1.RACCONTAMI DI TE
Raccontami di te, se hai voglia ancora di parlare,
un po' di verità stasera non può farmi male,
aiutami così almeno a non dimenticare
la vita che cos'è, raccontami, raccontami di te,
di come riesci a respirare
questi giorni soffocati dalla solita allegria,
vuoti a perdere sui prati, che la gente butta via,
questo tempo senza tempo, che non ci accarezza mai,
dentro a un labirinto di cemento, questa fabbrica di eroi.
Raccontami di te, da quando mia hai lasciato solo,
soffrendo più di me, spiccando il volo verso un'altra te,
teneramente forte come sei, insegnami a non vergognarmi mai
d'innamorarmi dell'amore.
Raccontami di te, se sei riuscita a perdonare
tuo padre che non c'è, non piangere, raccontami di te,
di come riesci a sopportare
questi eterni fallimenti di ogni splendida utopia,
la processione dei rimpianti, nel freddo dell'ipocrisia,
questo vivere aspettando che qualcosa cambierà,
in questo indifferente girotondo, oltre questa libertà!
Raccontami di te, adesso che ti sei sposata,
di quanta vita c'è in quel bambino che assomiglia a te,
perdutamente bella come sei da questo sogno non svegliarti mai,
lo sai quanto ti voglio bene!
La tua felicità è un treno in corsa verso il mare,
tu vivila per me, amore mio, raccontami di te.
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2.PROTAGONISTA
Dopo tanti fallimenti
sono fiero di me stesso,
dei pensieri più violenti,
che traboccano dal cesso,
della mia colpa cristiana,
forse sono un parassita,
ma non faccio la puttana
sulla strada della vita.
Meglio un giorno da leone
che un generico ingranaggio,
meglio essere aquilone
che un patetico pagliaccio,
potrei fare il terrorista,
un mercenario strapagato,
basta sia il protagonista
di quest'attimo presente senza fiato.
Dopo troppi sentimenti
odio tutte le persone,
i vicini e anche i parenti,
i barboni alla stazione,
soprattutto certi topi
con i titoli di borsa,
che hanno cuori come lupi
ed il culo in una morsa.
Meno male il mio interesse
per il mondo è relativo,
non mi riempio di compresse
e per mantenermi vivo
metto il tempo in una busta
cancellando il prima e il dopo,
perché da protagonista
è da anni che ormai vivo senza scopo.
Me ne frego se sono egoista,
ma di notte ho paura di me,
meglio essere un protagonista
che un fallito fantasma di sé!
Dopo tanta sofferenza
ho trovato la mia pace
nella vera indifferenza
di un Nirvana in controluce,
è un cadere a capofitto,
scomparire finalmente
da quest'incubo rifritto
della sfiga del perdente.
Non si muore nella vita,
quasi mai, al momento giusto,
ma non vorrei farla finita
prima di provarci gusto,
forse sono un apprendista,
ma lo ammetto mentre scopo,
come il falco più idealista
il mio cuore vola in alto senza scopo.
E me ne frego di quanto mi costa,
ma ho un bagaglio di sogni con me,
meglio essere un protagonista
che inseguire una gioia che non c'è!
Me ne frego dei vostri miliardi,
è lo schifo di questa realtà,
ma sull'albero dei miei ricordi
cresce ancora il bisogno di me,
della mia identità!
Chiuso qui fra quattro mura
ricompongo la mia vita,
correggendo la stesura
della sua commedia vuota,
per riuscire a dire basta
ed amare prima o dopo,
perché da protagonista
morirei senza un scopo.
Morirei senza un scopo!
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3.PARLO DI NOI
Parlo di noi, immagini senza età,
ingenui spettatori di questo ridicolo varietà.
Parlo di noi, comparse di Cinecittà,
ognuno ha i suoi debiti e paga le rate
della sua dignità.
Parlo di noi, sotto i riflettori indifferenti delle stelle,
rinchiusi in uno stadio come animali impazziti,
di un secolo di guerre,
di noi che per non vivere vere emozioni
ad ogni angolo compriamo false illusioni
e andiamo a letto per non sentire un dolore
che non vuole passare.
Parlo di noi, che ogni giorno corriamo
per raggiungere impossibili mete,
treni solitari, che mille lettere scriviamo,
sui settimanali, sulle code delle comete,
di noi che bestemmiando preghiamo,
senza riuscire mai ad essere eroi
di questa piccola storia infinita
che chiamiamo ancora vita,
parlo di noi, parlo di noi.
Di noi, che affoghiamo nell'alba di un'altra allegria,
nessuno qui si offenda, io parlo di noi,
grandi assenti di questa lotteria,
destinati a un esodo senza intervallo,
a rimpiangere un amore finito sul più bello,
noi che dai nostri padri e dai loro partiti
siamo stati traditi.
Parlo di noi, che dentro al cuore lottiamo
per non essere quello che siamo,
fragili spighe di grano sotto la falce del vento,
papaveri rossi pieni di sentimento,
di noi che in fondo all'odio ci amiamo
e siamo ormai, nostro malgrado, gli eroi
di questa piccola storia infinita
che chiamiamo ancora vita,
parlo di noi, parlo di noi. |
4.ABBRACCIAMI
Chissà per quale azzurra volontà,
in quell'istante hai detto alla mia anima
che volevi la luna come me
e con il suo infinito andare via
il tempo ci ha concesso solo un attimo
per fermare la corsa e per scendere qui,
da questa malinconia, regina di un falso vivere.
Abbracciami, lascia che il cielo s'innamori un po' di noi,
riscaldami, stanotte è freddo come non è stato mai!
Abbiamo solo questa eternità
per raccontarci tutti i nostri lividi,
ma restiamo in silenzio io e te,
perfetti sconosciuti in sintonia,
due linee parallele che si incontrano
sulla giostra del mondo che passa di qui,
scordando la sua follia, padroni di un altro vivere.
Abbracciami, stanotte è un sogno che facciamo solo noi, [Abbracciami!]
difendimi come quel figlio che non cresceremo mai, mai! [Difendimi!]
Abbracciami e il mio corpo sarà il tuo,
riaccendimi la vita, amore mio!
Abbracciami, perché il domani è adesso e adesso te ne vai, vai, [Abbracciami!]
ricordati che in questo perdersi esistiamo solo noi! [Ricordati!]
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5.C’È QUALCOSA DI PIÙ
Oltre lo schema di una vita programmata al rovescio,
dentro la scena di un'incancellabile abitudine,
nel mazzo di carte che dorme in un bar, sognando di vincere,
nel tempo di questa città, dov'è tardi e bisogna andar via,
c'è qualcosa di più irrazionale,
che mi fa ricordare di me
quando supero i giorni sbagliando corsia
e non riesco a seguire il playback.
C'è qualcosa di più che mi sale [C'è qualcosa di più!]
fino all'ultima volta con te.
E dietro la luna, che rincorre e abbaia un cane in un giardino,
nella fortuna di chi ha vinto una battaglia inutile,
negli occhi di un vecchio che guarda al di là, sognando di vivere,
nell'ultima corsa di un tram, dove un angelo si butta via,
c'è qualcosa di più immateriale,
che mi taglia il respiro a metà,
quando chiedo perché da una fotografia
e non recito in questa realtà.
C'è qualcosa di più che fa male, [C'è qualcosa di più!]
quando resto da solo con me,
quella goccia nel mare dell'anima mia,
che stasera non vuole accettare di perdere te,
che mi manchi, che mi lasci
a incollare i frammenti dei dubbi che hai,
nei momenti più deserti
quando il sole va giù,
c'è qualcosa di più!
E se anche come due sassi affondiamo nel blu,
c'è qualcosa al di là di noi stessi, qualcosa di più,
qualcosa di più, qualcosa di più!
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6.A 200 ALL’ORA
Mi sento libero soltanto quando corro in macchina,
contro qualunque regola,
dietro a un miraggio che nell'anima si appiccica,
come alle Reebok il chewing-gum,
la strada è diventata un lungo fiume alcolico,
le gambe come canne di bambù,
la notte scorre ingenua come una pellicola,
ma in questo film non ci sei tu.
Andrò, andrò più forte di me,
a 200 all'ora e ancora di più.
Ma all'improvviso freno vomitando rabbia e musica,
nel flash di quell'infanzia mia,
perché la vita dura il tempo di un fiammifero
eppure adesso hai voglia di buttarla via,
la corsa senza senso in gara col pericolo
ha fatto un'altra vittima, lo so,
avessi almeno più coraggio per raggiungermi,
ma senza uccidermi però.
Sarò, sarò, sarò debole,
ma non ho paura di scegliere che
vivrò, vivrò, sarà facile,
a 200 all'ora, ma solo qui dentro di me!
Ma solo qui dentro di me! |
7.ANCORA VITA È
Io e la mia stanza di poster di eroi siamo cresciuti qui
nell'incoscienza di sogni e di guai di libri inutili,
fra mille giorni e treni che spengono il mondo in galleria
aspetto ancora un vento per volare via.
Io e la mia noia di essere mio siamo soltanto un film,
un insuccesso prodotto da Dio con le mani nei blue jeans,
come un attore di realtà faccio una parte tutta mia
in questa libertà che sembra una follia.
Fai finta che sia tutto ancora da inventare e non lasciare mai
che niente possa disinnamorarti il cuore e non cercare più
una ragione a questo tempo che ci trascina via con sé,
perché anche questa vita ancora vita è!
Io e la mia razza di specchi di noi siamo rimasti qui
in questa piazza di eterni rodei a masticarci i sabati,
cercando in fondo alle città un paradiso in sintonia
dove la libertà non sia un'altra follia.
Fai finta che sia tutto ancora da inventare e non lasciare mai
che niente possa soffocarti le parole e non cercare più
un senso a questo smarrimento che riempie l'anima di sé,
perché anche questa vita ancora vita è!
E anche se è freddo questo inverno per tutto quello che non c'è,
un altro giro ed è già estate dentro te,
perché anche questa vita ancora vita è! |
8.IL GIORNO DI NATALE
Anche se non mi conosci
e la mia lingua non capisci
oggi voglio scriverti, perché
questo vecchio mondo è guasto
e anche se non ti ho mai visto
io mi sento troppo uguale a te,
anche se siamo monete di valore
svalutate da una misera realtà,
siamo petali caduti in questa vita
dallo stesso fiore...
Se ogni tanto ti perdoni
e credi in altre religioni
o non hai trovato ancora Dio,
eppure lo bestemmi,
a volte con ferocia,
perché hai perso la fiducia,
ma il tuo sangue brucia come il mio,
anche se ti hanno convinto che l'amore
è la più bugiarda delle verità,
se sei ancora prigioniero di un errore
che ti ha fatto male...
Buon Natale,
sconosciuto fratello lontano,
ti auguro buon Natale
dal mio piccolo cielo italiano,
non odiare
chi ti vuole rubare il futuro,
rendi il bene per il male,
buon Natale!
Anche se la guerra è in onda
e tutto il mondo si circonda
di frontiere senza libertà,
anche se ai poveri
non restano che fame e trucchi,
avanzi dei paesi ricchi,
briciole di generosità,
un messaggio arriva ancora dalla gente
che ogni giorno aiuta chi non ce la fa,
per la vita che rinasce in una stalla
e un cuore universale...
Buon Natale, [Buon Natale!]
disarmato fratello lontano,
ti auguro buon Natale [Buon Natale!]
e la luce di un campo di grano,
non farlo, non buttare
questo sogno a portata di mano
e, anche se spegni o cambierai canale,
buon Natale!
Anche senza un lavoro e senza dignità,
anche se sei imbottito di felicità,
se in questa notte, come per regalo,
ti ritrovi solo, dentro a un letto di ospedale,
buon Natale! [Buon Natale!]
A un secolo che muore,
buon Natale! [Buon Natale!]
Fratello non mollare mai, [Fratello non mollare mai,]
ma rincorri anche tu quella stella, [ma rincorri anche tu quella stella!]
la vita è una grande mamma che ti culla,
col suo alito immortale
e un oceano d'amore.
Anche senza l'albero
e i pacchetti da scartare,
anche senza tutta
questa festa artificiale,
fosse, come gli altri giorni,
il giorno più banale...
Buon Natale!
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9.NON TI FIDARE DI ME
È così, è così se una storia naufraga,
si diventa vecchi come chi
ha chiuso il mondo in un cassetto,
deciso a non aprirlo più
e la domenica diventa un'isola,
una terra che non riconosci
e continui a lavorare
con il cuore al minimo,
senza accorgerti che negli occhi suoi
hai scordato un pezzo di te.
Non ti fidare di me,
vorrei amarti davvero, lo so,
ma non m'innamorerò!
