti starò vicino
vecchio Samuel
stai aspettando una pensione
che non ti concederanno mai
ma tu intanto avanti vai
vecchio Samuel
che cercherai
tra le robe dentro quel cassetto
quell'amore che più non hai
proprio adesso che hai bisogno un po' d'affetto
pensi sempre al tempo che fu
ad un sogno tanto bello di gioventù
quando tu camminavi a testa in sù
vecchio Samuel
non trovi più
quella mezza foto di tua moglie
s'era bella non sai più
ma il ricordo dura ancora
e il ricordo non si toglie
quella foto potrà
farti fare un salto indietro a 30 anni fa
quando tu non chiedevi la carità
prendi il tuo violino
suona un po' per me
ti starò vicino
vecchio Samuel
la pensione è una gran cosa
ma ti han detto che non spetta a te
cosa ci vuoi fare Samuel
vecchio Samuel
che mangerai
se oggi non ti dai un po' da fare
ricordare fa bene ma sai
mica porta niente da mangiare
ed entra dritto in quell'osteria
quattro note un po' stonate d'una sinfonia
e intanto un altro giorno è andato via
vecchio Samuel
tu non lo sai
ma il Signore vede e ti vuol bene
e conosce la fede che hai
nonostante tutte le tue pene
da stanotte non ci sei più
ma stai proprio un sacco meglio
finalmente lassù
tu non dovrai più stare a testa in giù
ti han concesso quella pensione
fosse stato un anno prima che soddisfazione
e invece è tardi e non ti serve più
la mia
sigaretta brilla rossa
insieme a luci di periferia
zampate della vita sulle mie ossa
sei più sincera quando dici una bugia
sull'asfalto acquoso una luna affilata tagliare
i fili che legano le stelle
stringo al cuore una lattina vuota e scopro che hai
lasciato
le unghie sulla mia pelle
finestrini aperti a dissetarmi di vento
la mia ruota incollata sulla striscia bianca
della mezzeria
gli occhi come due pezzi di vetro
tu non sei come mi credevo io
un autotreno mi ruggisce dietro
ma perché hai fatto il mondo così triste Dio?
alberi si drizzano ai lati della strada mi corrono accanto
e il buio se l'inghiotte
alla radio un rock arrabbiato come un pugno allo
stomaco
che mi stringe nella notte
un dolore e un lampo di fuoco rosso
dentro a questo amore che io non posso
io non posso più
voglio andar via i
piedi chiedono dove ma via
tanto non ti perderò perché tu non sei stata mai
via
voglio andar via
da quei tuoi occhi che tirano sassi
e come in un duello far dieci passi
e poi guardarci l'ultima volta e via
dimmi che cos'è che ci hanno fatto
dimmi cosa c'è che io non so
perché tutto è finito come cenere in un piatto
e quei ragazzi ch'eravamo noi non ci sono più
e scambiare due parole brevi
con la notte blu dei benzinai
io ti baciavo mentre tu piangevi
e adesso che io piango tu chi bacerai
un caffè che drizza i capelli un pacchetto di fumo
e il vento rilegge il mio giornale
e domani uscire di nuovo farmi una faccia allegra
per il prossimo Carnevale
un chiarore freddo come un rasoio
per un altro giorno che nasce muoio
muoio muoio
voglio andar via
i sogni cercano dove ma via
anche all'inferno ci sarà qualcuno a farmi
compagnia
voglio andar via da te
che goccia a goccia hai bevuto il mio cuore
e dagli straccivendoli ricomprare
quel che resta del mio amore e andare via
cosa
vuoi di più che avere
il solo guaio delle nubi e un sole nella
pelle su quelle spiagge di vernici e di silenzi bere
a sorsi piccoli i tuoi baci come fontanelle
mattino presto e code splendide di primavera
stanchi di vento e non di noi
cosa vuoi di più entravamo
in quella casa senza tende senza niente dentro
e al centro su una sedia sopra il mondo ci
amavamo
in un abbraccio sospirato come un ballo lento
e con le labbra morse e pallide c'inseguivamo
l'ultima nostra faccia
vivi eravamo
come aria semplice
vivi eravamo
come fuoco giovane
a cuore nudo vivi eravamo
come acqua umile
vivi come terra fertile
cosa vuoi di più che andare
mettendo tutta l'aria di una sera nei polmoni
come aquiloni nelle vie degli altri camminare
cercando una paura nuova e il buoi dei portoni
tirarti su la gonna farlo in piedi e assaporare
la nostra dura affinità
cosa vuoi di più stavamo
senza vestiti senza tempo senza altro sotto
il tuo cappotto e con le gambe ci accarezzavamo
e un cielo pesto e Dio se la mandava giù a dirotto
e dentro agli occhi allarmi a bestemmiarci io ti
amo
riflessi americani
vivi eravamo
come aria semplice
vivi eravamo
come fuoco giovane
a cuore nudo
vivi eravamo
come acqua umile
vivi come terra fertile
vivi torneremo
come aria semplice vivi
vivi torneremo come fuoco giovane
a cuore nudo
vivi torneremo
come acqua umile
vivi come terra fertile
che vuoi di più che avere
il solo guaio delle nubi
e non vedere mai chi soffre
e muore e non ha dubbi
tanto è lontano e non lo sai
ma come raglia quella
tele
accesa tutto quanto il giorno
ti prego tagliale la lingua e troppo forte
io sono troppo debole
e tu troppo spoglia mi stai intorno
mi togli ukulele dal mio pianoforte
stanotte ho avuto un incubo
per colpa di questa canzone
che la scrivevo ma non era mai finita
poi la suonavo ma chissà
se per un pubblico o un plotone
ero bendato e fu un'esecuzione a vita
ma prestami la macchina
o rompo il vetro con un sasso
che devo seminare tutti questi guai
e fuggirò ma dove andrò
se il mio morale e cosi basso
che già si sta impiccando ad un bonsai
come ti pare questo disco?