Ma è così, è così che si getta l'ancora [Sì!]
in fondo ai sogni di una come te,
[Così vera e fragile!]
che credi ancora ai sentimenti
e a questa vita, come se
fosse una favola interminabile,
una lacrima immensa del mare
e continuo a far l'amore, [E continuo a far l'amore!]
limitando i brividi,
illudendomi che in un attimo
possa liberarmi di te.
Non ti fidare di me,
potrei amarti davvero, lo so,
ma non m'innamorerò!
[Io no!
Ma non m'innamorerò...]
Io non m'innamorerò!
E no, anche se vivo di te
e tu vivrai del bisogno che avrò,
non ti fidare di me,
vorrei amarti per sempre, lo so,
ma non m'innamorerò!
[Io no!
Ma non m'innamorerò...]
Ma non m'innamorerò!
[Io no, io no!
Ma non m'innamorerò...]
Io non m'innamorerò!
[Io no, io no!
Ma non m'innamorerò...] |
10.SE POTESSI RINASCERE
In questa notte di cenere,
che non smette di piangere,
faccio i conti con l'anima, che ormai
si è stancata di me,
delle solite belle maschere
che ho portato per vivere
questa tenera abitudine
che non ho tradito mai.
Se potessi rinascere
e cambiare di colpo la realtà,
che non smette di offendere
questa splendida e breve eternità,
se potessi raggiungere
il cuore di me stesso
con un treno che non c'è
e riuscire ad ammettere
che ho bisogno di te!
E in quante notti di estasi,
in mezzo a un branco di acrobati,
ho fatto finta di credere che Dio
fosse fiero di me,
di quegli squallidi amori a perdere,
che ho consumato per vivere
questa gelida solitudine
che non mi ha lasciato mai.
Se potessi rinascere [Se potessi rinascere!]
e buttare nel cesso la realtà,
che continua a difendere [... continua a difendere...]
questa inutile e sporca verità,
se potessi raggiungere
il cuore di me stesso
con un volo che non c'è
e riuscire ad ammettere
che ho bisogno di te!
Perché credo in qualcosa di profondo
oltre i confini di questa trincea,
perché voglio una rivincita,
per non rimpiangere
tutto l'amore che ho buttato via!
[Se potessi rinascere
e sognare di nuovo la realtà,
se potessi riaccendere]
Se potessi riaccendere... [questa splendida e breve eternità!]
Se potessi raggiungere
il cuore di me stesso,
liberandomi di me,
e riuscire ad ammettere
che ho bisogno di te!
Che ho bisogno di te! |
11.10 ANNI
Queste lettere amare
che mi scrivi anche tu
sono perle di mare,
le più rare quaggiù,
e anche se non rispondo
io le porto con me,
come fossero un grido
inconsolabile.
È un amore innocente
che ci lega così,
forse non serve a niente,
però noi siamo qui
a contare le stelle,
con la complicità
delle notte nascoste
in fondo all'anima.
Io canterò di città in città,
seguendo sempre i tuoi occhi,
che riconoscerò.
Io volerò sopra questa realtà
e non saremo mai vecchi
e ti ritroverò.
Se ti sembro distante
a due passi da te,
sopra il trono arrogante
di un ridicolo re,
sono ancora convinto,
nella mia ingenuità,
che ogni nuovo concerto
c'innamorerà.
Io canterò di città in città,
cercando sempre i tuoi occhi
e ti sorriderò.
Io volerò sopra questa realtà
e non saremo mai vecchi
e non ti perderò.
Ma, oltre questo miracolo,
io sto aspettando la vita come te,
in questo eterno spettacolo
che faccio per amore, amore,
amore, amore, amore, amore sì!
Sì!
Fra i tuoi sogni e i miei sbagli
sono passati così
questi nostri dieci anni
interminabili...
Questi nostri dieci anni interminabili! |
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1.LA DANZA DELLA RAGIONE
Questa cosa cammina da sola,
senza troppo interesse,
senza il nodo che stringe la gola,
senza grandi scommesse,
senza troppo rumore di fondo,
senza troppo rancore,
senza spingere i piedi sul mondo
come acceleratore.
Questa cosa va avanti, si svela
e si finge straniera,
parla un'altra sintassi e rivela
spossatezza leggera,
nella pagina bianca, di lato,
giusto ai piedi del letto,
t'innamori da sempre, sbagliato
dello stesso difetto.
Cosa farò senza di te,
cosa farò senza di te?
E mi arresto nel passo e nel cuore, [E mi arresto nel passo e nel cuore,]
e mi arresto di scatto, [e mi arresto di scatto,]
e controllo in silenzio il dolore, [e controllo in silenzio il dolore,]
quanto manca all'impatto, [quanto all'impatto.]
ma la danza simmetrica avanza
e diventa evidenza,
e sparisce e richiude la stanza
chi di danza ferisce,
fino all'ultima goccia d'amore, [Fino all'ultima goccia d'amore,]
fino all'ultimo orgasmo, [fino all'ultimo orgasmo,]
fino all'incartamento del cuore [fino all'incartamento del cuore]
contro il nostro egoismo. [contro il nostro egoismo.]
Cosa farò senza di te, [Cosa farò senza di te,]
cosa farò senza di te? [cosa farò senza di te?]
Cosa farò senza di te, [Cosa farò senza di te,]
cosa farò senza di te? [cosa farò senza di te?]
E negli occhi rinasce di nuovo
quella parte di assenza
che portiamo all'estrema rinuncia,
alla disappetenza,
è una danza, ed è questa soltanto, [È una danza, ed è questa soltanto,]
senza destinazione, senza destinazione...
che rimanda rimorsi e rimpianti
ad un'altra canzone.
E cosa farò senza di te, [E cosa farò senza di te,]
cosa farò senza di te? [cosa farò senza di te?]
Cosa farò senza di te, [Cosa farò senza di te,]
cosa farò senza di te? [cosa farò senza di te?]
Senza di te, senza di te... [Senza di te, senza di te...] |
2.ERRORI
Come spiccioli di mancia qui sul tavolo di un bar,
come pillole d'angoscia prima di cambiar città,
questi vecchi creditori che mi inseguono, oramai,
da trentotto calendari, li conosco:
sono i miei errori, che non rifarei,
li ho pagati cari, come oggetti rari,
e ora sono i miei, ora sono i miei.
E finché non ci sbatti i denti sul cemento di un addio,
finché non si fanno i conti, usi l'arte del rinvio,
ma in un mondo che misura con il metro la virtù,
preferisco la paura, preferisco
chi fa più errori, come ha fatto Iddio,
che ci ha fatto uguali, ma di quattro colori,
tu dimmi qual è il mio.
Chi non ammette errori, dopo non si sa
che non faccia guerre, che non faccia orrori
che il mondo pagherà...
Ho avuto sogni, falsi miti, soldi spesi in un falò,
ma i miei errori preferiti sono quelli che farò.
I miei errori, se permetti, son profondi cazzi miei
e tu ragazza con i tuoi confetti forse resterai,
resterai qui
a sognare errori per l'eternità,
a picchiare i muri, per venirne fuori
da questa realtà.
Adesso sono pari e tutto quel che ho [Adesso sono pari...]
sono i miei errori, quelli fatti ieri
e quelli che farò, quelli che farò.
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3.LASCIAMINONMILASCIARE
Lasciami, che cosa cambia?
Che ci facciamo in questo pomeriggio,
con gli occhi chiusi come una finestra
davanti al mare azzurro e giallo di Viareggio?
Lasciami in questo albergo
di specchi strabici e di tende consumate,
ad ascoltare l'infinito tango
del tempo che da inverno ridiventa estate.
Lasciami un po' per giorno, un po' così,
piccoli presentimenti di un addio,
oppure lasciami tutto d'un colpo, adesso e qui,
dillo tu quello che sto pensando io.
Perché gli uomini sono vigliacchi
e si fanno lasciare, lo sai,
e non sanno guardarti negli occhi
quando tutto è finito oramai.
Tu invece strappami come un cerotto [Tu invece strappami come un cerotto]
e la ferita non farà più male, [e la ferita non farà più male,]
adesso lasciami su questo letto, [adesso lasciami su questo letto,]
solo un cratere bianco sul guanciale. [solo un cratere bianco sul guanciale.]
Che aspetti? Vattene sei cosi' bella,
fammi vedere come sai volare,
perché io penso che hai sbagliato stella,
perché io penso che hai sbagliato amore!
Lasciami, tu che sei forte più di me,
staccami da questo faticoso paradiso, te,
oppure cambiami se ci riesci, amore mio,
fallo tu quello che non son mai riuscito a fare io!
Perché gli uomini sono insicuri
e si lasciano spesso da sé
e poi piangono e imbrattano i muri
di rimorsi, rimpianti e perché...
***
Va bene, lasciami tre sigarette,
senza fiammiferi, senza rancore,
e questa strana luna senza notte,
e questa nuvola di dispiacere...
***
Adesso lasciami che c'ho da fare,
non so che cosa, come, dove e quando,
ti prego lasciami ricominciare,
lo so benissimo che sto sbagliando!
Amore lasciami, non mi lasciare,
lasciami, non mi lasciare,
lasciami, non mi lasciare,
lasciami, non mi lasciare!
Amore lasciami, non mi lasciare,
lasciami, non mi lasciare,
lasciami, non mi lasciare,
lasciami, non mi lasciare!
Amore lasciami, non mi lasciare,
lasciami, non mi lasciare,
lasciami, non mi lasciare,
lasciami, non mi lasciare...
|
4.IL BELLISSIMO MESTIERE
L'amore,
sono incazzato con l'amore
e tu non c'entri amore mio,
tu con quell'altro,
chi vi ha ratto incontrare
e innamorare, so chi è.
È l'amore, l'amore
e il sesso, degno suo compare,
che ci spiavano, lo sai,
da quello specchio,
quella specie di altare,
dove ci guardavamo
ore, ore e ore,
senza bere né mangiare,
senza neanche respirare,
solamente far l'amore,
senza neanche andare in bagno
per non risvegliare il sogno,
su quell'isola di un letto,
e ora che è finito tutto...
Amore, amore,
sono incazzato da morire,
ma con l’amore e non con te,
perché ti odio
così teneramente,
che anche un cieco lo vede,
t'amo disperatamente,
si può esser più coglioni,
piango come un deficiente,
mentre ascolto le canzoni,
e tutto questo quel bastardo,
lui non me l'aveva detto,
che si soffre come un cane
quando se ne va l'effetto,
ma lui, l’amore, l’amore, [L'amore...]
fa sempre quello che gli pare
e noi paghiamo, amore mio,
tu sei un foglio
sotto un'altra matita
e io scrivo su un'altra
vita disperatamente,
più maturo e più coerente,
mi è caduto addosso un muro
e non mi sono fatto niente,
ma cosa vuoi più da un amore
che fa piangere e incazzare,
ma che in fondo fa soltanto
il suo bellissimo mestiere,
cioè l'amore! |
5.VAI MALE A SCUOLA
Vai male a scuola,
a me puoi dirlo senza vergognarti,
io ti capisco, cuginetta sola,
che mangi poco e dormi ad occhi aperti,
perché vai male a scuola,
vai male a scuola.
Vai male a scuola
e credi di non essere all'altezza,
ma, in questo mondo che non ci consola,
soffriamo tutti d'inadeguatezza
e andiamo male a scuola,
andiamo male a scuola.
Vai male a scuola,
ma vanno molto peggio i professori
che hanno un concetto vecchio di cultura, [... che hanno un concetto vecchio di cultura...]
perché non sanno leggere sui muri
e ringhiano... ["Vai male a scuola,]
[vai male a scuola!"]
Andiamo tutti male a scuola
quando sbagliamo verbi e sentimenti,
la libertà è una grande museruola,
un panico di iene sorridenti
e gomme appiccicate ad una suola,
in questa corsa troppo americana,
ognuno preso nella sua tagliola,
insieme santi e figli di puttana. [... insieme santi e figli di puttana...]
che vanno male a scuola,
[Vai male a scuola,]
che vanno male a scuola.
[vai male a scuola!]
Vai male a scuola,
l'amore è ancora un apparecchio ai denti,
lo metti solo quando sei da sola,
e stringi i tuoi ginocchi e ti addormenti
e sogni che vai male a scuola,
vai male a scuola.
Ma è una parola [Vai male a scuola,]
essere un pappagallo di memoria, [vai male a scuola]
sul trespolo palloso della scuola, [vai male, vai male a scuola!]
che è sempre più in ritardo della storia
e vai male a scuola,
[Vai male a scuola,]
e vai male a scuola.
[vai male a scuola!]
Ma abbiamo tutti un sogno, una moviola,
e ninnananne contadine a fuoco lento,
di quando il mondo non andava a Coca Cola,
non era così stupido e violento.
I bachi, i bachi di una grande mela,
ecco cosa ci fanno diventare,
avvelenando il cielo e l'anfora del mare,
che ci vuoi fare? È il mondo che va male
a scuola, va male a scuola, va male!
[Vai male a scuola,
vai male a scuola!]
Vai male a scuola
e non ti accorgi che la vita è bella,
finché respiri e il cuore batte ancora,
che te ne frega se vai male a scuola?
[Vai male a scuola,]
Sì, [vai male a scuola!]
vai male a scuola, [Vai male a scuola,]
vai male a scuola! [vai male a scuola!]
[Vai male a scuola,
vai male a scuola!
Vai male a scuola,]
Che te ne frega se vai male a scuola? [vai male a scuola!]
[Vai male a scuola,
vai male a scuola!]
Che te ne frega se vai male a scuola? [Vai male a scuola,]
[vai male a scuola!
Vai male a scuola,]
Che te ne frega se vai male a scuola? [vai male a scuola!]
[Vai male a scuola,
vai male a scuola!
Vai male a scuola,
vai male a scuola!
Vai male a scuola,
vai male a scuola!
Vai male a scuola,
vai male a scuola!]
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6.E CHI SE NE FREGA
Lo so che il tempo lo sa
che siamo nascosti qua,
in fuga dalla realtà,
e chi se ne frega.
L'iguana dei passi tuoi,
il tuo inguine di viva orchidea,
dove annegano gli occhi miei
e il tempo si ambigua. [E il tempo si ambigua...]
Io da qui non mi muovo più, [Io da qui non mi muovo più,]
abbracciato a una cruce, tu, [abbracciato a una cruce, tu,]
mentre il sole riallaga il blu, [mentre il sole riallaga il blu,]
e chi se ne frega. [e chi se ne frega.]
Voglio quello che vuoi tu, [Voglio quello che vuoi tu,]
voglio il tempo che non ho [voglio il tempo che non ho]
e l'avrò! [e l'avrò!]
Il tempo ai cani e la polizia,
sbaranzia e dietrologia,
fa che insegua la nostra scia,
e chi se ne frega. [E chi se ne frega...]
Io da qui non mi muovo più, [Io da qui non mi muovo più,]
neanche se te ne andassi tu, [neanche se te ne andassi tu,]
su quest'erba che guarda in su [su quest'erba che guarda in su]
e sembra che prega. [e sembra che prega.]
Voglio quello che tu vuoi, [Voglio quello che tu vuoi,]
voglio quello che vorrai, [voglio quello che vorrai,]
voglio vivere di più, [voglio vivere di più,]
voglio il tempo che non ho [voglio il tempo che non ho]
e l'avrò, sì! [e l'avrò, sì!]
Lo so che il tempo lo sa
che siamo nascosti qua
e se vuoi ci raggiungerà,
ma chi se ne frega! |
7.LA CLESSIDRA
Corri, corri, corri, che la vita se ne va
e tutto è troppo tardi, tutto è sempre un po' più in là
e la clessidra perde la sabbia
e il tempo ci denuda a forza di dubbi.
Tutto sembra fermo nella sua velocità [Tutto sembra fermo nella sua velocità]
e, se Francesca dorme, è già diamante e non lo sa, [e, se Francesca dorme, è già diamante e non lo sa,]
gli avvenimenti sono in ritardo, [gli avvenimenti sono in ritardo,]
estremamente lenti, più del ricordo. [estremamente lenti, più del ricordo.]
La nostalgia del presente mi raggiungerà [La nostalgia del presente mi raggiungerà]
e la clessidra è un mostro intelligente, [e la clessidra è un mostro intelligente.]
Cristo fa che non sia lei, nel cesso di un bar,
quell'angelo che vomita per le vertigini
che questa vita dà a spruzzo su di noi,
che diventiamo uomini al prezzo degli eroi.
E tutto è sempre troppo tardi, sempre un po' più in là [E tutto è sempre troppo tardi, sempre un po' più in là]
e, sbriciolando di ricordi la clessidra, [e, sbriciolando di ricordi la clessidra...]
essere in due, pensa che forza ci dà,
Francesca, essere in due ci salverà, ci salverà!
Corri, corri, corri, tutto sembra andare via, [Corri, corri, corri, tutto sembra andare via,]
l'inchiostro dai quaderni, la tristezza e l'allegria, [l'inchiostro dai quaderni, la tristezza e l'allegria,]
io, come un cervo avvelenato, [io, come un cervo avvelenato,]
sento cadere i nervi, muscoli e fiato. [sento cadere i nervi, muscoli e fiato.]
Tutto è sempre troppo tardi, sempre un po' più in là [Tutto è sempre troppo tardi, sempre un po' più in là]
e, sbriciolando di ricordi la clessidra, [e, sbriciolando di ricordi la clessidra...]
fa che non sia lei quell'alito di addio,
telefono che penzoli, aspetta arrivo io,
e fa che non sia lei la tragica metà,
di una clessidra arrovesciata e pillole qua e là.
È tempo di resurrezione, aspetta amore mio, [È tempo di resurrezione, aspetta amore mio,]
che tira un vento nuovo di canzone, aspetta! [che tira un vento nuovo di canzone, aspetta!]
E fa che sia io ad asciugarmi di te
e poi cerchiamo anche un Dio,
che forse c'è, che forse c'è!
È tempo di resurrezione, aspetta amore mio, [È tempo di resurrezione, aspetta amore mio,]
che tira un vento nuovo di canzone, aspetta, [che tira un vento nuovo di canzone, aspetta,]
aspetta, aspetta, aspetta, aspetta! [aspetta, aspetta, aspetta, aspetta!]
Aspetta, aspetta! [Aspetta, aspetta!]
|
8.FIGLIO DELLA POLVERE
Fra i ragazzi di una strada,
come chicchi di caffè,
da una telecamera, [Da una telecamera,]
ora, gli occhi tuoi, [ora, gli occhi tuoi,]
sorridendo lacrime, [sorridendo lacrime,]
parlano coi miei. [parlano coi miei.]
La tua bocca bianca e rosa
oggi cosa mangerà?
Forse pane e polvere
unti di pietà,
non le nostre chiacchiere,
le nostre ambiguità.
Ma se nasci lì, dimmi come puoi difenderti
dall'ipocrisia, dalla siccità degli uomini
e se nasci lì, dimmi come puoi nasconderti
dalla crudeltà dell'economia, delle guerre inutili,
perché, prima o poi, l'odio sparerà
piombo nei cucchiai della povertà.
Figlio della polvere, c’è una verità
che ci inganna:
la menzogna. [La menzogna!]
Una classe di grembiuli,
vedo alla lavagna te,
che impari l'aritmetica,
la magia del tre,
l'arte di dividere
quello che non c'è.
Pochi soldi che questa vita mia non spostano
io li mando a te e speriamo che ti arrivino.
La fotografia, la tua storia la conosco già
e un fratello in più da domani avrai e meno solo anch'io sarò,
so che te ne andrai dove il mondo va,
so che ci sarai quando non sarò,
ma, se la banca ha un'anima, questo servirà,
forse almeno un po'.
Firmo questo modulo,
mentre penso a te,
figlio della polvere,
affidato a me. |
9.VIVERE LIBERAMENTE
[Vivere, vivere liberamente
e superare il concetto di tempo!]
La porta è nascosta da una tenda di menzogne
e ambiguità e la risposta chiede alla domanda:
"Di là chi c'è?", e si rovescia l'eco dell'enigma:
"Chi c'è di là?", la nostra vita è tempo che sprofonda
e non lo sa...
La porta è in fondo a destra, prima del dolore, [La porta è in fondo a destra, prima del dolore,]
e noi, così, che ci lasciamo quasi cigolando, [e noi, così, che ci lasciamo quasi cigolando,]
né io né te abbiamo voglia di morir d'amore, [né io né te abbiamo voglia di morir d'amore,]
è tutto qui, la nostra vita è un cerchio che sprofonda, [è tutto qui, la nostra vita è un cerchio che sprofonda,]
è tempo di... [è tempo di...]
Vivere, vivere liberamente [Vivere, vivere liberamente]
e superare il concetto di tempo, [e superare il concetto di tempo,]
senza passato, futuro e presente, [senza passato, futuro e presente,]
senza lasciare nemmeno un'impronta. [senza lasciare nemmeno un'impronta.]
Vivere, vivere liberamente [Vivere, vivere liberamente]
su questo piccolo atollo di eternità [su questo piccolo atollo di eternità]
che ognuno è, che ognuno ha, [che ognuno è, che ognuno ha,]
che ognuno é, che ognuno ha, [che ognuno é, che ognuno ha,]
anche te. [anche te.]
Il senso è l'equilibrista che moltiplica i suoi passi
e come fa a sollevarsi dal mortale girotondo
che ognuno è, con questa nostra funzionale debolezza
di gravità, ma è la risposta che chiede alla domanda:
"Come si fa?"...
Vivere, vivere liberamente, [Vivere, vivere liberamente,]
strapparsi il nome e il cartellino del prezzo, [strapparsi il nome e il cartellino del prezzo,]
e superare il concetto di tempo, [e superare il concetto di tempo,]
con l'illusione delle nostre certezze, [con l'illusione delle nostre certezze,]
morire solo se ne siamo convinti, [morire solo se ne siamo convinti,]
su questo piccolo atollo d'eternità [su questo piccolo atollo d'eternità]
che ognuno è, che ognuno ha, [che ognuno è, che ognuno ha,]
che ognuno è, che ognuno ha. [che ognuno è, che ognuno ha.]
Noi siamo solo le tracce di quelli che sono passati di qua, [Noi siamo solo le tracce di quelli che sono passati di qua,]
dobbiamo avere il coraggio di chi, dopo di noi, da qui passerà, [dobbiamo avere il coraggio di chi, dopo di noi, da qui passerà,]
passerà! [passerà!]
Vivere, vivere liberamente [Vivere, vivere liberamente]
e superare il concetto di tempo, [e superare il concetto di tempo,]
difendere quello che sta scomparendo, [difendere quello che sta scomparendo,]
usare ognuno il suo pezzetto di mondo, [usare ognuno il suo pezzetto di mondo,]
lasciare pulito per quelli che verranno [lasciare pulito per quelli che verranno]
su questo piccolo atollo d'eternità [su questo piccolo atollo d'eternità]
che ognuno è, che ognuno ha, [che ognuno è, che ognuno ha,]
che ognuno è, che ognuno ha, [che ognuno è, che ognuno ha,]
[Vivere, vivere liberamente]
anche te, [e superare il concetto di tempo!]
[Vivere, vivere liberamente]
anche te! [e superare il concetto di tempo!]
[Vivere, vivere liberamente
e superare il concetto di tempo!
Vivere, vivere liberamente
e superare il concetto di tempo!
Vivere, vivere liberamente!]
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10.TRAPPOLE
Un annuncio sul giornale,
un messaggio troppo anonimo, che sa
trasgredire e affascinare,
da convincerti a scoprire che cos'è
o chi sarà.
Perché è un gioco clandestino
o il mistero più banale che vivrai,
un rapporto esistenziale col buon vino,
quando inventi un altro ruolo,
quando abbocchi a un'e-mail,
queste, lo sai,
sono trappole,
quelle voci che ti chiamano dai vicoli,
quelle mani che ti afferrano negli angoli,
specialmente se provengono da un'anima
di plastica.
C'è da perdersi
in un giro di illusioni e solitudini,
con gli amori più virtuali, su quel monitor che
t'inghiottirà, come un numero,
nella trappola.
Ma una vita troppo uguale, [Ma una vita troppo uguale,]
sul vagone più monotono che c'è, [sul vagone più monotono che c'è,]
dimmi cosa mi può dare, [dimmi cosa mi può dare,]
se non l'ultimo bicchiere di realtà [se non l'ultimo bicchiere di realtà]
da buttar giù. [da buttar giù.]
Sia nel bene che nel male, [Sia nel bene che nel male,]
alla fine di ogni scelta, sempre tu [alla fine di ogni scelta, sempre tu]
paghi il conto a quel destino da tradire, [paghi il conto a quel destino da tradire,]
che ti lascerà sbagliare facilmente così, [che ti lascerà sbagliare facilmente così,]
perché, lo sai, [perché, lo sai,]
sono trappole, [sono trappole,]
quelle storie che diventano difficili, [quelle storie che diventano difficili,]
con la luna solitaria dei licantropi, [con la luna solitaria dei licantropi,]
oltre il limite delle tue stesse regole [oltre il limite delle tue stesse regole]
e abitudini. [e abitudini.]