questo disco pare.... si mi sa una buona idea
mi pare appena un po' pesante
ma che poppe sante poppe da epopea poppea
tu batti sempre su quel tasto
e non mi dai un aiutino
a battere il mio testo e non il mio testosterone
cos'è che ho visto nero nero
proprio sotto il grembiulino
oh oh davvero complimenti per la trasmissione
se spegni il muso alla tivù
io forse un poco mi concentro
e questo pezzo te lo termino prima del gong
ci ho un tale rodimento
che mi rode fuori e rode dentro
che ci vorrebbero le mani di King Kong
per certi tizi di potere
comandare e più di fottere
io ho altri vizi
anziché‚ farmi comandare
preferisco farmi sfottere da te che mi sfizi
che non da quei supplizi
vuoti V.O.T. vuoti V.O.T. vuoti
con le facce da idioti
V.O.T. vuoti V.O.T. vuoti
belli beneamati e beoti
beati noi abbonati al fatelo da voi
ohoh voyeurs ohoh voyeurs
ohohoh voyeurs ohoh voyeurs ohoh voyeurs
ohoh voyeurs ohoh voyeurs
ohohoh voyeurs io e te della tv soccombuto
tributo alla tribu dei
vuoti V.O.T. vuoti V.O.T. vuoti
sempre i soliti noti
V.O.T. vuoti V.O.T. vuoti
pieni di quattrini e di voti
devoti noi restiamo
patrioti ci schieriamo
coi figli e coi nipoti
noi vi guardiamo
io spero in Dio sempre di più
e l'unico quaggiù
che ancora alla tivù
non e mai apparso
amore mio dai vieni qui
e amiamoci cosi
di fronte a quelli li
e un bell'applauso
vuoti V.O.T. vuoti V.O.T. vuoti
con le facce da
vuoti V.O.T. vuoti V.O.T. vuoti
con le facce da
prego
sali sali pure ...
no non mastico l'inglese
I don't speack ... so solo qualche frase ...
è carina da morire!
quanta roba porcaloca
la "camilla" ... yes my car ....
qui mi si sbarca
ride pure
se non ha capito niente
le lenticchie ...
sul nasino un po' all'insù ...
i capelli un po' arruffati
senza trucco senza inganno ...
sacco a pelo
scatolette
gira il mondo tutto l'anno ...
e poi "cià" un'abbronzatura
che ti frega anche un bagnino
io al contrario
sembro proprio un latticino ...
do you smoke? vuoi sigaretta?
che ti ridi? vuoi fumare? ...
mi fa gola ...
non capisce ... ma è un amore ...
cosa pensi dell'Italia?
do you like?
come si dice?
come nome le starebbe bene Alice
poi sorride
ride
e poi sorride ancora
penso che mi ha preso proprio in simpatia ...
faccio un po' di "manomorta"
lascio un po' ...
le cose al caso ...
l'avvicino dolcemente
senza darci un grande peso ...
sotto un sole da deserto ...
sull'asfalto arroventato ...
il mio viaggio
è cominciato ... insieme a lei
viva viva
viva l'Inghilterra
pace
donne
amore
e libertà
viva viva
viva l'Inghilterra
ma perché non sono nato là ...
mah chissà
grazie della collanina
thank you!
grazie grazie tante
please
mi reggi un attimino tu il volante?
"let it be ... let it be ..."
scusa tanto la pronuncia ...
con la "scusa"
le do un bacio sulla guancia ...
la mia mano
sotto la sua camicetta
lei mi guarda ...
poi non mi sorride più
mi fa gesto di fermare
prende tutte le sue cose
quindi un gesto ...
come dire
"vacci solo a quel paese"
ho sbagliato qualche cosa?
boh!
forse un pelo di etichetta
ma non era la regina Elisabetta
viva viva
viva l'Inghilterra
pace
donne
amore
e libertà
viva viva
viva l'Inghilterra
ma perché non sono nato là ...
mah chissà
Yesterday, all my troubles seemed so
far away,
Now it looks as though they're here to stay,
Oh I believe in yesterday.
Suddenly, I'm not half to man I used to be,
There's a shadow hanging over me.
Oh yesterday
came suddenly.
Why she had to go?
I don't know she woldn't say.
I said something wrong,
now I long for yesterday.
Yesterday,
love was such an easy game to play,
Now I need a place to hide away,
Oh I believe in yesterday.