Per evadere, [Per evadere,]
cerca un sogno più rischioso e imprevedibile, [cerca un sogno più rischioso e imprevedibile,]
dove mai sarai un ostaggio e, da sconfitto o da eroe, [dove mai sarai un ostaggio e, da sconfitto o da eroe,]
resti chi sei, un superstite, [resti chi sei, un superstite,]
un superstite. [un superstite.]
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11.CI VEDIAMO
Ci vediamo, poi di tempo non ce n'è,
siamo tutti slot machine senza ricordi
e sul treno pendolari nostalgie,
coi problemi di routine negli sguardi
e lo specchio dell'età ha un'immagine convessa,
ma la nostra libertà resta una promessa.
E ci vediamo, ci vediamo, ci vediamo nel film, [E ci vediamo, ci vediamo, ci vediamo nel film!]
mentre corriamo in un campino tutti dietro a un pallone,
tutti a ridere,
e le ragazze, le ragazze, le ragazze per noi,
restano bugie, ma l'importante è vivere!
Ci vediamo, poi non ci vediamo mai,
strade a senso unico le nostre vite,
dove andiamo? Dove vai? Non c'incontreremo più, [Dove andiamo? Dove vai? Non c'incontreremo più...]
come lettere, anche noi, mai spedite,
quella specie di allegria di una cena sbadigliata
e la classica bugia, "Bellissima serata".
E ci vediamo, ci vediamo, ci vediamo vedrai, [E ci vediamo, ci vediamo, ci vediamo vedrai!]
i nostri sogni stanno ancora nello stesso quartiere
di periferia,
a consolarsi di cazzate e di brioches alle sei,
a non dormire mai, ma l'importante è vivere!
E come al solito,
ma ci vediamo, ci vediamo, ci vediamo nel film,
chissà se siamo noi, ma l'importante è vivere!
Ci vediamo, poi di tempo non ce n'è,
perché ognuno c'ha il suo film
e questo siamo noi, ma l'importante è vivere! |
12.SANT’ELENA
Io sono qui su un'isola, Africa occidentale,
mi hanno rinchiuso in una gabbia d'oro,
da cui nessuno può scappare.
Eppure una volta io ero un re, un imperatore,
qualcosa d'importante,
e ora per la storia sono un pazzo traditore,
un assassino, un delinquente.
E adesso nessuno si ricorda più
quant'era grande il mio impero
e tutte le vittorie sul campo
di questo folle condottiero.
È vero, sì, ho ammazzato,
ho commesso ogni nefandezza,
ma per me la storia la scrive solo
chi si macchia di grandezza.
Io sono qui a Sant'Elena, Africa occidentale,
e soltanto la mia anima, un giorno,
da qui potrà scappare.
Io sono qui a Sant'Elena, isola pedonale,
anch'io sono in esilio quaggiù,
un ex imperatore.
Anch'io ho avuto la mia Waterloo
e ho perso tutto ciò che avevo conquistato,
ma soprattutto ho perso te, che per sempre,
per sempre m'hai lasciato.
Per sempre m'hai lasciato...
|
13.L’ULTIMA BIRRA
Ci vuole un'altra birra,
un'altra gioventù,
e un cuore di bottiglia,
per non amarti più.
Ci vuole il cameriere
gentile che lavora qui
e un bagno, dove andare
a piangere pipì.
Non cambia nulla
e il tempo affoga
nell’ultima birra,
ma, se potessi berla
insieme a te,
me ne farei due grandi baffi,
per strappare quel sorriso
dai tuoi occhi dolci e buffi,
che, se il paradiso c'è,
è qui su questa terra,
ce l'avevamo io e te,
ma ormai non cambia nulla,
e qui davanti a me
c'è l'ultima birra,
la silenziosa e lenta
rivoltella
di gente troppo sola
come me.
Ma ogni generazione
ha la sua guerra,
la sua religione
e l'illusione che la vita
è facile cambiarla
con l'ultimo sorso di birra.
E ci si incontra, ci si flescia,
ci si struscia un po' d'amore,
ci si prende, ci si lascia
a bere in questo bar,
l'ultimo sorso dell'ultima birra,
l'ultima birra.
|
14.IL GUSTO DI ESISTIRE
Con un dottore, un lettino e un soffitto dall'aria sgualcita,
son ritornato indietro a cercare il mio orologio, la vita,
che avevo perso dal sacco deluso dei sogni dal fondo bucato,
quanto ci ho messo a capire le cose che avevo sbagliato.
Quando ho sentito una pace staccarmi da queste mie gambe
e son cresciuto d'altezza e arroganza, per sentirmi grande,
cadendo dentro le storie degli altri in un modo contorto e banale,
per poi lasciarle così, senza neanche vederne il finale.
E il gusto di esistere me l'ero scordato
in un campo di brividi e di filo spinato,
e sembrava un reato.
Ed ho cercato gli amori più adatti alla mia sonnolenza, Ed ho cercato gli amori più adatti alla mia sonnolenza,
di quelli che, nello scambio di affetti, puoi farne anche senza, di quelli che, nello scambio di affetti, puoi farne anche senza.
ho lavorato ed ho perso del tempo, ma sempre come un apprendista,
e con la vita pian piano ci siamo un po' persi di vista.
Ma il gusto di esistere mi stava tornando,
sotto forma di traffico con il suo sotto fondo.
E il tempo e la polvere in senso antiorario
tornavano ad essere questo mio desiderio,
e il suo esatto contrario.
Ma ho sotterrato il presente distante e mi son ritrovato nuovo,
come una pianta che nasce da un seme o una bestia da un uovo,
ed ho pagato il biglietto di vivere in una maniera diversa,
come l'omino che corre all'uscita di sicurezza.
Perché il gusto di esistere...
Perché il gusto di esistere, da quando son nato,
il gusto di esistere non mi è ancora passato!
Perché il gusto di esistere, da quando son nato..
Perché il gusto di esistere non mi è ancora passato! |
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1.COME SI FA (Tozzi-Masini)
Ma come si fa a morire, raccontamelo tu.
come si fa, a godere, non ce la faccio più
e come si dorme quando il buio arriva
e non finisce mai
e quanto ti fa paura se l'idea, dal cielo cade su di noi, ma come si fa ma come si fa
Ma come si annidano i serpenti, occhio attento a dove vai, ho mille ragioni per gridare, non dimenticarlo mai, e come s'incazza la gente che dorme, le tegole rotte sulla casa che soffre, non ci danno più quel pane d'amore ma solo medaglie con un bel tricolore, che ci ridà coscienza non ci credi più
ma come si fa, raccontalo a un altro, è tutto finto e resterò bambino fino in fondo, ma dimmi come si fa, secondo te io dormo, e non mi capita più, davvero davvero, in questo mondo che eccita e non ce la da, tu dimmi come si fa.
Ma come si fa a godere d'albe nere, e di steriotipi, e come ti va di star sdraiato al sole, quando hai debiti, ma come si fa a dare di più se brilla la notte piangi con la tv, la passo da te, c'è un altro dolore, che ti torna accanto e ti disturba il rumore, che ti ridà coscienza e non ci credi più
Ma come si fa, convincimi adesso e non m'illudere anche tu, sarò con te lo stesso, ma dimmi dove si va, su questa terra a scacchi, ma io con te vincerò, davvero davvero, in questo mondo che eccita e non ce la da, tu dimmi come si fa
Ma come si fa a vivere all'ingrasso,se quelli come te non ridono lo stesso,ma come si fa a predicare l'inganno, se il figlio lassù ti perdona adesso, tu dimmi come si fa
Ma come si fa a far solo festa, se c'è qualcuno che grida tu non girar la testa, ma io con te vincerò, davvero davvero, in questo mondo che eccita e non ce la da, tu dimmi come si fa.
davvero davvero
tu dimmi come si fa
davvero davvero
ma come si fa.
|
2.ANIMA ITALIANA (Tozzi-Masini)
E non sarà domani
Né fra un’eternità
Mi sveglierò in un sogno
Di mare e brividi
Di un mare che ho bevuto
Di cuori sulla sabbia
Noi siamo ancora lì sempre di più sempre di più
A un’ancora in quel porto nasce con me e muore con te
Quel sole vagabondo
Di mare conosciamo le paure
Che hanno raccontato i poveri grandi cuori umili
Di cuore non c’è gente che abbia unito
Le diversità dei popoli anime arrendevoli
Di mare che ci da quella personalità
Nel sorridere
Nel piangere
Nel vivere…
Anni diversi lavorerò e imparerò
A ridere di rabbia non morirò finché vivrà
Quell’Anima Italiana
L’Anima Italiana…
Donne sole in un futuro di gabbie gabbie
Mamme che hanno partorito fiori
Nel velluto coraggiose si
Come acrobati nel cielo di chi?
E tornerà domani
E tornerà domani…
Quel mare la mattina
Quando vita t’innamora nell’ipotesi solo se dimentichi
La casa che hai lasciato
E dopotutto è perdonato quel disordine immagine da leggere
Ma c’è un’Ave Maria
Che il dolore porta via
Per l’eternità, e poi sarà com’eri tu
Visibile…
Anche l’amore quando da te ritornerò
Per chiederti perdono e poi con te io rivivrò
Quel mare di sapori
Che ho perso per il mondo sognando il mio ritorno
Dal mare più profondo nei cuori che ricordo
Di un’Anima Italiana |
3.ARRIVEDERCI PER LEI (Tozzi-Masini)
Se solo avesi saputo di te,
se almeno potessi io,
aiutarti lo farei,
non importa se è così,
tanto io devo partire per la libertà,
lei si sveglierà dentro di te,
nell'addio di una sera,
di questa luna accesa,
cuori al massimo,
quasi immobili,
è strano ma ci riuniràdi più,
per non rompere quel giocattolo,
arrivederci per lei,
senza rancori my friend,
prendimi a pugni se vuoi,
ma siamo fratelli,
di una storia d'amore che c'è,
cantale adesso tu,
le canzoniche ho scritto per lei,
leggi le sue poesie,
ti vestirai di quegli anni innocenti,
come le strade di New York,7
lei lo capirà,
come faccio io,
è strano ma ti voglio credere,
senza accorgerti mi ritroverai,
dentro i suoi tanti perchè,
arrivederci per lei,
lascio i miei giorni nei tuoi,
ma siamo fratelli,
di una storia d'amore che c'è...,
e adessoche farai,
la guerra che non vorrei,
perdonaci amore mio,
arrivederci my friend,
arrivederci noi,
ci assomigliamo sempre,
arrivederci per lei,
arrivederci si,
perchè domani non sia mai |
4.T’INNAMORERAI (Tozzi-Masini)
|
5.PERCHÈ LO FAI (Tozzi) |
6.TI VORREI (Tozzi) |
7.TU (Masini)
Dan Dabadan
Dabadan
Dabadan
bam
bam
bam
bam. . . .
Tu stiamo que stiamo la
c'e I'amore a cena e tu
dimmi si se ti va
il mio letto e
forte e tu
pesi poco piu
deila gommapiuma
tu perche tu non ci sei
e mi sto spogliando.
Tu quanti anni mi dai
ho un lavoro strano e
tu ma va la che lo sai
vista da vicino tu
sei piu bella che mai
baci da un minuto
tu non ne dai
non ne dai
chi ti ha fatto entrare.
Tu
chi mi brucia sei tu
e anche la mia
marcia in più
ed un po' di follia
quanto basta perche tu
come lei non sei mia
se mi fai l'amore
ti cantero
come se fossi
una canzone.
Cantero e
camminando
svegliero
chi sta
sognando piu de
me
al mondo siamo
io e te ragazza
triste.
Cantero la pioggia
perche venga
giu il vento che si
calmi un po'
il cielo perche
sia piu blu e mi
sorrida tu.
Dan Dabadan
Dabadn
Dan Dabadan
Dabad;an
Tu
non sarai mica tu
una saponetta che
scivolando non c'e
dimmi che da un'ora tu
hai bisogno di me
che ti ossigeno di piu
dimmi che non sei tu
un miraggio
ma sei tu.
Dan Dabadan
Dabadan
Dabadan
bam
bam
bam
bam
. . .
Cantero e
camminando
svegliero
|
8.GLI ALTRI SIAMO NOI (Masini)
Non sono stato mai più solo di così
e' notte ma vorrei che fosse presto lunedì
con gli altri insieme a me per fare la città
con gli altri chiusi in se che si aprono al sole
come fori quando si risvegliano si rivestono
quando escono, partono, arrivano
ci somigliano angeli avvoltoi
come specchi gli occhi nei volti
perché gli altri siamo noi.
I muri vanno giù al soffio di un'idea
Allah come Gesù in chiesa o dentro una moschea
e gli altri siamo noi ma qui sulla stessa via
vigliaccamente eroi lasciamo indietro i pezzi di altri nodi
che ci aspettano e si chiedono
perché nascono e subito muoiono
forse rondini foglie d'Africa
ci sorridono di malinconia
e tutti vittime e carnefici
tanto prima o poi gli altri siamo noi.
Quando cantano
quando piangono
gli altri siamo noi.
In questo mondo gli altri siamo noi
siamo noi siamo noi.
Quando nascono
quando muoiono
gli altri siamo noi.
Gli altri siamo noi
siamo noi siamo noi.
Noi che stiamo in comodi deserti
di appartamenti e di tranquillità
lontani dagli altri
ma tanto prima o poi gli altri siamo noi.
oh oh oh...
in questo mondo piccolo oramai
gli altri siamo noi.
si gli altri siamo noi
fra gli indios e gli indù
ragazzi in farmacie
che ormai non ce la fanno più
famiglie di operai licenziati dai robot
e zingari dell'est in riserve di periferia
siamo tutti vittime e carnefici
tanto prima o poi gli altri siamo noi.
l' Amazzonia
il Sudafrica
gli altri siamo noi.
in questo mondo gli altri siamo noi
siamo noi siamo noi.
Quando sparano
quando sperano
gli altri siamo noi
in questo mondo piccolo oramai
siano noi siamo noi
gli altri siamo noi
gli altri siamo noi
in questo mondo gli altri siamo noi
gli altri siamo noi. |
9.DISPERATO (Tozzi)
|
10.CENERENTOLA INNAMORATA (Tozzi) |
11.TI AMO (Masini)
Ti amo
in sogno
ti amo
in aria
ti amo
Se viene testa vuol
dire che basta:
lasciamoci.
Ti amo
io sono
ti amo
in fondo un uomo
Che non ha freddo nel cuore
nel letto comando io.
Ma tremo davanti al tuo seno
Ti odio e ti amo
E una farfalla che
muore sbattendo le
ali.
L'amore che a letto si fa
Rendimi I'altra meta
Oggi ritorno da lei
Primo Maggio
su coraggio!
lo ti amo e chiedo perdono
Ricordi chi sono
Apri la porta a un
guerriero di carta
igienica.
E dammi il tuo vino leggero
Che hai fatto
quando non c'ero
E le lenzuola di lino
Dammi il sonno di un bambino.
Che "ta" sogna
cavalli e si gira
E un po' di lavoro
Fammi abbracciare
una donna che stira
cantando.
E poi fatti un po'
prendere in giro
Prima di fare I'amore
Vesti la rabbia di
pace e sottane
sulla luce.
lo ti amo e chiedo perdono
Ricordi chi sono
Ti amo
ti amo
ti amo
ti amo
ti amo.
|
12.GLORIA (Masini)
Gloria
manchi tu nell'aria
manchi ad una mano
che lavora piano
manchi a questa bocca
che cibo piu non tocca
e sempre questa storia
che lei la chiamo Gloria.
Gloria sui tuoi fianchi
la mattina nasce il sole
entra odio ed esce amore
dal nome Gloria.
Gloria manchi tu nell'aria
manchi come il sale
mi manchi piu del sole
sciogli questa neve
che soffoca il mio petto
t'aspetto Gloria.
Gloria chiesa di campagna
acqua nel deserto
lascio aperto il cuore
scappa senza far rumore
dal lavore dal tuo letto
dai gradini di un altare
ti aspetto Gloria.
Gloria per chi
attende il giorno
e invece di dormire
con la memoria torna
a un tuffo nei papaveri
in una terra libera
per chi respira nebbia
per chi respira rabbia
per me che senza Gloria
con te nuda sul divano
faccio stelle di cartone
pensando a Gloria. |
13.CI VORREBBE IL MARE (Tozzi) |
14.L’UOMO VOLANTE (Tozzi) |
15.IO CAMMINERÒ (Masini)
La mia donna la sua allegria
che mi riscalderà con il fuoco di un’idea
uomo solo uomo a metà
domani nei suoi occhi tutto il resto affogherà
.
E cascate d’amore noi
le nebbie del passato non ci inquineranno mai
a quest’ora ti sento mia
l’avrai di già lasciato con disprezzo e poesia.
Bianchi zingari i passi tuoi
nell’anima il silenzio da quanto tempo hai
io d’amore ti vestirò
ma non dovrai tremare dove io ti porterò.
Io camminerò, tu mi seguirai
angeli braccati noi ci sarà un cielo ed
io lavorerò tu mi aspetterai
e una sera impazzirò quando mi dirai
che un figlio avrai, avrò…
Sciogli i dubbi e i capelli tuoi
perché sei così bella se non sai quello che vuoi
io d’amore ti vestirò
ma non mi domandare dove ti porterò.
Io camminerò… |
|
16.QUALCOSA QUALCUNO (Masini)
Qualcosa, qualcuno lontano, forse vicino
sì, qualcosa, sì, qualcuno che ti chiama forse nessuno
sì, ti passerà è malattia come è venuta puoi mandarla
via,
scompaiono le efelidi di un bel ricordo adolescente qui
si ingoia un po' di amaro e dolce come serate di
provincia,
a qualcosa...a qualcuno a un profumo, devo pensare,
forse andare, forse amare.
Amare cos'è è ascoltare in silenzio la luna,
è perdere te e soffrir senza fare rumore
amare sei tu, rallentato risveglio di un fiore,
amare di più, è una dolce follia è anche un po' colpa
mia,
che t'amo di più.
Del passero sull'albero, che aspetta un colpo per buttarsi giù
verso la terra e il suo profumo che troppe volte sa di guerra e fumo
e intanto và e intanto cresce, l'illuso niente mai finisce.
E qualcosa e qualcuno, si avvicina col suo veleno,
nuovo antico, chiede poco, sembra un gioco
non so che fare, forse andare, forse amare
Amare cos'è, è ascoltare in silenzio la luna,
è perdere te e soffrir senza fare rumore,
amare sei tu, rallentato risveglio di un fiore,
amare di più è una dolce follia è anche un po' colpa
mia...
che ti amo di più |
|
1.DENTRO DE TI,FUERA DEL MUNDO
Historias de jóvenes de una ciudad
ángeles desocupados
pobre deudores de la verdad
qué le podemos hacer?
si el mundo gira en torno al mundo de negocio
y las finanzas son la ley
quisiera ser rey de los sueños y del ocio
la vida a tope viviré... la busco...
dentro de ti
fuera del mundo
dentro de ti
en lo profundo, la noche
dentro de ti
en un segundo
dentro de ti, amando
siendo el uno para el otro
dentro de ti.
vamos el sábado al mismo lugar
la calle es cosa nuestra
malas canciones con mal poesía
suenan en el altavoz
y el mundo gira en torno a chicas y motores
buscando siempre un nuevo "look"
vendiendo el alma, con la muerte en los talones
en este gran electro-shock... en cambio
dentro de ti
hay otro mundo
dentro de ti
en lo profundo, un sol que
dentro de ti
está naciendo, por eso
dentro de ti, me siento
vivo mientras voy muriendo
dentro de ti.
dentro de tus labios de dulcísimos mentiras
dentro de tu alma y de su melancolía
dentro de este ser feliz que no puede ser
siendo al uno para el otro
dentro de ti.
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2.VE CON ÉL
Ve con él
porque yo no sé
darte más que amor
ni una casa ni un trabajo sólo yo.
Vístete y ve con él
piensa sólo que tu futuro está
en su enorme clase
y gran seguridad.
Le conozco bien y sé que es
dulcísimo, atento, no como yo
y úu le harás feliz como al que más
piensa en vez de soñar
razona en vez de amar
decídete ya.
Vístete y ve con él
que mi corazón
lo comprenderá
y mañana tú me lo agradecerás.
Pero esta noche vive para mí
desnúdate, libérate, bésame, abrázame
siente mi emoción dentro de ti
y luego déjame sin darte lástima
vístete, vístete
Vístete y ve con él
aunque en realidad te quiera para mí
vístete y ve con él
aunque piense que me moriré sin ti.
No te importe si te quiero
no te importe si me muero
vístete y ve con él
ve con él.
No te importe si me vuelvo loco
vida, márchate
vístete y ve con él
ve con él. |
3.DESESPERADO
Cuando yo me revelo
es que estoy hoy sin ti.
Cuando doy con el suelo
es que estoy hoy sin ti.
Cuando voy desarmado
es que estoy hoy sin ti.
Y cuando voy fatal
es cuanto vuelvo a ella
la quiero casi mal porque te quiero a ti.
Quiero verte enloquecida besándome la espalda.
Ella no tiene salida
no me da más de sí.
Cuando estoy desesperado
es que estoy hoy sin ti.
Cuando no, no sé ni lo que hago
es que estoy perdiendo pie sin ti.
Y salto fuera de mi soledad
esta noche voy, y apago la ciudad
con este cuerpo desesperado en mí... hoy sin ti.
Ahora meo el muro
meo mi veneno...
Es demasiado duro continuar sin ti.
Acelero por la vida
yo nunca piso el freno.
Si no encuentro la salida
me estrello contra ti.
Cuando estoy desesperado
es que estoy sin ti... desesperado
Es que estoy perdiendo pie sin ti... |
4.LAS MUCHACHAS SERIAS
Las muchachas serias
pocas quedan ya,
si el trasero enseñan
lo mismo les da
Las muchachas serias
han quedado tres,
misteriosas ellas
y te hablan de usted.
Las muchachas serias dicen siempre no,
nunca se enamoran,
guardan su pasión.
Bébete este vaso
de felicidad
fúndete en mis brazos,
luego Dios dirá.
Amor tomado en serio,
tan falto de deseo,
que cuando llega se nos va.
Amor de cementerio
tan soso tan perfecto,
que no nos deja improvisar.
Las muchachas serias,
han quedado tres,
dos se hicieron monjas
la otra yo me la quedé.
Muero en el intento,
la última eres tú,
no pierdas el tiempo
ni tu juventud
ni tu juventud
de las muchachas serias
ahora sólo quedas tú
ahora sólo quedas tú |
5.NECESITO EL MAR
Ese mar inmenso que nos acaricia,
mientras caminamos, pies desnudos, por la orilla,
ese mar inmenso necesitaría,
y ese sol intenso que al salir nos da la vida,
para los amores, flores de un verano,
necesitaría sal que cure los engaños,
de sonrisas blancas entre labios rosa,
de un millón de estrellas que en el cielo son
hermosas.
Ese mar inmenso, ese mar profundo,
ahora que me dejas como un perro vagabundo,
ese mar inmenso con sus tempestades
para ahogar mis penas de mentiras y verdades.
Ese mar inmenso sobre nuestra vida,
que dejaste a flote mi esperanza ya perdida,
tabla salvadora, tabla a la que yo me aferro
que traerá sin duda, espero, ese mar inmenso.
Ese mar inmenso donde naufraguemos,
como aquella extraña historia de delfines que
buscan una playa, mueren juntos,
nadie sabrá porqué,
como yo lo haría ahora, cariño mío, lo haré.
Ese mar inmenso, ese mar profundo,
ahora que me dejas como un perro vagabundo.
Ese mar inmenso con sus tempestades
para ahogar mis penas de mentiras y verdades.
Ese mar inmenso, ese mar de amores,
ese mar inmenso,
ese mar inmenso,
ese mar inmenso,
ese mar tan inmenso. |
6.POR QUÉ LO HARÁS
Con esta lluvia del demonio ¿por qué lo harás?
con eso ojos de colgada en el mas allá,
por una dosis de veneno letal
vendes tu piel, eres capaz...
Con esos dedos de pianista ¿por qué lo harás?
si eres la estrella de mi lista, la más de más,
rompes tu vida como un globo de gas,
dime por qué, ¿por qué lo harás?
¿Por qué lo harás? no me digas que porque sí.
Razón de más, si yo vivo pensando en ti.
Y tú podrás refugiarte dentro de mí
y así te salvarás...
¿Por qué lo harás?
no lo entiendo pequeña mía.
Así, sin más, como un ángel en agonía.
¿Por qué lo harás?
¡Es tan fácil salir de flash!
Por ti, por mí, ¡por dios...!
¿Por qué, por qué lo harás?
En una calle donde nunca se asoma el día,
donde no entra ni siquiera la policía.
Yo no te dejo en este sucio Vietnam,
pequeña mía,
entre tu gente de mente vacía...
No te entiendo, bala perdida,
¿Por qué no ves que mi amor te dará la vida?
¿Por qué lo harás?
¡Es tan fácil salir de flash!
Por mí, por ti, ¡por dios...!
¿Por qué lo harás? Si tu puedes salir de ahí,
Razón de más, si yo vivo pensando en ti.
Si tú lo intentas, llámame, y yo te ayudaré,
las cosas son más fáciles si son en compañía
y volverás
a mis brazos para... ser mía.
¿Por qué lo harás?
¡Es tan fácil salir de flash...!
|
7.CENICIENTA DESCONSOLADA
Ya comprendo que es algo serio,
pero ahora no puedo hablarte,
mira, dejaré de misterios,
esta noche yo iré a buscarte.
Desde cuándo no me llamabas,
sabes bien que somos amigos,
no es verdad que no me importaras,
me pensé que te habías ido.
No te puedo escuchar apenas,
tengo que poner mil oídos,
dices al final de la cena
que tú estás esperando un hijo.
Él te ha dicho: ”Lo siento mucho”,
y después te ha dejado sola,
no le puedes probar que es suyo,
y no sabes qué hacer ahora.
Era hermoso sentirse amada,
y dejar transcurrir las horas,
cenicienta desconsolada.
A tu padre como decírselo,
el orgullo de su casa,
sabes bien como vas a herirle,
ha sufrido mucho en su vida.
Con tu madre te da vergüenza
de decirle que te gustaba,
el amor que con tanta fuerza
él buscaba y tú le entregabas.
Y qué quieres que yo te diga,
un consejo de buen amigo,
piensa bien si estás decidida,
si de veras quieres un hijo.
De un amor de una sola noche,
de un amor que no se enamora,
de un amor que sólo es reproches,
de un amor que te falta ahora.
Tú estabas enamorada
junto a él viste mil auroras,
cenicienta desconsolada.
Y salimos del restaurante,
te sentías tan engañada,
y la luna como un gigante
nos siguió hasta la madrugada.
Y en la puerta del sanatorio
son terribles las decisiones,
entre el cielo y el purgatorio,
tú decides cual te conviene.
Y regresas sobre tus pasos,
yo en el fondo lo presentía,
nace el alba, ven a mis brazos,
sonriamos al nuevo día.
Con el sol yo te llevo a casa
y te ofrezco mi compañía,
sé feliz porque todo pasa,
porque ahora estás más tranquila.
Porque has vuelto a sentirte amada,
tienen tus ojos más alegría,
cenicienta desconsolada.
|
8.TE QUERRÉ
Te querré, mal que bien
mientras voy a trabajar en tren.
Te querré, bien que mal
de una forma súper-natural.
Te querré bis a bis
en las páginas de mi 'país'
te querré con la 'Q'
sólo a cambio de que seas tú.
En mis mejores ratos yo te querré
igual que el perro al gato, yo te querré
cuando la noche apague todo a mi modo
en mis sueños yo te meteré.
Te querré, te querré
aunque yo no sé ni lo que sé,
te querré, fíjate
tú no sabes cuanto te querre.
Te querré porgue tengo "canguelo" de ti
porque frente al espejo no doy más de mí
no me gusta quién soy, no me voy hoy por hoy.
Te querré en esta máquina sin piedad
este mundo de odio y banalidad
con amigos que nada te dan ni te pueden dar.
Te querré!
En esta loca noria yo te querré
en esta negra historia yo te querré
por una sola noche a solas, entre velas
la novela yo la escribiré.
Te querré, te querré,
aunque tenga que vender mi piel
te querré te querré
tú no sabes cuanto te querré.
Te querré porque yo necesito de ti
porque estoy agotado y harto de mí
no me gusta quien soy, no me voy hoy por hoy.
Te querré porque el mundo se acabará
entre el tráfico sucio de la cuidad
y el amor nunca da para más pero te querré.
te querré...
Tú no sabes cuanto te querré!
Tú no sabes cuanto te querré! |
9.QUERIDO PAPÁ
Parecías alto, altísimo, cuando yo era muy pequeño,
eras mi gigante bueno, compañero de mis juegos,
mientras tú contabas lento, me escondía en el pasillo,
y como disfrutábamos cuando al fin dabas conmigo.
Eras grande, eras muy fuerte, inspirabas gran respeto,
eras mi caballo mágico, trotando por el cielo,
me metía en tus zapatos, intentando no caerme,
me sentía el rey del mundo, dando pasos de gigante.
Era bello, era bellísimo,
lo recuerdo y te lo digo,
eras un perfecto ejemplo,
eras mi mejor amigo.
Pero un día, poco a poco, sin saber cual fue el motivo,
regresabas tarde a casa, y mamá sufría contigo.
Luego yo me despertaba asustado por tus gritos,
te notaba muy nervioso, nunca hablabas ya conmigo.
Otras veces me pegabas, tus palabras eran duras,
y mi vida se llenaba de temores y de dudas.
Era duro, era durísimo,
yo te odiaba y te lo digo,
eras mi ídolo caído
mi tortura, mi enemigo.
Para mi llevar tu sangre era casi una condena,
pero al fin era la misma que corría por mis venas,
y ahora, padre, te lo escribo, como cuando era pequeño,
como cuando me llevabas de la mano por tus sueños.
Ahora estoy muy confundido,
lloro mientras te lo escribo,
la esperanza no he perdido,
padre, vuelve a ser mi amigo.
Era bello; era bellísimo,
lo comprendo y te lo escribo,
cuantas veces tengo que morirme
para estar de nuevo vivo. |
1.VAFFANCULO
Si me miro en el espejo
con el tiempo que ha pasado
sólo soy algo mas viejo,
menos pobre, más cansado.
Éstas son las confesiones
de un cantante conocido,
con muy pocas ocasiones
de tratar de ser yo mismo.
Me alejé de los estudios,
a vivir mis ilusiones,
sin pensar que era el disgusto
y la cruz de mis mayores.
Yo era uno de esos hijos
soñadores indolentes,
que desoyen los consejos y
responden entre dientes...
Vaffanculo, Vaffanculo
Mas la música es perversa
es un nido de serpientes,
pocos llegan a la meta,
muchos son los que se pierden.
Luego están esos que saben
de negocio de canciones,
los que dicen, "Tú no vales,
tú no tienes condiciones."
Masini.. Vaffanculo
Vaffanculo, Vaffanculo
No te importe saber si he sufrido,
si la vida no da más de si.
Sin la música estoy tan jodido
que no sale el amor que hay en mí.
Nadie sabe los que es cierto
en un mundo de mentiras,
si lo veo todo negro
no hay canción que lo resista.
Somos todos conformistas
travestidos de rebeldes,
Somos lobos de entrevistas
contra pobre inocentes.
Que te cuentan sus amores
en sus cartas imprudentes,
porque sueñan en colores,
porque creen en los cantantes.
Pero un día se despiertan,
y al mirar una revista
con tu foto en la portada,
piensan - éste es un cuentista.
Mira.. Vaffanculo
Vaffanculo. Vaffanculo
Yo dimito de falso falso profeta,
de profeta de mi club de fans,
yo no soy ni salida ni meta,
cada uno la suya tendrá.
yo ni escucho el rumor de sus gritos,
trataré de librarles de mí,
de este loco que cantan sus discos
el deseo de amor que hay en mí.
Pero basta... estoy harto,
no soy justo... Vaffanculo.
Esta tarde he descubierto
al mirarme en el espejo
que soy mucho más sincero
que la máscara que llevo.
Y al final desesperado,
cara a cara me repito:
mi enemigo disfrazado,
¿dónde has estado escondido?
Vaffanculo, Vaffanculo
Vaffanculo, Vaffanculo
|
2.TE ENAMORARÁS
Te enamorarás
aunque no de mí.
Tú estarás allí
y sucederá... lo sé, así.
De la libertad
y de la amistad
sé que pasarás,
cuando te enamores, ya... verás.
Puedo verlo sin creerlo,
como un póster de James Dean,
siento miedo sin tenerlo,
escondido en mi blue-jean.
Es tan grande como el cielo
es tan fuerte como un dios,
el amor mas verdadero,
el amor que no soy yo.
Te enamorarás
de un bastardo que
dirá mentiras
y te reirás de mí.
¿Quién te defenderá
del miedo de la noche
y de esta vida que no da
más que reproches?
Te enamorarás lo sé
pero no de mí,
con profundidad,
como nunca imaginé de ti.
Ya te veo con tus llantos
cuando allí te falte yo,
lavas, planchas, friegas platos
y la vida dice no.
Un retraso de seis días
sin saber ni como fue,
me verás en tu recuerdo
tú que pasas hoy de mí.
Te enamorarás.. de mí,
pero no estaré... allí,
te enamorarás
y será muy tarde ya.
Y el cielo llorará,
le faltará una estrella,
vete con tu felicidad...
eres tan bella.
Te enamorarás,
te enamorarás,
te enamorarás,
no de mí, mas te enamorarás.
|
3.CANTAN LOS NIÑOS
Cantan hoy los niños que no saben lo que hacer,
esperando que su vida sea un tren a odas partes,
con su juventud intacta, su esperanza y su alegría.
Cantan hoy los niños, dentro de un blue-jean,
llenos de emociones, como un viejo film,
con esa impaciencia de marcharse un día
que tuvimos todos disfrutando en compañía.
Cantan hoy los niños al salir de las escuelas,
y se sienten diferentes porque el alma se les vuela,
yo les miro en mi silencio de nostalgias escondidas.
Cantan hoy los niños, y la vida va...
levantando ríos de felicidad,
dentro del diluvio que tiene cada cual.
Cantan hoy los niños de este arca sin maldad
que el amor nos da.
Y me ahogo al pensar en esta tierna edad,
mi sueño era la música bañada en libertad,
tu cantabas también así cariño mío,
mi hiciste ser un títere
aquella tarde que buscaba inútilmente
en las notas de un concierto,
a veces lloro triste mentiras...
Cantan hoy los niños como hombres de mar,
con su adolescencia lista por llegar,
cantan hoy los niños, mas nosotros no,
tienen otra música, otros sueños, otro yo.
Cantarán los niños en las tardes del dos mil,
y se sienten diferentes porque su alma quiere huir
en el tren que busca el mar y se disfraza de alegría.
Cantarán los niños y la vida irá...
dulce tiempo inmerso en la eternidad,
volverán a verse en fotografías,
dentro del silencio de nostalgias escondidas.
Cantan hoy los niños y la vida seguirá.
|
4.MIEDO DE AMARSE
Me despierto a las cuatro empapado en sudores,
frente al sol de la tele que estalla en colores,
tan cansado de mi que me acuesto vestido,
porque no sé sufrir y el dolor me ha vencido,
porque se ella es imbecil yo soy un idiota,
pues se va con cualquiera, no sabe que quiere,
siento celos y rabia, mis nervios explotan,
es tan solo una excusa, hay que ver como duele,
y la calle se vuele la ley del embudo,
muy estrecho de un lado y muy ancho del otro,
nadie puede ayudarme, lo tengo muy crudo,
nada puedo perder, yo ya estoy medio loco.
Por miedo de amarte,
por miedo de amarte.
Es la vida un camino de duras lecciones,
es la trampa de los vendedores de humo,
han caído conmigo mil generaciones,
este mundo no mira a la cara a ninguno,
hay quien paga su gula y no importa que come,
hay quien tira la piedra y esconde la mano,
hay historias de sexo encubiertas de amores,
pero existe también la amistad, ¡¡qué milagro!!
La ovejas perdidas en la discoteca,
mientras bailan, su alma no sabe que hace,
en el baño es posible que alguno se meta,
por tan solo el deseo y el miedo de amarse.
Por miedo de amarse.
No, hay que decir que no, y no morir aquí,
es esta nuestra edad, de días vanos y violentos,
no, hay que salir deprisa de tanta libertad
la tanta hipocresía, mirando siempre hacia adelante.
Solamente sin miedo de amarse.
Pero basta, ya basta de tanto lamento,
soy mayor para estar encerrado en la jaula,
deseamos lo de otros sin dar nada en cambio,
pero basta de estar ocultando la rabia,
como un sueño la noche se esconde en el alba,
es la historia de siempre al nacer la mañana,
comenzar otra vida, enterrar nuestra culpa,
y encontrar cada día el valor que te falta.
Sin miedo de amase, sin miedo de amarse.
No, hay que decir que no,
paro no abandonarse a la infelicidad,
en esta vida nada fácil.
No, no encuentro la verdad,
no es fácil renacer
pues tiene cada cual
un gran vacío por llenarse
que es tan solo su miedo de amarse,
que es tan solo su miedo de amarse.
|
5.DIOS SE FUE
Qué es lo que hago en esta iglesia
yo que no creo en tu Jesús,
con un vacío que me pesa,
ahora que ya no estás tu.
Tú casi hablabas como un cura,
a fariseos que no creen,
que lejos queda la amargura.
Ernesto, no te he vuelto a ver.
Dios se fue,
Dios no existe, lo sé,
Dios no está,
yo no creo y tú no me convencerás.
Era un discurso sin finalizar,
mientras yo me perdía, sin ver el futuro,
Se rezaba en la iglesia y la comunidad
era un rayo de luz que nacía brillando en lo oscuro.
Ahora, Dios se fue,
necesito de Él,
Dios no está,
mi oración es solamente blasfemar.
El mundo con indiferencia,
viene a tomar solo un café,
y con su tonta negligencia,
muere la gente fuerte como Él.
Porque Dios se fue,
yo estoy solo sin Él,
te digo que Dios no está,
y que tu voz ya nunca me responderá.
Lo he buscado hasta el fondo de mi voluntad,
mas la fe en un regalo de Dios para el mundo,
el domingo lo supe, tú estabas allá,
era como una luz que nacías brillando en lo oscuro.
Pero Dios no está,
no, Dios no está.
Qué es lo que hago en esta iglesia
llena de gente como tú,
que quieren aun creer en su presencia
mientras mi voz en su silencio escuchas tú.
Mira... Dios se fue. |
6.LA LIBERTAD
Con mi ropa sucia en una silla
y mi cama con muy mal aspecto,
con tu foto que me humilla,
vivo en un desorden imperfecto.
Con la barba ya de siete días,
la colada se va amontonando,
no tengo camisas,
seguiré engordando,
un desastre en el espejo, mas...
Viva la libertad,
de tomarte la vida así, tal como viene,
dejándote llevar,
porque un hombre sin nadie mejor se defiende.
viva la libertad,
las mujeres te absorben mas pronto o mas tarde,
todo esta visto ya,
he aprendido a emplear como escudo, la libertad.
Tras la tempestad viene la calma,
la ventana esta llena de idilios,
siento ganas de cruzarla,
ver una película de niños.
Mira, dictador cariño mío,
yo sin ti continuare lo mismo,
seguiré viviendo
aun sin tu permiso
hoy, mañana y siempre se vera.
Viva la libertad,
yo quisiera ser mas egoísta que un gato,
pero con la humildad
de aceptarme tal cual, porque nadie es perfecto,
viva la libertad,
cada día que pasa se vuelve mas dura,
y si no te dan se convierte en locura,
pero esto es la libertad.
Un domingo más, que mal, por estar sin ti,
demasiada libertad para estar aquí,
es tu amor el último, pero no el final,
es un simple accidente que rompe mi libertad.
Nada que comentar,
acabado el verano de nuestros pecados,
solos en este bar,
envidiando el valor de los enamorados,
que nos sucederá,
jugaremos un juego de amores cruzados,
o no se encontraran
y habrá sido de idiotas perderse en la libertad.
Si, sería de idiotas, sería un final fatal,
que dos enamorados prefieran la libertad. |
7.QUIERO VOLAR
Hoy sin piedad
va muriendo algo dentro de mi,
entre amigos y extraños de un bar,
es igual que un dolor que te vuelve skin-head,
es la historia de un sábado... sábado,
mientras que siento vómitos... vómitos sobre el asfalto,
quiero volar hacia ti,
quiero volar hacia ti.
Esta ciudad
de autopistas y calles sombrías,
de esqueletos en el luna-park,
y de un cielo plagado de estrellas vacías,
un silencio en la música... música,
una obsesión, la ultima... ultima, sin condiciones,
quiero volar hacia a ti,
quiero volar hacia a ti,
quiero volar, y volar, y volar, y volar, y volar hacia a ti.
Invisible amor mío, cabello de trigo,
te siento muy lejos, muy lejos de mi,
dentro de una botella mi alma encerrada
a merced de las olas no puede volar hacia a ti,
quiero volar hacia a ti.
quiero volar hacia a ti.
quiero volar, y volar, y volar, y volar, y volar hacia a ti.
No, hoy sin piedad,
va muriendo algo de ti y de mi,
es la vida una fuga de Bach,
y un silencio que grita y da todo de si,
quiero ser como un pájaro... pájaro,
o convertirme en Ícaro... Ícaro de un laberinto,
quiero volar hacia a ti,
quiero volar hacia a ti,
quiero volar, y volar, y volar, y volar, y volar hacia a ti.
Dando vueltas al sol en un corro infinito,
te acercas, mas cerca, te metes en mi,
y mis alas de cera se van derritiendo
y prefiero morir y morir, y volar hacia a ti,
quiero volar hacia a ti,
quiero volar hacia a ti,
quiero volar, y volar, y volar, y volar, y volar hacia a ti. |
8.ANA, VIVAMOS
En un periódico de escándalo,
en una impúdica fotografía,
desnuda y triste como un pájaro,
en jaula de oro, sin salida.
Sonando con muchas películas,
decías: “Lo conseguiré, veras”,
sin entregarte, siendo única,
la reina de tu dignidad.
Muñeca cándida y romántica
abandonada en un rincón oscuro,
solo una mas entre las víctimas
de un mundo despiadado y duro.
Ana, despierta,
habla, camina,
Ana que suenas,
quisieras morir con veinte anos.
Ana, responde,
dame la mano,
Ana, vivamos.
Porque el amor es algo mágico,
que nos perdona sin saber por que,
es la verdad de lo fantástico,
es esa luz que no se ve.
Mas lo importante esta en vivir así, tu y yo,
las cosas bellas que la vida da.
Y un sol muy grande nos dará el color
que pinte tanta oscuridad.
Ana, vuelve,
alza tu vuelo,
Ana, tu puedes,
abrir la ventana del cielo.
Dame la mano,
hazme un regalo,
Ana, vivamos.
Ana, resiste,
la vida se esconde en tu mano.
Ana, sonríe,
Ana, te amo,
Ana, vivamos. |
9.PEQUEÑO GRAN CHOPIN
Te compraré el piano
si me prometes estudiar en serio,
haciendo con la mano
un gesto que era como el evangelio.
Mi padre aquella noche
me hizo sonar con el y lo tocaba,
la música es así... nos hace estremecer,
y te conviertes solo en un pequeño gran Chopin.
Y así mi adolescencia,
me la pase ensayando las lecciones,
mientras con insolencia
jugaban otros niños con balones.
Yo era muy distinto,
la vida me ofrecía otras pasiones,
la música es así... nos hace estremecer,
y mientras mas te metes, mas la ves,
la clave del porque.
Y cuando te acaricia,
la música te da las vibraciones,
del cuerpo de una chica,
cuando se agita lleno de emociones.
U del conservatorio
salimos diplomados de esperanza,
de amores de tenorio,
sintiéndonos tan fuertes como un tren,
pequeño gran Chopin.
¿Por qué no es nochebuena?
¿Por qué me cansa a veces cuando suena?
La música es así... no hace estremecer,
por eso toco aun... incluso aquí,
entusiasmándome.
Pero hoy aquel piano
es ébano y marfil desafinados,
haciendo mi trabajo
en el piano bar del viejo barrio.
Mas cuando vuelvo a casa
me pongo el frac y al ver la partitura
descubro mi secreto,
y nadie sabe que hay dentro de mi
un clásico Chopin,
pequeño gran Chopin.
Este concierto mío
es una voz lanzada al infinito,
¿quién no lo habrá entendido?
Incomprendido y solo vive en mi,
pequeño gran Chopin,
pequeño gran Chopin |
|
10.VAFFANCULO (instrumental) |
|
1.BELLA IDIOTA
Bella idiota... por tu culpa he traicionado
a la mujer que me ha querido,
me ha liado a puñetazos
contra mi mejor amigo,
y ahora que he tocado a fondo,
tu me dices sonriendo...sobra y basta.
Bella idiota...
dejas verte dando vueltas
del hotel al restaurante,
con el culo en el Ferrari
de un imbecil arrogante,
sin pensar que el millonario
hasta a os sentimientos... pone un precio
es desprecio...
por amarte demasiado tu me ignoras,
bella idiota me sonríes y me odias.
Mas si Dios ye hizo mas bella
que los cielos y los mares,
dime porque te rebelas,
que quien tratas de vengarte.
Mas si Dios te hizo tan bella
como el sol, como la luna,
por qué no escapamos juntos
de este mundo maloliente que me abruma.
Mas si Dios te hizo mas bella
que una rama de cerezo,
si amas como la carcoma
cometiendo un sacrilegio,
cada vez que te desnudas
sin sentir el hielo dentro,
cuando él paga la cuenta
nunca sientes la vergüenza del silencio.
Porque eres bella, bella, bella,
bella idiota...
y que llamaste anoche hasta a la policías,
y que me llevaron preso les pedías,
solo porque había perdido la paciencia...
la esperanza... sí, bella idiota.
Te recuerdo...
cuando con mi primer sueldo
te compré aquella pulsera,
se tu iluminó la cara,
yo te dije eres mi estrella,
los ataques repentinos
que teníamos de sexo y de ternura,
bella y dura... sí,
por amarte demasiado tu me ignoras,
bella idiota me sonríes y me odias.
Mas si Dios te hizo mas bella
que los cielos y los mares,
de que coño te rebelas,
de quien tratas de vengarte.
Mas si Dios te hizo tan bella
como el sol, como la luna,
por qué no eres mas persona,
me conformo como un perro con las sobras,
porque eres bella, bella, bella.
Me dan ganas de arrancarte
esa ropa de ramera,
y metido entre tus piernas
destrozar la noche entera,
mas de nuestro amor tan tierno,
todo entrega e inocencia...
solo quedaría entonces
un larguísimo minuto de violencia,
por eso me despido... bella idiota.
|
2.EL CIELO DE VIRGO
En las playas de Septiembre
hay la típica agonía,
los amores de recambio,
la mañana de otro día.
Aburridos como ostras,
somos gente de ciudad,
desvelados por la noche,
para luego despertar.
El cielo de las vírgenes
que inunda con su azul,
un sueño metafísico,
no ser quien eres tú.
Y en cambio somos radioactividad,
desocupados como tantos hoy,
esclavos de filosofías de bar,
de no saber quien soy... oh no...
de no saber quien soy.
Y que haremos en la vida,
tal vez nada, por qué no,
somos barcas sumergidas
somos fuego sin calor.
El cielo de las vírgenes,
que pasa sobre ti,
amase no es obligación, lo sé,
no lo hagas pirque sí.
Seremos dos románticos robots,
dos cómplices viviendo su odisea,
en vez de ese brutal electroshock
de amarse solo un día, y ya,
tu no te sientes mía.
El cielo de las vírgenes, oh yeah, oh no,
que pasa sobre ti,
la luna estroboscópica, oh yeah, oh no,
que hechiza al salir.
Es la constelación del desafío,
el cielo que nos trata de cubrir,
cantemos al amor, cariño mío,
mañana no estarás aquí,
mañana no estarás.
El cielo de las vírgenes, oh yeah, oh no,
que inunda con su azul,
un sueño metafísico, oh yeah, oh no,
no ser quien eres tú.
El cielo de las vírgenes, oh yeah, oh no,
que pasa sobre ti,
la luna estroboscópica, oh yeah, oh no,
que hechiza al salir. |
3.FRANKENSTEIN
Ya desde pequeño eras el feo del colegio,
para mí eras Paco, para el resto Frankenstein,
te toma el pelo, medio en broma, medio en serio,
con la crueldad de un niño como los demás
Pelo de panocha, con mil pecas en la cara,
a los diecisiete ya medias dos con tres,
con un corrector dental, metálico, de plata,
torpe larguirucho con millones de porqués.
Tú me defendías como lo hace un buen hermano,
con tus manos grandes que jamás quisiste usar,
tú les asustabas sin querer hacerles daño,
y ahora que la vida te ha jodido aquí estás...
Como estás, viejo Frankenstein,
en el techo, de este hospicio, triste y sórdido.
En el bar te reclaman ya,
y tú lloras, grande y gordo en soledad.
Frankenstein, tú te curarás,
lo prometo, en una barca iremos a remar,
y en el mar esas heridas cicatrizarán, verás,
y te enseñaré a nadar en esta vida...
Frankenstein.
Paco, volveremos los domingos al estadio,
luego por la noche iremos a la pizzería,
luego nuestros sueños van a ser como soñamos,
pues los dos tenemos sangre de categoría.
Quién no habrá perdido alguna vez alguna chica,
porque ha preferido, a otro más guapo que tú,
las mujeres nunca se han fijado en tu belleza,
Paco porque el alma es invisible, sabes tú.
Hoy nos meteremos como locos al estudio,
porque la ignorancias la peor de las mentiras,
viejo ganso gordo, mas enorme que un armario,
con alas de cisne que querrá volar un día.
Frankenstein, ya despiértate,
no me dejes aquí solo como epílogo,
Paco aún , no te rindas tú,
di que te cabreas, que resistes, sé mi símbolo.
Frankenstein, tú te curarás,
te vendré a buscar con dos putas magníficas,
y tirar en una noche el dinero de los dos,
para darle cuatro golpes a la vida...
Frankenstein. |
4.EL MORBO DEL BEAUTIFUL
Respira algo de hidrógeno si tú te sientes mal,
no es un alucinógeno, lo dan en el hospital,
sumérgete en el tráfico si quieres compañía,
mientras pasan la epidemia las ‘Marías’.
Los síntomas idénticos a la imbecilidad,
se bajan los azucares y se llora de alegría,
a largo plazo da impotencia y frigidez total,
y a la ciencia dice que un antimanías, no hay.
Es el morbo de ‘Beautiful’.
Se juntan, se separan, el que gana siempre al Ridge,
el resto es: chicas, dólares, y apartamentos ‘chic’,
te pierdes un capítulo y te pierdes lo mejor,
mientras tanto el padre se casó con Brooke.
Es Brooke. La bella de ‘Beautiful’.
Hoy la copa UEFA, ‘El nombre de la rosa’,
hemos visto un UFO, baja la peseta,
yo compré la tele, tú tienes el mando,
puede hundirse el mundo, y tú... sí tú,
y tú viendo ‘Beautiful’.
Que importa las bombas, que será la carestía,
la humanidad peligra, te lo dice hasta la CIA,
la enfermedad del siglo no nos interesa ya,
el problema es Ridge que vuelve junto a Brooke.
Es Brooke. La bella de ‘Beautiful’.
Los psicoanalistas buscan soluciones,
dejan los congresos por sus depresiones,
también Nostradamus nos predijo un virus
que jamás se curará, uh uh,
el morbo de ‘Beautiful’.
Blancanieves, Greta Garbo, y los sueños de Fellini,
las cuadrigas luchando de Ben-Hur,
Escarlata y Casablanca, ‘Macelino pan y vino’,
esto nunca, nunca sucedió.
Y tú viendo ‘Beautiful’.
Han instalado videos por toda la ciudad,
controlan el cerebro, se hacen con tu voluntad,
te llevan al estadio y en el video-marcador,
te castigas al mirar a Brooke y a Ridge.
Es Ridge. El guapo de ‘Beautiful’.
Es Brooke. La bella de ‘Beautiful’.
¿Y tú ?, y tú viendo ‘Beautiful’.
¿Y tú?, y tú viendo... ‘Beautiful’. |
5.CACHORRO
Cachorros qué te pasó,
porque lloras también lloro yo,
que tus problemas son parte de mí,
porque tus lágrimas
nunca quisiera que fueran por mí.
Cachorros apóyate aquí,
sobre mi hombro,
que ya sé que tú,
tienes cosquillas y que solo así,
una sonrisa podré conseguir.
La luna bien puede ser
la que te haga mujer cada mes,
tal vez la espera de aquél que no está,
o la primera sorpresa
que tiene un cachorro a tu edad.
Fuera hace un viento
de mil y un demonios,
que pone de punta tus senos
con esa vulgaridad
que la vida da.
Y tú que aún necesitas
de sueños, de leche,
de luz encendida
de día y de noche,
temblando estás,
fuera estamos mal,
ven aquí... ven aquí.
Cachorro quédate aquí,
seré tu amante y tal vez esa amiga,
que cuando tú le preguntas por qué,
te sabe dar la respuesta,
un pedazo de vida, la mía.
...
Seré amante y tal vez esa amiga,
que en bicicleta te lleva a los sueños
que escapan un día.
Hacía los mares salados
de peces y olas,
a un mar que se baña de sol,
que se fue de aquí,
pero sigue en ti.
Porque tú aún necesitas
descubrir el mundo,
mi dulce cachorro
sin esa correa de la realidad,
con tu fantasía y la mía.
Y mi brazo pondré
bajo tu almohada
y si sueñas conmigo,
adormecida eras parte de mí,
miro hacia el techo
y me siento un poquito
cachorro contigo.
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6.PRINCESA
Tú sécate las lágrimas
lo ha hecho todo él,
borracho viejo alcohólico,
abominable ser,
un padre sin escrúpulos,
un déspota ruin,
que está crucificándote
el ángel que hay en ti
Ahora aleja la sombra de tus dudas
dulce hija de un gran hijo de puta
Ocúltaselo al párroco
y a Dios, cariño mío
entierra tu desánimo
en el rincón más frío
la noche entera enciérrate
la llave trágate
por la maña espérame
que yo te llevaré
Dejaremos en este mundo infame,
las caricias que ha robado un miserable
Ven aquí, princesa, que yo te llevaré
porque habrá en este mundo de mierda
una rosa roja naciendo para tí
y domingos, y sueños que llegan
Un trabajo digno y una humilde casa
cada día un plato lleno de esperada esperanza.
Ven aquí, princesa, nos vamos a alejar
y este mundo de hambre y violencia acabará
Tenía una automática
la he tirado lejos,
debajo de una máquina,
camino de tu casa
Y un árbol ha nacido allí
que crece para tí
bajo tus ojos únicos
que miran hacia mí
Ahora dentro ya no hay odio ni venganza
solo piden que les cuiden confiando en mañana
Ven aquí, princesa, que yo te llevaré
e la estrella de un nuevo planeta
donde no esté el gordo y despiadado rey
que te ha dado y quitado la vida que hay en tí
donde el mal no te persigue y no te toca
la sonrisa volverá de nuevo a estar en tu boca
Ven aquí, princesa, que yo te llevaré
a la estrella de un nuevo planeta
que una rosa roja naciendo espera allí
y domingos y sueños de vida
ven aquí, princesa, que yo te llevaré
junto a mí |
7.QUERERSE MAL
No me toques, no me mires,
o te estampo contra el muro,
no soporto a las mujeres
de cerebro casi nulo.
Esta vez no terminamos
con murmullos en la cama,
ni en la ofensa, ni en la angustia
de un orgasmo con desgana.
No, y cuando digo no, es...
Si, es verdad, te la he pegado
y con tu mejor amiga,
pero tu ya te has vengado
con aquel maldito idiota.
Es verdad que estamos hartos,
damos vueltas de peonza,
en las noches de pastillas
para adormecerse al alba.
No, que no, a todo esto digo no,
y no, a toda costa digo no.
Quererse mal es morir de amor,
es mirarse al espejo en un cuarto por horas.
Quererse mal es un mal sueno obsceno,
el grito final, es la orgía sin freno,
es una guadaña que todo la arrasa ante ti, así...
Y a todo esto digo no,
y no, y a toda costa digo no.
Tu que compras las revistas
de princesas, de magnates,
te desnudas y te vistes
hasta para ir al retrete.
Eres como fue tu madre,
casi siempre en contra mía,
como hacia con tu padre,
como lo mato la arpía.
No, que no, y a toda costa digo no,
que no, y cuando digo no, es no.
Y quererse mal es un largo camino,
un pozo sin fondo, un bastardo destino,
el gusto cobarde de hacer que se acabe
la historia que apenas comienza a crearse,
tomar a los otros de contrafigura de ti, de mi.
Y cuando digo no, es no, que no, que no, que no.
Y quererse mal es lo que nos separa,
se aprende en la escuela, lo enseñan en casa,
es miedo al amor, esa es nuestra cultura,
querer ser mejores, sinceros, profundos
y en cambio la luna se escapa del mundo, de ti, de mi.
Y a todo esto digo no,
que no, y a toda costa digo... no. |
8.HAZTE DURO
Chiquillo que sonríes cuando yo sonrío,
en esos mil caminos de la vida
se astuto elige la salida,
que este cerca de Dios, cariño mío.
Escríbele en el agua bellas poesías,
ama a los animales y a las flores,
y roba al cielo todos sus colores,
y ponte rojo tras una mentira.
Hazte duro,
asómate prudente
como un hilo de hierba,
y escucha al viento
lo que te dirá,
seguro de tu gran fragilidad.
Ingenuamente hazte duro,
da siempre todo
a quien jamás daría nada,
haz de tu corazón tu salvavidas
si te roza un soplo de infelicidad,
hazte duro y tomate la vida como va.
Cuando tengas miedo de la oscuridad,
toma la luna y cuélgala de un hilo,
crece, mas permanece un poco niño,
y con el mundo entero jugaras.
Se astuto, y suena lo imposible,
busca un amor pequeño y de gigante,
que sea mucho mas fuerte que la muerte,
cuando tu lo tengas junto a ti.
Hazte duro,
no comas como yo
de un fruto agrio, y amargo,
que yo mordía
y luego lo escupía,
hundiéndome en el mar de mi agonía.
Que sea grande y mira al fondo
de aquellos ojos que no comprendían nunca,
que se callaban todo como tu.
Y si un ida se te marchar como un río,
hazte duro,
y no las dejes ir, pequeño mío,
hazte duro,
y no las dejes ir, pequeño mío.
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9.CERO
Cero, ninguna novedad,
y de trabajo hago barra en este bar,
con un abrigo pesado y ligero,
con un futuro inseguro de perros.
Cero chica, cero sueldo,
cero amigos, cero cielo,
cero amores, cero empeños,
cero estrellas, cero sueños.
Era antes de ser yo
el nueve mil novecientos treinta y dos,
tenía casa, recibos, parientes,
tenía un cuerpo mas no estaba dentro.
Y me he vuelto trasparente,
no soy blanco, no soy negro,
me han devuelto al remitente,
finalmente cero, cero.
Cero, y quién no es algo más, Cero, cero, cero, cero,
si hasta el amor te llega a desencantar, cero, cero, cero, cero...
y tú muchacha con bella sonrisa
y una compresa en lugar de corazón.
Tú mandabas en la cama,
tú me hiciste prisionero
en el arco de tus piernas,
para ti contaba cero. ¡Cero!
¡No me van los perdedores,
quiero un hombre más seguro,
triunfador y omnipotente
de los que han jugado duro!
Sí, todos número uno ¡Sí!
y está bien así,
todos centro del mundo
y ninguno que ayude a ninguno,
mas yo soy amigo de un tren ¡Sí!
que pasó por aquí,
y me trajo un buen día
el perfume del mar con un traje de cero. ¡Cero!
Cero, son los malos días ¡Cero!
que no quisera verlos ni en fotografía,
en este mundo de buenos bocatas,
como maíz de mazorcas humanas.
¡Cero!
Sólo somos unos niños
en piscinas de placenta,
últimos de los primeros
porque el mundo no nos cuenta.
Sí, todos número uno, ¡Sí!
no pienses en mí,
el que pudo hacer uno,
hace cien, hace miles, millones de ceros, Cero, cero, cero, cero,
cero, cero, cero, cero,
sin unos cero. cero, cero, cero, cero,
cero, cero, cero, cero...
No necesito ni gel ni jabones, Cero, cero, cero, cero,
sólo una vida sincera yo quiero. cero, cero, cero, cero...
¡Cero!
¡Una caja grande, grande,
con una ventana al cielo,
una ducha de aguacero
cuando el sol calienta y cuesta cero, Cero, cero, cero, cero,
cero, cero, cero, cero,
y cuesta cero! cero, cero, cero, cero,
cero, cero, cero, cero,
cero, cero, cero, cero,
cero, cero, cero, cero,
cero, cero, cero, cero,
cero, cero, cero, cero,
cero, cero, cero, cero... |
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10.TIEMPO PERDIDO
Es tiempo perdido, vida,
hablar de nosotros dos,
mejor es dejarlo en Plaza de Castilla,
donde para el treinta y dos.
Es tiempo perdido, amor,
inútil estar aquí,
con el limpiaparabrisas
atontándonos,
este maldito lunes que
lo lloras tu,
lo sufro yo,
enamorados de ocasión.
Tiempo muerto en el bar,
entre juegos de hipocresía,
confesar la mitad,
susurrando dulces poesías,
con la complicidad
de quien tomo la fotografía
del primer beso.
Es tiempo perdido, vida,
inútil tener piedad,
que luego los celos tuyos
se repetirían.
Es mejor la libertad,
mejor cortar
y hasta otro día
el primer paso quien lo da.
Tiempo muerto, lo se,
con tus manos entre las mías,
como decirse no
con el sexo en alta marea,
con deseos de ti,
de los que tu no tienes ni idea,
es el amor
o el reflejo de mi cobardía.
Tiempo muerto será
abrazamos en el portal,
mientras la eternidad
en nuestro amor ni quiere aparcar.
...
Engáñame con otra mentira
porque la vida no es...
tiempo perdido, vida. |
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